Il dito nella piega

Il blog di Gio Di Pillo

Che sta succedendo?

Posted by gio di pillo

Ormai le notizie e gli eventi si susseguono con tale sconcertante velocità che l'unica spiegazione razionale è che tutto l'ambiente del Motomondiale abbia davvero perso la giusta direzione. La Bussola non è solo sfalsata di qualche grado. Ma, come investita da una tempesta magnetica, è impazzita e segna il sud al posto del nord e poi di nuovo all'opposto. Quello che per oltre sessanta anni è stato il Motomondiale, ovvero la massima espressione sportiva del motociclismo, oggi è diventato un circo lontano anni luce dai principi e dalle regole che regolavano questo bellissimo sport. Regole semplici ma efficaci che hanno generato stagioni indimenticabili e campioni eccezionali. Tutta la storia del Motomondiale a partire dal 1949 è stata basata sul principio che il motomondiale fosse semplicemente la massima espressione tecnologica del motociclismo. Prototipi creati con il solo scopo di ottenere le massime prestazioni in termini di velocità e tempi sul giro.  Ovvero tramite poche limitazioni di cilindrata e peso i tecnici avevano mano libera per ricercare la massima performance e le massime prestazioni assolute di un veicolo a due ruote. Per oltre sessanta anni il cronometro è stato l'unico vero punto di riferimento dei progettisti. A seconda del coraggio o delle scelte tecniche si avevano moto a tre o quattro cilindri a quattro tempi, insieme a moto con motori a due tempi a due o quattro cilindri. A seconda dei risultati ottenuti prevaleva una scelta rispetto ad un'altra. Quindi la MV ha dominato fino a quando Yamaha e Suzuki non hanno creato le formidabili 4 cilindri due tempi. La stessa Honda ha cercato di contrastarle con una meravigliosa Oval Piston otto valvole a quattro tempi. Visti i risultati deludenti ha creato le tre cilindri NSR  poi le stupende quattro cilindri due tempi. Il tutto semplicemente regolato dai risultati ottenuti in pista come deve essere per un campionato che rappresenta la massima ricerca sportiva del motociclismo. Oggi siamo arrivati a correre con moto di mille cc (Cilindrata delle ipersportive di serie) gestite prevalentemente dalle centraline elettroniche, con limitazioni sull'uso e le percorrenze dei propulsorie e soprattutto limitazioni sullo sviluppo e sui test dei vari team e piloti.  Quindi al pari del campionato Endourance, i principi basilari della MotoGP non sono più la performance o la ricerca della prestazione assoluta ma i tecnici devono generare i cosiddetti prototipi da MotoGP creando moto che devono consumare poco e soprattutto devono avere una percorrenza chilometrica superiore ad una moto di serie. Il tutto con l'alibi della ricerca del contenimento dei costi. I risultati sono tristemente sotto gli occhi di tutti. Una griglia sparuta e desolante, costi rimasti esorbitanti, motociclette troppo simili alle SuperBike e soprattutto l'eccessiva invasività della elettronica che ha tolto margini di azione al talento di chi le guida appiattendo i risultati agonistici con gare senza lotta e senza sorpassi. Quindi in pochi anni si è arrivati ad un motomondiale dove sono stati stravolti tutti i principi delle competizioni e al posto della massima ricerca delle performance si cercano soprattutto le percorrenze chilometriche e i consumi. A qual scopo? E perchè? Per cercare di affossare la SuprBike? Per cercare di limitare i costi? Ormai non ha senso cercare le ragioni che hanno portato la MotoGP a diventare un ibrido tra Endourance e SuperBike costosissimo, senza sorpassi ne spettacolo in pista. Una stagione dove almeno quattro piloti su tre moto diverse dovevano animare la lotta per il titolo mondiale si è trasformata in un monologo noiosissimo dove  un solo pilota ha già umiliato gli avversri e dopo solo 11 delle 18 gare ha 68 punti di vantaggio sul secondo. Ma non basta perchè alla seconda gara delle diciotto, uno dei cosidetti fantastici quattro, ha annunciato il suo passaggio dalla Ducati alla Honda con solo sedici gare di anticipo sulla conclusione della stagione. Ma non Basta perchè alla decima gara su diciotto viene annunciato il divorzio di Rossi dalla Yamaha per il suo passaggio alla Ducati. Dopo solo sette giorni viene annunciato il ritiro della stessa Ducati dalla SuperBike dove è rimasta in veste ufficiale dalla sua prima stagione. Che brutto autogol per la casa di Borgo Panigale. Perchè annunciare adesso il ritiro dalla SBK? Solo dopo sette giorni dall'annuncio dell'arrivo di VR a borgo panigale. Per i tifosi  è lecito pensare che il ritiro dalla SBK sia dovuto principalmente ai costi e alle risorse necessarie per questa operazione di mercato. Non si poteva evitare l'annuncio del ritiro così a ridosso da quello del passaggio di Vale in rosso? E poi perchè non esistono più i normali passaggi di marca da parte del singolo pilota ma ormai si assiste ad una trasumanza di tecnici manager telemetrisiti da una casa all'altra!!! Interi team si spostano da una parte all'altra cercando di ricreare quel gruppo di lavoro che ha generato determinati risultati. Tutto questo solo dopo il magico passaggio di Vale da Honda a Yamaha. Ma siamo sicuri che solo così si riesca a generare una situazione vincente? E i famosi costi? Tutta la Ducati passerà in Honda. E tutta la Yamaha in Ducati! Che scopo ha spostare una intera squadra da una casa all'altra? Se tutto il Milan andasse a giocare nell'Inter? e Viceversa, che scopo avrebbe il campionato? Insomma che cosa è successo al Motociclismo da competizione? E perchè ormai tutte le scelte tecniche e sportive sono prese senza una direzione razionale e univoca come se la bussola di chi prende le decisioni importanti fosse preda di una tempesta magnetica? La Moto2 è sicuramente l'esempio più eclatante di questa tempesta magnetica!. Al posto di una classe che viveva dal 1949 con vittoria di Bruno Ruffo su Moto Guzzi fino ai giorni nostri dove la 250 ha creato campioni come Rossi, Pedrosa, Lorenzo e Stoner, si è pensato di inventare una moto con monomotore e omologarla come vera e propria classe dl motomondiale al posto della 250. A parte i tempi sul giro decisamente vicini ad una Stock 600 invece che ad una vecchia 250, ma dove sono finiti i principi della moto prototipo tesa alla ricerca delle prestazioni e della performance??? E la futura mille con motori addirittura derivati dalla produzione di serie??? Perchè tutto questo? Perchè devastare la storia e tutti i principi di categorie denominate Gran Premio con soluzioni adatte solo alle gare di Durata o Endourance?? Per contenere i budget e i costi? E' abbastanza semplice paragonare il costo di una stagione effettuata con moto 500 o 250  due tempi a Leasing con i nuovi budget richiesti dalla Moto2 e dalla MotoGP. Il risultato non è così favorevole alle nuove formule rispetto al passato. Sicuramente case e team privati in motogp spendono cifre tre quattro volte superiori rispetto al passato. Mentre per la Moto2 il risparmio è sicuramente più sensibile ma solo rispetto alla fornitura di una Aprilia RSA Factory. E comunque team come Aspar che ha cambiato moto a metà stagione ha speso di più rispetto alla vecchia 250. Insomma... una serie di modifiche e rivoluzioni dove vige una sola costante: chi decide non pensa assolutamente alle tradizioni e al futuro del motociclismo ma solo al profitto immediato e alla necessità di accontentare uno solo di partcipanti a scapito del pubblico e degli altri contendenti.

 
Postato il : 31/08/2010 alle 16.51

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