Mille Miglia 2012
Sepang test – Day 1: Stoner il più veloce
Alla scoperta dei Dragster

Siamo a Pomona, in California.

Scopriamo insieme a Guido Bagatta il mondo delle Dragster, strane auto che raggiungono velocità incredibili.

Visitiamo insieme la Scuola di Dragster di Pomona, dove ognuno di noi può andare per imparare a guidare questi incredibili bolidi dopo due soli giorni di corso. E poi l'emozione di sfrecciare sulla pista dove si sono dati battaglia tante star di questa disciplina.

Comincia la nostra avventura Dragster.

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Auto

La vendita di auto ibride ha avuto una crescita continua trainata soprattutto dalla Toyota con la Prius che dal 97 è l'ibrida più venduta. Honda è la seconda forza di questo mercato, mentre Mercedes punta sull'ibrido e sul plug-in per il settore delle berline di lusso. Un mercato florido Quando all'inizio del millennio i listini auto europei e italiani comprendevano le prime ibride destinate al mercato di massa, leggi Toyota Prius e Honda Insight, c'era un forte scetticismo e molti sarebbero stati pronti a scommettere sul tramonto dell'ibrido. In poco più di 15 anni, invece, Toyota (e Lexus, suo marchio di lusso) hanno raggiunto uno storico risultato con oltre 7 milioni di veicoli ibridi venduti alla fine di settembre 2014. E il futuro, c'è da scommetterci, sarà sempre più attento all'ecosostenibilità. Naturalmente è la Prius a trainare l'intero mercato: dal suo debutto in Giappone nel 1997 e numerosi premi vinti (tra cui "auto dell'anno 2005"), risulta ampiamente l'ibrida più venduta con circa 5 milioni di vetture, quasi 30 diversi modelli prodotti e circa 80 paesi serviti. In generale, invece, nella prima metà del 2014 Toyota ha venduto 665,740 veicoli ibridi: molti più del suo principale concorrente, Honda, che si ferma a quota 158,696. Risultati in crescita continua, che hanno subito solo un rallentamento quest'anno a causa del crollo del prezzo della benzina (non parliamo dell'Italia naturalmente) che ha piuttosto rivitalizzato le vendite di pick-up, SUV e berline di lusso. Secondo i dati rilasciati da Toyota, fino al 30 settembre i veicoli ibridi Toyota hanno "prodotto circa 49 milioni di tonnellate di CO2 in meno e fatto risparmiare circa 4,75 miliardi di galloni di benzina rispetto a veicoli con alimentazione a benzina di grandezza e performance simili". Toyota ha intrapreso questa strada con coraggio e i risultati sono stati buoni: nel 2015 lancerà ben 15 nuovi modelli ibridi per consolidare la sua leadership. Mercedes non resta a guardare [caption id="attachment_16201" align="aligncenter" width="622"] La Mercedes C300 ibrida vista da dietro: 26,3 km/l biturbodiesel 2.1 litri e 204 CV[/caption] Dopo il successo della Prius la maggior parte delle Case automobilistiche ha iniziato a sviluppare soluzioni ibride da commercializzare. Molte sono rimaste concept, altre si sono trasformate in veicoli in vendita. Tra i brand più interessanti c'è Mercedes: dal primo prototipo del 1982 alla C300 BlueTEC Hybrid sono stati innumerevoli gli sviluppi della Casa di Stoccarda. Circa 2.8 miliardi di euro investiti nelle tecnologie green portano Mercedes a considerare l'ibrido una fase transitoria rispetto a quella, futura, ad "emissioni zero". Un futuro sempre più prossimo grazie agli ibridi plug-in, come la nuova S 500 PLUG-IN HYBRID; basti pensare che verranno lanciati altri dieci nuovi modelli plug-in entro il 2017. Bisogna specificare che gran parte dei passi avanti nel settore delle ibride e delle elettriche dipende dai progressi tecnologici delle batterie: per gli smartphone così come per le auto ibride, l'alimentazione delle batterie è fondamentale sia in termini di durata della carica, sia in termini di vita delle batterie. È proprio il progresso che la tecnologia sulle batterie ha vissuto negli ultimi dieci anni che ha consentito lo sviluppo di smartphone ed auto ibride pur rappresentandone, a tutt'oggi, il più grosso limite. Grossi avanzamenti sarebbero già pronti per aumentare a dismisura l'efficacia dei dispositivi se non ci fosse da combattere con la pressante necessità di migliorare un'alimentazione ancora fortemente limitata.
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Auto

Le condizioni di Schumacher migliorano lentamente, come detto anche dal figlio Mick junior. Intanto Moncet, giornalista francese, accusa il supporto per la GoPro presente sul casco del pilota tedesco.  Supporto GoPro sul casco di Schumacher [caption id="attachment_16152" align="aligncenter" width="800"] Casco da sci con GoPro: potrebbe essere stato il supporto ad indebolire il casco[/caption] L'action cam GoPro è diventata di uso comune tra chi pratica sport grazie alle sue caratteristiche: per questo motivo sono sempre più diffuse le attrezzature sportive provviste di un supporto per agganciarvi la videocamera. Il casco di Schumacher era uno di questi e, secondo quanto dichiarato ai microfoni di radio Europe 1 da Jean-Louis Moncet, giornalista francese di Formula 1, sarebbe stato proprio il supporto GoPro a causare la rottura del casco e le lesioni cerebrali di Michael Schumacher. Il casco in carbonio di Michael era stato analizzato ed era risultato perfettamente regolare, tuttavia si è aperto in due parti e il supporto della GoPro potrebbe aver causato un indebolimento strutturale in grado di spaccare la calotta. Dopo l'intervista e la diffusione della notizia a livello mondiale, il titolo in Borsa della GoPro ha perso quasi il 10%. Questo nonostante il problema fosse del supporto montato sul casco e non della action cam in sé e nonostante non sia chiaro se si tratti di supposizioni del giornalista francese piuttosto che di fatti corroborati da evidenze scientifiche ufficiali. Prima dell'intervista di Moncet, comunque, il casco non era sotto accusa, anzi aveva il merito di aver salvato Schumacher. [caption id="attachment_16153" align="aligncenter" width="622"] Mick junior, figlio di Michael Schumacher[/caption] Il giornalista rivela anche di aver parlato con Mick Junior, il figlio quindicenne di Schumacher già promessa dell'automobilismo: a settembre ha conquistato il titolo di vice campione del mondo di kart. Mick Junior avrebbe svelato che suo padre, assistito da 15 specialisti nella sua casa a Gland, si sveglia lentamente. La situazione dell'ex pilota della Ferrari è ancora quella di piccoli ma continui miglioramenti. Una ripresa graduale che fa ben sperare e dà un po' di conforto dopo le tristi notizie su Jules Bianchi.  
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Auto

Fca sostituisce Fiat in modo definitivo il 12 ottobre 2014. La quotazione in borsa di Fca e la sostituzione delle bandiere Fiat fuori la sede sono i simboli più forti di questo avvicendamento. Fca, le date storiche Il 29 gennaio 2014 viene decisa dal CdA l'istituzione di Fiat Chrysler Automobiles (Fca) come risultato della fusione di Fiat S.p.A. e Chrysler Group iniziata il 1 gennaio dello stesso mese. Il 1 agosto 2014 viene fondata Fca, mentre il 12 ottobre 2014 diventa operativa sostituendo Fiat dopo ben 115 anni. Il 13 ottobre il nuovo marchio Fca viene quotato nella borsa di Wall Street. Contemporaneamente gli stendardi FIAT del Lingotto vengono sostituiti da quelli Fca. La sede principale del nuovo marchio è ad Amsterdam (Olanda) e la sede legale è a Londra (U.K.). [caption id="attachment_16141" align="aligncenter" width="800"] Gli stendardi Fiat sostituiti da quelli Fca. Resta visibile, in alto, la scritta Fiat scolpita in altorilievo[/caption] La quotazione in borsa di Fca Il 13 ottobre la sede della Borsa di New York è stata invasa da modelli di Ferrari, Fiat, Alfa Romeo, Jeep ecc. per rappresentare il meglio del marchio e dell'italianità in occasione del primo giorno di Fca a Wall Street. Un'italianità che secondo molti rischia di non essere preservata abbastanza e che potrebbe risultare un problema di immagine qui in Italia. Intanto è avvenuta l'attesa quotazione in borsa di Fca con la presenza a Wall Street di John Elkann - e famiglia - e Sergio Marchionne. All'esterno una discreta folla tra curiosi e giornalisti, le vetture in esposizione e lo stendardo di Fca appeso sulla facciata così come avvenuto alla sede di Fca all'ex-stabilimento del Lingotto (Torino). [caption id="attachment_16142" align="aligncenter" width="800"] Grandi macchine italiane davanti alla sede della Borsa di New York (Wall Street) in occasione della quotazione di Fca al posto di Fiat[/caption] Andamento in borsa di Fca L'esordio è subito positivo col titolo che guadagna il 5,6% rispetto all'iniziale quotazione di 9.00 dollari. Prima della chiusura però la quotazione scende a 8.70 dollari con un -0,9%. Il bilancio è comunque migliore del precedente titolo Fiat SpA che venerdì era quotato a 8.70 dollari (+1,2% di Fca su Fiat). Anche a Milano Fca sostituisce Fiat dopo 111 anni di permanenza in Piazza Affari con un segno positivo: il titolo Fca chiude a 7,025 euro. Dichiarazioni di Marchione & co. In occasione della quotazione in borsa di Fca, Elkann e Marchionne rilasciano qualche dichiarazione. "La nascita ufficiale di Fiat Chrysler Automobiles con il debutto alla Borsa di New York è una svolta nella nostra storia - commenta Elkann - che ben rappresenta le aspirazioni di Fiat e Chrysler di avviare un nuovo corso a partire dalle fondamenta e di essere protagonisti del futuro del settore automobilistico mondiale". Per Marchionne la quotazione in borsa è la massima espressione del "duro lavoro fatto negli ultimi cinque anni e mezzo per la straordinaria unione Fiat Chrysler: Fca sarà protagonista di una crescita aggressiva; la strada che abbiamo scelto di intraprendere di certo non è la più facile ma darà grandi soddisfazioni. La giornata di oggi non rappresenta un punto di arrivo ma una nuova partenza che trasforma Fca in un unico costruttore internazionale".    
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