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Come si calcola la distanza di sicurezza

Velocità e mancato rispetto della distanza di sicurezza sono tra le principali cause degli incidenti in Italia.

Da una recente indagine è emerso che più del 50% degli automobilisti italiani non sanno assolutamente quale è la distanza di sicurezza da mantenere alle diverse velocità.

Come si calcola la distanza di sicurezza

Cos' è la distanza di sicurezza

Premettiamo che la distanza di sicurezza è quella distanza che un veicolo deve mantenere rispetto a quello che lo precede così da non tamponarlo in caso di frenata improvvisa.

Fattori che influiscono sul calcolo della distanza di sicurezza

I fattori che influiscono sul calcolo della distanza di sicurezza sono molteplici. Oltre a tenere presente l'abilità e la prontezza di di riflessi del guidatore, bisogna considerare le condizioni del veicolo, dell'impianto frenante e naturalmente degli penumatici. Non da meno importanti sono la velocità, il peso del veicolo, le condizioni meteorologiche e le caratteristiche del manto stradale.

Calcolo della distanza di sciurezza

Ecco alcuni esempi di distanza minima di sciurezza che sono stati calcolati da ACI.

  • ad una velocità di 50 km/k la distanza di sicurezza in metri dal veicolo che precede deve essere almeno di 25 metri
  • ad una velocità di 90 km/h la distanza di sicurezza in metri dal veicolo che precede deve essere almeno di 40 metri
  • ad una velocità di 130 km/h la distanza di sicurezza in metri dal veicolo che precede deve essere almeno di 130 metri

In ogni caso per avere la sicurezza di marciare mantenendo la giusta distanza di sicurezza, si può fare un semplice calcolo matematico. Si deve dividere per 10 la propria velocità espressa in km/h e poi elevare il risultato al quadrato. Esempio: (50 km/h ÷10)² = 25 metri.

Bisogna ricordare che se il veicolo non è in condizioni ottimali e ha pneumatici e freni consumati la distanza di scurezza indicata non sarà sufficiente ad evitare un tamponamento. Se piove i valori vanno aumentati di almeno il 20-30%

 

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Auto

Il sistema street control utilizza una telecamera che scatta fotografie ad alta risoluzione per individuare auto in doppia fila, in divieto di sosta o fermata, senza revisione o assicurazione ecc. Arriva a Roma: vediamo dove è usato e quando fare ricorso per le multe con street control.  [caption id="attachment_16261" align="alignnone" width="622"] Il sistema street control rileva le auto in doppia fila[/caption] L'auto in doppia fila è una di quelle cose che ormai caratterizza gli italiani, soprattutto nelle città più trafficate. Oltre a bloccare il veicolo parcheggiato regolarmente "in prima fila", parcheggiare in doppia fila restringe la strada finendo spesso con l'obbligare le auto ad un senso unico alternato molto pericoloso per la sicurezza stradale. D'altro canto, diciamolo, fermare l'auto in doppia fila diventa una necessità: spostarsi con l'auto in una città come Roma per compiere normali azioni - come fare la spesa, fermarsi a prendere le sigarette o un caffè, aspettare una persona e così via - è praticamente impossibile se si vuole rispettare il codice della strada e fermare l'auto in posti consentiti. La difficoltà di trovare posti gratuiti così come l'ingiustizia di pagare una sosta molto più lunga di quella di cui si ha bisogno, il traffico enorme in cui ci si imbatte se si vuole provare a cercare posto in zona sono deterrenti reali ed irrisolti del profilo urbano di molte città. Nonostante questo, lo street control diventerà presumibilmente la norma e parcheggiare in doppia fila anche per pochissimi minuti sarà molto rischioso. Perché? Vediamo come funziona e dove si trova lo street control e capirete il perché. Come funziona lo street control Street control è una telecamera per le doppie file e non solo, infallibile di giorno e di notte (è agli infrarossi), con centinaia di fotografie scattate e multe inviate istantaneamente: queste pattuglie iper-tecnologiche presto inizieranno a scandagliare le strade italiane e rimpinguare le casse comunali. La volante non deve fare altro che percorrere 400 metri a 30 km/h e il sistema street control, montato sul tetto, provvede a scattare le foto agli ignari trasgressori. Senza alcuna possibilità di contestazione - per logici motivi -, la pattuglia si ferma dopo il passaggio ed ispeziona il materiale. Tutte le foto di auto in doppia fila, con targa ben visibile grazie alle immagini ad alta risoluzione scattate dalla telecamera di street control, vengono poi individuate dagli agenti e utilizzate come prova inconfutabile dell'infrazione. E non finisce qui, il verbale viene compilato all'istante ed inviato alla centrale via tablet. Ogni multa, in questo modo, non richiede più di un paio di minuti. Non solo doppia fila Il sistema street control è in grado di rilevare divieto di sosta, doppia fila, corsia del bus occupata, strisce pedonali, passi carrabili. E col nuovo codice della strada 2015 la tecnologia street control viene usata anche per controllare revisione ed assicurazione grazie ad un database telematico: nel caso di infrazione, in questi casi, arriveranno degli agenti appositamente per noi e saranno guai. Grazie alla sincronizzazione via internet, inoltre, street control verifica eventuali permessi (ad esempio per residenti), invalidità e altre situazioni del veicolo (compreso, come detto, lo stato di revisione e assicurazione). Dove e quando verrà usato lo street control a Roma La fase di sperimentazione a Roma (con multe rilevate ma non registrate) è durata alcune settimane e street control si è dimostrato in grado di rilevare circa 500 targhe di auto "cattive", fornendo due foto per ognuna, una con dettaglio sulla targa ed una che mostrasse il veicolo nel contesto in cui si trovava durante l'infrazione. Grazie alla sincronizzazione via internet, street control verifica anche eventuali permessi (ad esempio quelli per residenti), invalidità e altre situazioni del veicolo (compreso lo stato di revisione e assicurazione). Nei test, street control ha quindi "sentenziato" circa 250 multe in un'ora. Un vigile a piedi, per rendere l'idea, supera a stento il numero di 50 multe in una giornata di lavoro. Terminate le simulazioni, street control ha iniziato a mietere le sue "vere" vittime a Roma già nella seconda metà di ottobre con 10 telecamere e circa 30 vigili addestrati ad utilizzare i dispositivi tecnologici. Se vi state chiedendo quali zone sono state "colpite", ecco la risposta. Le vie coperte da street control a Roma, divise per zone, sono: Zona 1 – Via Nomentana – Via Val Brembana – Via Arturo Graf – Via Ugo Ojetti – Viale Jonio – Via di Val Melaina – via di Monte Cervialto – Via Conti Zona 2 – Porta Pia – Viale Regina Margherita – Piazza Galeno – Viale Liegi – Piazza Ungheria – Viale Parioli – Viale Maresciallo Pilsudski – Piazza Euclide Zona 3 – Piazza Ungheria – Via Rossini – Via Paisiello – Via Porpora – Via Mercadante – Via Pinciana Zona 4 – Via Ugo Ojetti – Via Prati Fiscali – Via Conca D’Oro – Via val D’Ala Zona 5 – Via Somalia – Viale Libia – Viale Eritrea – Corso Trieste – Piazza Istria – Piazza Sant’Emerenziana – Via Nemorense – Piazza Verbano – Via Tagliamento – Via Po Zona 6 – Corso Vittorio – Largo Argentina – Via Botteghe Oscure – Piazza Venezia – Via Teatro Marcello – Piazza Bocca della Verità – Via Circo Massimo – Piazza di Porta Capena – Via dei Cerchi Zona 7 – Piazza della Repubblica – Via Nazionale – Piazza Venezia – Via del Corso – Via del Tritone – Piazza Barberini – Via Veneto – Via Pinciana – Via Sistina – Trinità dei Monti – Via San Sebastianello – Piazza di Spagna – Via Condotti – Via del Corso – Piazza Venezia Zona 8 – Piazza Farnese – Via Giulia – Lungotevere Tor di Nona – Lungotevere Marzio – Lungotevere in Augusta – Via F.Di Savoia – Piazza del Popolo – Via del Corso – Via di Ripetta – Piazza Augusto Imperatore – Via dei Pontefici – Via Vittoria – Via della Croce – Via del Babbuino – piazza del Popolo Zona 9 – Piazza Belli – Viale Trastevere – Piazza Ippolito Nievo – Via Portuense – Via Ettore Rolli – Piazzale della Radio – Viale Marconi – Piazza Righi Zona 10 – via Cipro – Piazzale degli Eroi – Via Andrea Doria – Viale Leone IV – Viale Giulio Cesare – Via Barletta – Viale delle Milizie – Via della Giuliana Zona 11 – Piazzale degli Eroi – Circonvalazione Trionfale – Piazzale Clodio – Circ.ne Clodia – Via Durazzo – Viale Angelico – Viale Mazzini – Piazza Mazzini Zona 12 – Piazza di Porta Maggiore – Via Prenestina – viale Palmiro Togliatti Zona 13 – Piazzale Appio – Via Appia – Via delle Cave – Via Tuscolana – Via Arco di Travertino – Via Appia Nuova Zona 14 – Piazza San Giovanni – Via Magna Grecia – Via Britannia – Via Concordia – Piazza Zama – Via Siria – Via Latina – Via Acaia – Piazza Armenia – Piazza Tuscolo Zona 15 – Piazza Asti – Piazza di Cinecittà Street control non soltanto a Roma   [caption id="attachment_16263" align="alignnone" width="622"] Street control è in molte città italiane, ad esempio Firenze[/caption] Viene usato, infatti, anche in altre città d'Italia, come Milano, Bari e Bologna, e in alcune zone di altre città. Ecco ad esempio lo street control a Pisa: p.zza Garibaldi p.zza XX Settembre Street Control ad Altamura: via Gravina via Vittorio Veneto corso Umberto I piazza Resistenza via XX settembre via dei Mille piazza Mercadante viale Regina Margherita via Bari via San Martino viale Martiri Street control a Palermo, già utilizzato da tempo: Zona "nord" – da via Notarbartolo a Mondello e Pallavicino Zona "centrale" – da via Notarbartolo a Corso Calatafimi Zona "sud" – da Corso Vittorio Emanuele, alla Stazione Centrale e via Messina Marine Street control a Foggia: Zona Centro: V.le XXIV Maggio - P.le Vittorio Veneto - Via della Repubblica - Via Conte Appiano - Via Torelli - Via Lanza - P.za Giordano - Via Matteotti - C.so Giannone - Via Marchese de Rosa - C.so Roma - C.so Garibaldi - C.so Cairoli - V. Manfredi - V. Galliani - V. Arpi e traverse Zona Nord: Viale Ofanto - Via Vittime Civili - Via Lucera - Via C. Marchesi - Viale Giotto - P.za Aldo Moro - Via Martiri di Via Fani - Via L. Pinto -Via P. Nenni - Via Rovelli - Via Telesforo - Rione Diaz - Rione Martucci - Viale Fortore - Via San Lazzaro - Via Domenico Fioritto - Via S. Antonio e traverse Zona Sud: Via Bari - Viale G. di Vittorio - Via Mastelloni - C.so del Mezzogiorno - Via Gramsci - Via Fares - Via Dell’Arcangelo Michele - Via Grecia - Via Spagna - Via Lussemburgo - Viale Francia - Viale Europa - Via Mons. Lenotti - Via Gissi - Via Molfetta - V.le Colombo - Viale Michelangelo - Viale 1° Maggio - V. Calvanese - V. De Petra e traverse A Palermo, dopo un iniziale boom di multe, lo Street Control ha fallito ed ora è utilizzato soprattutto per il controllo delle corsie preferenziali. Vediamo perché. Problemi dello street control [caption id="attachment_16264" align="alignnone" width="622"] Viene invocato l'utilizzo di più vigili urbani a Roma al posto del sistema street control[/caption] Lo street control va in conflitto con alcuni principi di base della normativa italiana. Probabilmente la situazione verrà armonizzata col nuovo codice della strada 2015, insieme a tutti gli altri provvedimenti e novità. Tuttavia restano le polemiche sull'utilizzo dello street control. Il caso di Palermo è sintomatico di un'inadeguatezza di certe tecnologie verso il rispetto di alcuni diritti basilari previsti dal codice della strada in rispetto a principi generali dell'ordinamento italiano. Oltre ai frequenti ricorsi dei cittadini, entrano in gioco una serie di problemi, come evidenziato da Luigi Marucci, presidente dell'O.S.Po.L. (Organizzazione Sindacale delle Polizie Locali): con un sistema così drastico e repressivo, si privilegia solo lo spazio sanzionatorio, abbandonando di fatto il principio della prevenzione; inoltre, tutti questi scatti all'aperto lasciano seri dubbi inerenti al rispetto della privacy. Anche l'efficacia del sistema è comunque opinabile: spesso le macchine in doppia fila creano una vera e propria "seconda fila" di macchine e - in questo caso - le uniche targhe visibili sono quelle della prima e dell'ultima auto. Si aggiunge, poi, il fatto che sosta e fermata non sono la stessa cosa e non sempre il divieto di sosta è anche un divieto di fermata: nel caso in cui il conducente si trovi in prossimità del veicolo, o addirittura a bordo di esso, il vigile dovrebbe contestargli personalmente l'infrazione. L'O.S.Po.L. chiede quindi di "annullare l'utilizzo del sistema street control per multare gli automobilisti, auspicando che sulle auto in tutte le strade e le piazze della capitale, ritorni il vigile urbano, magari assumendo gli oltre 2000 giovani idonei al concorso per "istruttore di vigilanza urbana" che, da oltre 5 anni, attendono il posto di lavoro". Ricorsi alle multe con street control A Palermo e in molte città d'Italia, la sosta in doppia fila viene spesso trasformata in fermata lasciando semplicemente una persona all'interno del veicolo: in tal caso la multa non può essere elevata (a meno che non ci fosse anche il divieto di fermata). Nel caso di multa con street control è possibile verificare se il luogo in cui è avvenuta la violazione del codice della strada era correttamente integrato dalla segnaletica stradale: il cartello di divieto di sosta, ad esempio, deve trovarsi anche dopo un eventuale incrocio, altrimenti il divieto di sosta non è più valido nel tratto stradale successivo all'incrocio. Infine - e questo è il punto più delicato e controverso - gli art. 200 e 201 del codice della strada prevedono che, come già accennato, la multa sia sempre contestabile immediatamente tranne che in assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo. Stando a quest'ultimo punto, sarebbe sufficiente che il conducente o il proprietario del veicolo siano nelle immediate vicinanze del veicolo per l'immediata contestazione che, ripetiamolo, con il sistema street control non avviene. Via libera, dunque, per le multe per divieto di fermata, ma sul divieto di sosta lo street control è fallace. Anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in una nota del 3 maggio 2012, afferma "i sistemi di videosorveglianza, mentre possono essere idonei a dimostrare l'avvenuta violazione, non risultano tuttavia idonei a dimostrare l'assenza del trasgressore e del proprietario del veicolo, circostanza che può essere accertata solo dall'intervento diretto degli organi di polizia stradale, e pertanto non risulterebbe giustificata la contestazione non immediata".
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Auto

Dal 3 novembre, un'importante novità sul libretto di circolazione: il nome sulla patente del conducente deve essere lo stesso del libretto, cioè chi guida l'auto deve essere anche l'intestatario oppure il suo nome deve essere stato trascritto sul libretto. Coinvolte le auto aziendali. Nell'articolo scopriamo tutti i dettagli della nuova legge, quando si applica, quali eccezioni ci sono, come fare per tutelarsi e a quanto ammontano le multe. In attesa che venga approvato il nuovo codice della strada 2015, una importante novità sul libretto di circolazione entra in vigore da lunedì 3 novembre 2014 e riguarderà soprattutto le auto aziendali: diventa obbligatorio, infatti, che coincidano il nome sulla patente del conducente e il nome dell’intestatario del veicolo sulla carta di circolazione dell'auto. In sostanza, un veicolo può essere guidato solo dal suo intestatario e non da terzi. Per poter prestare l'auto, il nome di chi la guiderà deve essere aggiunto sul libretto di circolazione. La multa per l'uso dell'auto da parte di un soggetto non indicato sul libretto è molto salata. Vediamo nel dettaglio quando si applica questa nuova legge sul libretto e a quanto ammonta la multa. Quando si applica la nuova legge sul libretto di circolazione La nuova disposizione entra in vigore a partire dal 3 novembre (comma 4-bis dell'art. 94 c.d.s., come introdotto dall'art. 12, comma 1, lettera a, della legge n. 120/2010; entra in vigore soltanto ora per tempi tecnici di realizzazione dei sistemi di aggiornamento dei libretti) e riguarda - per fortuna - soltanto l'uso di auto altrui per periodi superiori ai 30 giorni, cioè quando "un soggetto diverso dall'intestatario disponga di un veicolo per un periodo di tempo superiore a 30 giorni". Se prestiamo l'auto a qualcuno o gli consentiamo di utilizzarla a lungo termine (più di 30 giorni) dobbiamo regolarizzare la situazione facendo scrivere il nome della persona sul libretto di circolazione. La normativa non riguarda l'uso dell'auto da parte di familiari e non è retroattiva. Colpirà invece i soggetti che utilizzano l'auto in comodato d'uso, come le cosiddette "auto aziendali". Vediamo in modo schematico le caratteristiche di questa nuova legge sul libretto di circolazione: Entra in vigore dal 3 novembre 2014 Riguarda gli autoveicoli di massa complessiva inferiore o uguale a 6 tonnellate e i motoveicoli Si applica quando "un soggetto diverso dall'intestatario disponga di un veicolo per un periodo di tempo superiore a 30 giorni" Non si applica ai familiari (purché vivano con l'intestatario) Al momento ancora non si applica agli autotrasportatori (iscritti all'albo, con licenza per il trasporto di cose proprie o autorizzati al trasporto di persone) Non è retroattiva: l'obbligo vale solo per gli "atti posti in essere a decorrere dal 3 novembre" Si applica ai casi di comodato e l'obbligo ricade sul comodatario Chiunque non sia obbligato, può comunque richiedere l'aggiornamento qualora lo desideri L'aggiornamento del libretto si rende necessario, oltre che in caso di temporanea disponibilità per più di trenta giorni di un veicolo intestato a terzi, anche nei casi di variazione della denominazione dell'ente intestatario o delle generalità della persona fisica intestataria o di intestazione a soggetti giuridicamente incapaci. La maggior parte dei normali guidatori non verrà intaccata, dunque, da queste novità. Dovranno tenere conto di questa novità soprattutto coloro i quali dispongono di veicoli aziendali e dei rent to buy (il pagamento di un canone per l'uso dell'auto in attesa di decidere se acquistarla pagando il saldo). Come effettuare l'aggiornamento del libretto per veicoli aziendali [caption id="attachment_16254" align="alignnone" width="622"] L'aggiornamento del libretto di circolazione va fatto allo Sportello Immatricolazioni della motorizzazione[/caption] La domanda di aggiornamento del libretto per auto aziendali deve essere presentata alla motorizzazione ("Sportello Immatricolazioni"), nell'orario di apertura. La domanda va presentata dal "comodatario" o in alternativa da un delegato. Deve contenere: dichiarazione sostitutiva dell'atto di notorietà con la quale il comodante attesta di aver posto il veicolo nella disponibilità del comodatario con fotocopia di un valido documento di identità o di riconoscimento del comodante stesso versamento di 16€ sul c.c.p. n. 4028 (imposta di bollo dovuta per l'istanza) e di 9€ sul c.c.p. 9001 (diritti di motorizzazione) Lo sportello rilascia un tagliando di aggiornamento nel quale sono annotati nome, cognome, luogo e data di nascita e residenza del comodatario e la data di scadenza del comodato. Su questa ricevuta sarà presente la dicitura "Comodato – Intestazione temporanea effettuata ai sensi dell'art. 94, comma 4-bis, c.d.s.". L'attestazione di avvenuta annotazione non va obbligatoriamente tenuta a bordo del veicolo aziendale. Multe per mancata trascrizione su libretto di circolazione Le multe per chi non dovesse aggiornare il libretto di circolazione secondo le nuove norme sono molto salate. Parliamo, infatti, di multe che vanno dai 705 ai 3.526 euro per chi abbia disponibilità di un veicolo intestato a un terzo per oltre 30 giorni non risultante dal libretto di circolazione. Se da un lato questa norma vuole aumentare la sicurezza sulle strade, evitando quella che ormai è la normalità, cioè che il conducente di un veicolo sempre più raramente ne è anche l'intestatario, dall'altro lato bisogna criticare il fatto che questa norma aumenti ulteriormente la mole burocratica, introducendo peraltro un reato difficilmente dimostrabile dal momento che, ad un banale controllo, sarà molto complicato per le autorità verificare la dimensione temporale dell'uso del veicolo da parte di terzi.
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Auto

Molti si interrogano sul rapporto tra daltonici e patente di guida: chi soffre di daltonismo può guidare? Un daltonico ha una percezione distorta o assente dei colori e ciò può causare dei problemi quando si trova alla guida di un veicolo, ad esempio nell'interpretare un segnale d'obbligo piuttosto che uno di divieto oppure un semaforo. Un daltonico può prendere la patente? Può guidare? Sono queste le domande cui Nuvolari risponderà. Un daltonico può prendere la patente? [caption id="attachment_16219" align="aligncenter" width="622"] Tavola di Ishihara per i test della vista.[/caption] La risposta è sì: un daltonico può prendere la patente. Questo secondo quanto previsto dalla normativa europea; in Italia, tuttavia, accade spesso che la discrezionalità del medico costituisca un fattore determinante per il rilascio della patente di guida ad un soggetto daltonico. Questo perché, nonostante quanto stabilito dall'UE, il codice della strada italiano prevede che si debba superare un test sul daltonismo per ottenere la patente (e rinnovare). L'art. 121 dice che "l'idoneità tecnica necessaria per il rilascio della patente di guida si consegue superando una prova di verifica delle capacità e dei comportamenti ed una prova di controllo delle cognizioni". A riguardo il Decreto Ministeriale 8 agosto 1994, che recepisce la direttiva del Consiglio n. 91/439/CEE, all'art. 7 lettera a) subordina il rilascio della patente "al superamento di una prova di verifica delle capacità e dei comportamenti, di una prova di controllo delle cognizioni nonché al soddisfacimento di norme mediche, conformemente alle disposizioni degli allegati II e III". Tali allegati, modificati dal Decreto del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il 30 settembre 2003, prevedono che vi siano i seguenti requisiti sulla vista: "il candidato alla patente di guida dovrà sottoporsi ad esami appropriati per accertare la compatibilità della sua acutezza visiva con la guida dei veicoli a motore. Se c'è motivo di dubitare che la sua vista sia adeguata, il candidato dovrà essere esaminato da una autorità medica competente. Durante questo esame, l'attenzione dovrà essere rivolta in particolare sulla acutezza visiva, sul campo visivo, sulla visione crepuscolare e sulle malattie progressive degli occhi. Le lenti intraoculari non devono essere considerate lenti correttive ai fini del presente allegato". E in particolare per veicoli delle categorie A, B, B + E e delle sottocategorie A1 e B1: Il candidato al rilascio o al rinnovo della patente di guida deve possedere una acutezza visiva binoculare, se del caso con correzione ottica, di almeno 0,5 utilizzando i due occhi insieme. La patente di guida non deve essere né rilasciata né rinnovata se dall'esame medico risulta che il campo visivo è inferiore a 120° sul piano orizzontale salvo casi eccezionali debitamente giustificati da parere medico favorevole e da prova pratica positiva, o che l'interessato è colpito da un'altra affezione della vista tale da pregiudicare la sicurezza della guida. Qualora si scopra o si accerti una malattia degli occhi progressiva, la patente potrà essere rilasciata o rinnovata con esame periodico praticato da un'autorità medica competente. Poiché le tavole di Ishihara fanno parte di un generico controllo della vista, molto probabilmente queste verranno sottoposte al candidato durante la visita medica e il non superamento di tale test potrebbe, a discrezione del medico, essere considerato un problema tale da pregiudicare la sicurezza della guida. L'iter prevederebbe che il medico della scuola guida o della motorizzazione - se stiamo prendendo la patente da privatista - possa disporre accertamenti più approfonditi da parte di uno specialista. Ad ogni modo l'Unione Europea ha categoricamente escluso che il daltonismo possa essere considerato pericoloso: se ne parla "nell'allegato III della direttiva 91/439/CEE concernente la patente di guida. Il punto 6 dell'allegato, relativo a vista e guida, non fa menzione del daltonismo come condizione di disabilità che impedisca di ottenere la patente di guida". È anche grazie a queste disposizioni che oggi, molto più che in un passato grigio e insensibile, anche in Italia i daltonici possono conseguire la patente di guida. Ma a prescindere da questo spazio sfuocato della normativa italiana, è giusto che un daltonico guidi o può costituire un pericolo? Veniamo dunque alla seconda domanda. Un daltonico può guidare? [caption id="attachment_16221" align="aligncenter" width="622"] Un semaforo che risolverebbe i problemi dei daltonici alla guida[/caption] Anche stavolta la risposta è sì: un daltonico può guidare. Prima di valutare la sua idoneità a guidare, ci sono due premesse necessarie: la prima è che molti daltonici non lo sono abbastanza da non distinguere i colori di un semaforo; la seconda è che esistono diversi tipi di daltonismo (deuteranopia, cioè insensibilità al colore verde, protanopia, per il colore rosso, e tritanopia, per il colore blu) che possono influire in modo diverso sulla guida. Veniamo al punto: anche nel peggiore dei casi, i riferimenti nel valutare se un semaforo è di un colore piuttosto che un altro saranno solo diversi da quelli di un normale guidatore. Un daltonico alla guida, infatti, noterà quale segnalazione è illuminata, sapendo perfettamente dove si trovano il rosso, il giallo e il verde sul semaforo. Lo sanno bene i circa due milioni di daltonici italiani (circa uno su dodici). D'altronde Paul Newman era daltonico e ciò non gli ha impedito di recitare nel film "il colore dei soldi". Gli ha impedito però di fare il pilota di aviazione, suo sogno di gioventù. Chissà che anche questa possibilità diventi alla portata dei daltonici in un prossimo futuro. Leggi il nostro articolo per scoprire, intanto, le novità del nuovo codice della strada 2015.
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