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Il trailer del documentario su Ayrton Senna

Su Youtube è arrivato il trailer del documentario sulla vita di Ayrton Senna che dovrebbe uscire in autunno nelle sale cinematografiche. Un tributo intenso per un pilota divenuto leggenda.

Il film, per quanto si è potuto assistere dal trailer (giapponese), ripercorre la carriera dell'asso brasiliano, attraverso spezzoni reali, fino al tragico incidente del primo maggio 1994 sul circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Di seguito quindi, ecco il trailer del film-documentario




Ayrton Senna - In ricordo di una Leggenda

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Per il campionato mondiale di Formula 1 2015 la Sauber sembra intenzionata a dare spazio a Simona de Silvestro, pilota svizzera entrata a far parte della scuderia di Hinwil all'inizio del 2014. Il profilo di Simona de Silvestro Simona de Silvestro, nata il 1 settembre del 1988, viene da Thun, Svizzera. Ha partecipato alla prima gara kart nel 1996: dopo 9 anni ha debuttato in Formula Renault e l'anno dopo negli USA in Formula BMW diventando la prima donna a salire sul podio ad Indianapolis. In tempi più recenti, ha corso per la KV Racing Technology nelle IZOD IndyCar Series. Nel corso della sua carriera, Simona de Silvestro si è guadagnata il soprannome "The Iron Maiden"; è stata anche vittima di un incidente nel 2011 che le ha provocato delle ustioni alle mani a causa dell'incendio dell'autovettura. La Sauber annuncia di averla ingaggiata nel febbraio 2014 e di aver previsto un anno di addestramento col team con l'obiettivo di iniziare a correre ufficialmente nel 2015. I test - con la Sauber 2012 - sono iniziati a Fiorano, nell'aprile 2014. Una donna per rilanciare la Formula 1 La Formula 1 non sta vivendo di certo i suoi tempi migliori: troppe regole e troppa tecnologia sembrano aver portato via l'agonismo e le emozioni da cardiopalmo che questo sport aveva sempre regalato ai suoi numerosi proseliti. Le critiche a questo sport sono aumentate in modo esponenziale e sono in molti a ritenere che la bravura del pilota sia ormai quasi ininfluente. Sembra, pertanto, che un eventuale sedile assegnato a Simona de Silvestro sia visto con grande favore dai vari sponsor e da coloro i quali curano le immagini dei brand e gli aspetti economici della competizione: una novità che potrebbe allargare il pubblico - composto prevalentemente da uomini - e portare un po' di nuova attenzione sulla Formula 1. Simona de Silvestro dovrà dimostrare in pista il proprio talento e la propria idoneità a sedere su una monoposto di F1 se vuole evitare facili luoghi comuni sull'inadeguatezza del gentil sesso agli sport motoristici. Ma anche se non dovesse riuscirci, ciò non sarà sufficiente a spostare l'attenzione dalla noiosità della Formula 1 che per alcuni è diventata "uno sport per femminucce". E di certo non per la presenza di una donna al volante.
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Il 1 agosto del 1976 Niki Lauda restò coinvolto nel gravissimo incidente che gli sfigurò il volto al Gran Premio di Germania presso il Nürburgring Nordschleife. Niki Lauda domina il campionato di Formula 1  del 1975 Il pilota austriaco aveva dominato il campionato del 1975 chiudendo il campionato piloti con 64,5 punti, quasi 20 in più del secondo classificato, Emerson Fittipaldi, che ne aveva collezionati 45. Terzo Carlos Reutemann con 37 e soltanto quarto James Hunt con la Hesketh a quota 33 punti. Campionato 1976 L'anno seguente James Hunt passa alla McLaren e ottiene due pole position nei primi due Gran Premi (in Brasile e Sud Africa) ma è Lauda "il computer" a vincere entrambi i Gran Premi. Prosegue con due secondi posti e altre 2 vittorie che sembrano ipotecare la vittoria finale. Vince anche il Gran Premio di Gran Bretagna, presentandosi alla tappa successiva in Germania con 5 vittorie, 2 secondi posti, un terzo posto e un ritiro. Gran Premio di Germania del 1976 Il primo agosto del 1976 era la volta del pericolosissimo Nürburgring Nordschleife per il GP di Germania: si tratta dell'ultimo GP di Formula 1 che si è corso su quel circuito. Niki Lauda, che aveva avuto problemi di sovrasterzo, partiva secondo; in pole c'era James Hunt che aveva fatto registrare un tempo di 7'06"5. Alla partenza, tuttavia, il comando fu preso da Regazzoni, compagno di squadra alla Ferrari di Lauda, che effettuò un'ottima partenza dalla sua quinta posizione - a differenza di Lauda che si trovò ottavo -.  Nel corso del primo giro, Regazzoni andò in testacoda e ne approfittò Ronnie Peterson che, pur partendo undicesimo, riuscì ad arrivare in testa. Non pioveva e la pista iniziava ad asciugarsi, così la maggior parte dei piloti decise di passare alle gomme slick, Lauda compreso. L'incidente di Lauda al secondo giro Con le gomme da asciutto, Lauda sbandò in una curva al Bergwerk, probabilmente per aver sfiorato il cordolo. La macchina andò in leggero sovrasterzo verso l'interno della curva per poi scartare con decisione dal lato opposto: all'esterno della curva il tracciato era delimitato da un rialzo montuoso per cui erano presenti delle rocce. La monoposto di Lauda si schiantò con violenza verso le rocce per poi tornare in pista ruotando vorticosamente avvolta dalle fiamme (ci fu una fuoriuscita di benzina). Come se ciò non bastasse, dopo essere stata evitata da Guy Edwards, la Ferrari di Lauda fu colpita da due vetture che sopraggiungevano: quella di Harald Ertl e quella di Brett Lunger. Ciò causò lo svenimento di Lauda che perse anche il casco; i tre piloti tentarono di soccorrere l'austriaco. Anche Arturo Merzario si fermò per aiutare il ferrarista: Niki fu estratto, proprio da Merzario, dal veicolo ancora in fiamme; le sue condizioni erano gravissime, con ferite ed ustioni terribili e soprattutto un avvelenamento dovuto ai fumi rilasciati dalla benzina in fiamme. La gara venne interrotta ma ripartì alle 16 e si concluse con la vittoria di Hunt. Dopo aver combattuto tra la vita e la morte, il 5 agosto Lauda fu dichiarato fuori pericolo e dopo soli 42 giorni decise di tornare sulla sua monoposto per il Gran Premio d'Italia. Lauda aveva ancora il volto pieno di ferite, molte delle quali sanguinavano sfregando contro il casco; aveva, inoltre, una percezione visiva distorta a causa delle palpebre non ancora perfettamente ristabilite. Nonostante questo, Niki Lauda ottenne un quinto posto nelle qualifiche e concluse la gara piazzandosi quarto. L'incidente del 76 sfigurò per sempre il volto di Lauda e allo stesso modo segnò i cuori di tutti gli appassionati di Formula 1, lasciando in essi il ricordo di emozioni irripetibili.
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La gara del 13 luglio al Moscow Raceway, trasmessa in diretta da Nuvolari, segna la prima vittoria nel DTM di Maxime Martin, un pilota ancora all'inizio della sua carriera. Il belga partiva con una pole position che ha saputo gestire come un pilota veterano: con sole cinque gare in DTM, Martin ha tagliato per primo il traguardo a bordo della sua SAMSUNG BMW M4 DTM. Secondo Bruno Spengler, sempre su BMW, a 4,259 secondi di distanza dal belga. Bravo e fortunato al Moscow Raceway L'ottima strategia di Martin e del suo team rischiava di andare a monte al giro 23 quando l'ingresso della safety car ha ricompattato il gruppo dando la possibilità di rientrare in gara a chi era partito con le gomme dure. È stato grazie ad un secondo, più lungo ingresso della safety car dovuto all'incidente di Mike Rockenfeller che si è schiantato contro Adrien Tambay che Martin ha avuto un po' di respiro per uno sprint finale durante il quale ha conquistato i secondi di vantaggio sul compagno di squadra BMW Bruno Spengler. Parla Maxime Martin, il vincitore del DTM 2014 al Moscow Raceway "È stata una giornata perfetta: prima pole, poi la prima vittoria nella mia quinta gara. Sono molto felice", ha detto Martin dopo la gara. "Non riesco a crederci ancora, è semplicemente incredibile", ha continuato Martin, "non ho mai prestato molta attenzione alla Formula Uno perché la guida in DTM è sempre stata il mio sogno, non ho mai guidato monoposto. E ora eccomi qui, con la prima vittoria targata col mio nome, è incredibile!". Martin spende qualche parola per i ringraziamenti: "vorrei ringraziare tutti nel team RMG, perché il pit stop è stato incredibile e la strategia perfetta. Tutti in BMW hanno fatto davvero un lavoro fantastico." Spengler e Ekstrom sul podio Mentre Spengler ha conquistato la seconda posizione con relativa tranquillità, l'ultimo posto sul podio è stato molto più combattuto. Tambay ha tenuto inizialmente la terza posizione, finché non è andato fuori gara tamponato da Rockenfeller. Ciò ha favorito Timo Glock, ma il pilota ex-Formula 1 ha perso il passo negli ultimi giri, permettendo a Mattias Ekstrom di rovinare la festa a BMW che manca per un soffio l'en plein del podio. Anche Marco Wittmann, leader della classifica, e Nico Muller sono riusciti a superare Glock, finendo rispettivamente quarto e quinto, mentre Glock finisce soltanto sesto. Arrivati a metà stagione, ecco la classifica aggiornata del DTM 2014 Classifica Piloti 1. Marco Wittmann (70 punti) 2. Mattias Ekström (50) 3. Edoardo Mortara (41) 4. Bruno Spengler (41) 5. Mike Rockenfeller (35) 6. Maxime Martin (33) 7. Christian Vietoris (31) 8. Adrien Tambay (28) 9. Miguel Molina (26) 10. Robert Wickens (25) 11. Jamie Green (24) 12. Timo Glock (18) 13. Augusto Farfus (15) 14. Pascal Wehrlein (14) 15. Paul di Resta (12) 16. Nico Müller (10) 17. Timo Scheider (9) 18. Martin Tomczyk (8) 19. Joey Hand (7) 20. António Félix da Costa (4) 21. Gary Paffett (4) Classifica a squadre 1. BMW Team RMG (103 punti) 2. Audi Sport Team Abt Sportsline (76) 3. Audi Sport Team Abt (69) 4. BMW Team Schnitzer (49) 5. Audi Sport Team Phoenix (44) 6. Original-Teile Mercedes AMG (43) 7. Audi Sport Team Rosberg (34) 8. EURONICS / FREE MAN'S WORLD Mercedes AMG (29) 9. BMW Team Mtek (22) 10. BMW Team RBM (22) 11. gooix Mercedes AMG (14). Classifica costruttori 1. Audi (223 punti) 2. BMW (196) Mercedes-Benz (86)
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