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Il trailer del documentario su Ayrton Senna

Su Youtube è arrivato il trailer del documentario sulla vita di Ayrton Senna che dovrebbe uscire in autunno nelle sale cinematografiche. Un tributo intenso per un pilota divenuto leggenda.

Il film, per quanto si è potuto assistere dal trailer (giapponese), ripercorre la carriera dell'asso brasiliano, attraverso spezzoni reali, fino al tragico incidente del primo maggio 1994 sul circuito Enzo e Dino Ferrari di Imola.

Di seguito quindi, ecco il trailer del film-documentario




Ayrton Senna - In ricordo di una Leggenda

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Secondo il magazine tedesco "Bunte", che avrebbe avuto l'indiscrezione direttamente dalla clinica di Losanna, Schumi potrebbe essere dimesso entro Natale. Schumacher: cresce l'ottimismo Finalmente una notizia incoraggiante per il pilota tedesco, le cui condizioni restano gravi: i danni subiti hanno compromesso il linguaggio (Michael, attualmente, comunica solo con il movimento degli occhi), la memoria e i movimenti. L'incidente sciistico di Schumi del 29 dicembre 2013 non gli ha risparmiato rogne e polemiche: emblematiche la faccenda del furto della cartella clinica e del suicidio del presunto ladro. Qualora l'indiscrezione del magazine tedesco si tramutasse in realtà, Michael Schumacher trascorrerebbe il Natale a casa dopo circa un anno di ospedale. Un eventuale ritorno a casa non implica che l'ex pilota Ferrari avrà recuperato dai danni subiti: purtroppo non esistono previsioni sull'auspicabile - ma non scontato - recupero delle funzioni motorie, mnestiche e linguistiche del sette volte campione di Formula 1 tedesco. Non resta che augurargli un grande in bocca al lupo!
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Per il campionato mondiale di Formula 1 2015 la Sauber sembra intenzionata a dare spazio a Simona de Silvestro, pilota svizzera entrata a far parte della scuderia di Hinwil all'inizio del 2014. Il profilo di Simona de Silvestro Simona de Silvestro, nata il 1 settembre del 1988, viene da Thun, Svizzera. Ha partecipato alla prima gara kart nel 1996: dopo 9 anni ha debuttato in Formula Renault e l'anno dopo negli USA in Formula BMW diventando la prima donna a salire sul podio ad Indianapolis. In tempi più recenti, ha corso per la KV Racing Technology nelle IZOD IndyCar Series. Nel corso della sua carriera, Simona de Silvestro si è guadagnata il soprannome "The Iron Maiden"; è stata anche vittima di un incidente nel 2011 che le ha provocato delle ustioni alle mani a causa dell'incendio dell'autovettura. La Sauber annuncia di averla ingaggiata nel febbraio 2014 e di aver previsto un anno di addestramento col team con l'obiettivo di iniziare a correre ufficialmente nel 2015. I test - con la Sauber 2012 - sono iniziati a Fiorano, nell'aprile 2014. Una donna per rilanciare la Formula 1 La Formula 1 non sta vivendo di certo i suoi tempi migliori: troppe regole e troppa tecnologia sembrano aver portato via l'agonismo e le emozioni da cardiopalmo che questo sport aveva sempre regalato ai suoi numerosi proseliti. Le critiche a questo sport sono aumentate in modo esponenziale e sono in molti a ritenere che la bravura del pilota sia ormai quasi ininfluente. Sembra, pertanto, che un eventuale sedile assegnato a Simona de Silvestro sia visto con grande favore dai vari sponsor e da coloro i quali curano le immagini dei brand e gli aspetti economici della competizione: una novità che potrebbe allargare il pubblico - composto prevalentemente da uomini - e portare un po' di nuova attenzione sulla Formula 1. Simona de Silvestro dovrà dimostrare in pista il proprio talento e la propria idoneità a sedere su una monoposto di F1 se vuole evitare facili luoghi comuni sull'inadeguatezza del gentil sesso agli sport motoristici. Ma anche se non dovesse riuscirci, ciò non sarà sufficiente a spostare l'attenzione dalla noiosità della Formula 1 che per alcuni è diventata "uno sport per femminucce". E di certo non per la presenza di una donna al volante.
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Il 1 agosto del 1976 Niki Lauda restò coinvolto nel gravissimo incidente che gli sfigurò il volto al Gran Premio di Germania presso il Nürburgring Nordschleife. Niki Lauda domina il campionato di Formula 1  del 1975 Il pilota austriaco aveva dominato il campionato del 1975 chiudendo il campionato piloti con 64,5 punti, quasi 20 in più del secondo classificato, Emerson Fittipaldi, che ne aveva collezionati 45. Terzo Carlos Reutemann con 37 e soltanto quarto James Hunt con la Hesketh a quota 33 punti. Campionato 1976 L'anno seguente James Hunt passa alla McLaren e ottiene due pole position nei primi due Gran Premi (in Brasile e Sud Africa) ma è Lauda "il computer" a vincere entrambi i Gran Premi. Prosegue con due secondi posti e altre 2 vittorie che sembrano ipotecare la vittoria finale. Vince anche il Gran Premio di Gran Bretagna, presentandosi alla tappa successiva in Germania con 5 vittorie, 2 secondi posti, un terzo posto e un ritiro. Gran Premio di Germania del 1976 Il primo agosto del 1976 era la volta del pericolosissimo Nürburgring Nordschleife per il GP di Germania: si tratta dell'ultimo GP di Formula 1 che si è corso su quel circuito. Niki Lauda, che aveva avuto problemi di sovrasterzo, partiva secondo; in pole c'era James Hunt che aveva fatto registrare un tempo di 7'06"5. Alla partenza, tuttavia, il comando fu preso da Regazzoni, compagno di squadra alla Ferrari di Lauda, che effettuò un'ottima partenza dalla sua quinta posizione - a differenza di Lauda che si trovò ottavo -.  Nel corso del primo giro, Regazzoni andò in testacoda e ne approfittò Ronnie Peterson che, pur partendo undicesimo, riuscì ad arrivare in testa. Non pioveva e la pista iniziava ad asciugarsi, così la maggior parte dei piloti decise di passare alle gomme slick, Lauda compreso. L'incidente di Lauda al secondo giro Con le gomme da asciutto, Lauda sbandò in una curva al Bergwerk, probabilmente per aver sfiorato il cordolo. La macchina andò in leggero sovrasterzo verso l'interno della curva per poi scartare con decisione dal lato opposto: all'esterno della curva il tracciato era delimitato da un rialzo montuoso per cui erano presenti delle rocce. La monoposto di Lauda si schiantò con violenza verso le rocce per poi tornare in pista ruotando vorticosamente avvolta dalle fiamme (ci fu una fuoriuscita di benzina). Come se ciò non bastasse, dopo essere stata evitata da Guy Edwards, la Ferrari di Lauda fu colpita da due vetture che sopraggiungevano: quella di Harald Ertl e quella di Brett Lunger. Ciò causò lo svenimento di Lauda che perse anche il casco; i tre piloti tentarono di soccorrere l'austriaco. Anche Arturo Merzario si fermò per aiutare il ferrarista: Niki fu estratto, proprio da Merzario, dal veicolo ancora in fiamme; le sue condizioni erano gravissime, con ferite ed ustioni terribili e soprattutto un avvelenamento dovuto ai fumi rilasciati dalla benzina in fiamme. La gara venne interrotta ma ripartì alle 16 e si concluse con la vittoria di Hunt. Dopo aver combattuto tra la vita e la morte, il 5 agosto Lauda fu dichiarato fuori pericolo e dopo soli 42 giorni decise di tornare sulla sua monoposto per il Gran Premio d'Italia. Lauda aveva ancora il volto pieno di ferite, molte delle quali sanguinavano sfregando contro il casco; aveva, inoltre, una percezione visiva distorta a causa delle palpebre non ancora perfettamente ristabilite. Nonostante questo, Niki Lauda ottenne un quinto posto nelle qualifiche e concluse la gara piazzandosi quarto. L'incidente del 76 sfigurò per sempre il volto di Lauda e allo stesso modo segnò i cuori di tutti gli appassionati di Formula 1, lasciando in essi il ricordo di emozioni irripetibili.
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