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MotoGP - Cosa sta succedendo in casa Honda?

Cosa sta succedendo alla Honda? Perchè la più grande casa di moto del Mondo si ritrova per l'ennesimo anno a dover rincorrere la concorrenza ancor prima di cominciare la stagione? E' dal 2007 che la casa dell'Ala Dorata non indovina il progetto della RC212V, ed anche per questo 2010 le cose non sembrano promettere bene. I piloti si lamentano di una moto decisamente caricata sul posteriore, e che reagisce poco e niente alle regolazioni - talvolta estreme - a cui viene sottoposta. Non c'è mescola, molla morbida o dura e distribuzione dei pesi che tenga: la moto non reagisce come i piloti vorrebbero, e questo comporta un mezzo decisamente 'leggero' all'anteriore, in grado di non fornire il giusto feeling.

Inoltre, le lamentele che arrivano parlano di un motore decisamente troppo aggressivo e potente, ma con la potenza che si trova solo in alto, lasciandolo vuoto ai bassi regimi. Dove si trova il problema? Perchè una casa come la Honda si ritrova così in difficoltà? Da cosa deriva questo ritardo? Presunzione sicuramente, ma anche difficoltà di un cambio di mentalità che tarda ad arrivare dal Giappone e che, forse, solo ora si può intravedere con l'acquisto di tecnici Yamaha e di un manager come Livio Suppo provenienza Ducati.

Ma non si può ovviamente cambiare una struttura e delle dinamiche dall'oggi al domani! Serve tempo, tanto tempo. Inoltre, bisogna considerare due fattori chiave per questa crisi dell'Ala Dorata: l'introduzione del monogomma Bridgestone ed il cambio 'epocale' con il passaggio da Showa a Ohlins. E qui il ragionamento si fa più articolato e, per certi versi, provocatorio.

Come può una casa come la Honda non essere riuscita ad adattarsi alle gomme Bridgestone dopo oramai 2 anni e mezzo? Eppure nel 2008 si era sfruttato il team Gresini per sviluppare la 212 ufficiale con coperture Bridgestone.
Le gomme nipponiche sono in effetti molto differenti nella carcassa rispetto alle Michelin, tanto che anche ai suoi tempi la Yamaha dovette modificare il forcellone della moto di Valentino Rossi per farle lavorare al meglio. Inoltre, da quest'anno, tutte le Honda sono passate da sospensioni Showa a Ohlins. Provate voi a modificare particolari così importanti e avrete un quadro del perchè la Honda 2010 arranca. Non a caso gli unici ad essere andati sufficentemente bene sono Andrea Dovizioso (passato ad Ohlins a metà del 2009) e Randy de Puniet (per tutto il 2009 con le sospensioni svedesi).

Il problema quindi è grande. La moto non digerisce la Bridgestone posteriore - ed ecco il perchè di un progetto caricato tantissimo al posteriore, ma con conseguente perdita del feeling con l'avantreno - e le sospensioni Ohlins che, chiaramente, hanno bisogno di un setting diverso rispetto alle Showa, packing che ha sempre lavorato in sincronia con Honda.

Sta di fatto che i piloti Honda sono disperati, ma nel vero senso della parola: 'Disperato…Sì, è quello che realmente sono al momento [...]Il problema principale è che non si capisce dove sia il problema, proviamo distribuzione dei pesi estremizzando sull’anteriore e poi sul posteriore per poi tornare centrali senza avere la benchè minima reazione della moto e il tempo è sempre lo stesso al decimo, quindi è davvero difficile capire i punti positivi e o negativi. Non abbiamo reazioni nemmeno dalle sospensioni, passiamo da molle durissime a medie e a morbidissime, ma io non sento differenze, i dati mostrano che da molle dure a morbide le sospensioni lavorano esattamente allo stesso modo, questo non mi era mai successo prima. '.
Queste sono le parole di Marco Melandri direttamente dal suo blog.

La situazione è seria e pesante. Il mondiale a Tokio manca dal 2006 con Nicky Hayden, oltretutto con una moto sostanzialmente sviluppata da Valentino Rossi. E quindi una domanda sorge spontanea: ma non erano loro ad aver riferito che 'non è importante il pilota quanto la moto?'. Beh, evidentemente la 212 finora non si è rivelata una moto così vincente, e nessun pilota è stato in grado di indirizzarne uno sviluppo vincente. E intanto mancano pochi giorni alla prima tappa di Losail....

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Misano, MotoGP 2014: Valentino torna ad esultare. Una vittoria che mancava dal GP di Olanda, Assen, il 29 giugno 2013 e che è arrivata solo 2 volte in quasi 4 anni. Questa storica vittoria di Valentino del 14 settembre 2014 è arrivata sul circuito di Santa Monica a Misano Adriatico, in provincia di Rimini: circuito dedicato a Marco Simoncelli. Si tratta di un successo non sufficiente a riaccendere le speranze per una vittoria del campionato da parte di Valentino: lo spagnolo Marc Márquez, campione del mondo in carica, ha dominato a larghi tratti questa edizione della MotoGP risultando attualmente primo con 289 punti. Rossi è attualmente terzo (214 punti) a ridosso di Pedrosa (215 punti). La gara si è conclusa con la vittoria di Rossi, un secondo posto per Jorge Lorenzo e terzo per Dani Pedrosa. Dovizioso e Iannone su Ducati conquistano rispettivamente quarta e quinta posizione. Solo diciottesimo Marquez: la lotta per il comando di questa gara aveva visto impegnati lui e Rossi in una sfida avvincente che è terminata con la caduta dello spagnolo. Marquez ha perso il controllo dell'anteriore in curva e non è riuscito a tenere la moto in piedi: caduta e motore spento le conseguenze dell'errore - uno dei rari del campione spagnolo - che hanno infranto ogni possibilità di recupero. Una gara molto avvincente in cui Valentino Rossi è sembrato tornare quello di una volta: chissà che l'anno prossimo non possa lottare per il titolo. Se il Dottore correrà come a Misano i fan possono sperarci. Ecco le parole di Vale, "sapevo che la mia Yamaha su questa pista sarebbe stata un pelino più veloce della Honda. La pista mi piace, la moto anche, ma sapevo che dovevo fare i conti con Jorge (Lorenzo, ndr)" e continua dicendo che vincere "davanti a tutti i tifosi e al mio fan club è stato speciale, emozionante, quasi commovente". E poi una frecciatina ai detrattori che sa anche di buoni propositi per il futuro: "non bisogna mai arrendersi e ignorare la gente che ti dice che sei vecchio, che non potrai più vincere; l’importante è continuare a sognare perché tante volte ci ero andato vicino: per quattro volte sono finito secondo dietro Marquez, ma sapevo che appena lui non fosse stato al cento per cento avrei vinto io". Una vittoria sul circuito di dedicato a Marco Simoncelli: "Questa vittoria significa molto per me: quando vinci a Misano il pensiero va al Sic, soprattutto per noi, per i suoi amici". Con questa vittoria Rossi torna, quindi, a far parlare di sé e dei suoi record: diventa il vincitore di MotoGP più longevo della storia, grazie ad una distanza di ben 18 anni fra la sua prima vittoria e questa di Misano 2014, record strappato a Capirossi. Rossi supera anche i 5000 punti nel suo personale bottino motomondiale (5012 al momento). Nella sua carriera ha vinto nove titoli Mondiali e 107 vittorie da professionista; si tratta del pilota in attività col maggior numero di Gran Premi disputati. Il sogno di Vale e dei suoi numerosi fan è il titolo Mondiale numero 10, un sogno che potrebbe diventare realtà.
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Eventi Moto

Panini Comics, in collaborazione con Gruppo Pritelli srl, ha realizzato un calendario per il 2015 dedicato a Marco Simoncelli, il grande campione di motociclismo tragicamente scomparso tre anni fa sul circuito di Sepang (Malesia). In edicola dall'11 settembre 2014 Il calendario Panini 2015 dedicato a Simoncelli sarà disponibile nelle edicole a partire da giovedì 11 settembre, alla vigilia della gara di MotoGP Misano Adriatico - Gran Premio di San Marino e della Riviera di Rimini, 13a prova del Motomondiale, che si svolgerà dal 12 al 14 settembre sul Misano World Circuit, il circuito intitolato proprio alla memoria del “Sic”. Il ricavato verrà in parte devoluto alla Fondazione Marco Simoncelli. Il calendario Panini dedicato al Sic propone una serie di immagini di grande impatto, che sintetizzano la straordinaria carriera sportiva di Marco Simoncelli nel circus del motomondiale. Ogni mese del 2015 è caratterizzato da due immagini. Sul verso, sono presenti le foto a colori del “Sic” tratte dalle sue gare della MotoGP negli anni 2010-2011 nei circuiti in Quatar, Malesia, Australia, Jerez, Valencia e anche Misano. Sul retro, invece, sono posizionate le foto in bianco e nero di alcuni momenti del backstage nei box, anche in compagnia del padre Paolo, degli amici e dello staff tecnico. Il calendario ha un formato orizzontale (42x27,9 cm), ha una tiratura di circa 55mila copie e sarà in vendita a 9,90 euro. Verrà presentato ufficialmente in una conferenza stampa al Misano World Circuit venerdì prossimo 12 settembre (Galleria Simoncelli, ore 18). “Siamo lieti che sia stata scelta la Panini per realizzare questo calendario, perché rinnova in maniera originale la memoria di questo grande campione e soprattutto per le meritevoli finalità sociali e umanitarie che sta perseguendo la Marco Simoncelli Fondazione Onlus, alla quale devolveremo parte del ricavato dell’operazione”, ha dichiarato Simone Airoldi, direttore Mercato Italia Publishing di Panini. “In passato, la nostra Azienda aveva già realizzato alcuni calendari nel mondo dei fumetti e del calcio. Siamo certi questo calendario sarà molto gradito ai numerosissimi fan del Sic e agli appassionati della MotoGP”.
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Moto

Era tra i padri fondatori della Bimota: progettista e designer, la sua matita aveva disegnato anche la Ducati 916 e la MV Agusta F4 Lutto nel mondo del motociclismo per la scomparsa del designer Massimo Tamburini. Aveva 71 anni e un male incurabile se l’è portato via nel giro di pochi mesi. Aveva una passione infinita per il mondo delle due ruote, Massimo Tamburini: la sua carriera era iniziata nel lontano 1971, quando, appena diciannovenne, aveva sviluppato la sua prima special su base MV Agusta. Quattro anni più tardi, era già tra i padri fondatori di Bimota: lo storico marcio riminese, infatti, è l’acronimo delle iniziali di tre cognomi: Bianchi, Morri e, appunto, Tamburini, che in Bimota rimase per venti anni. Il suo talento lo portò poi a diventare responsabile del design del gruppo Cagiva/Ducati, quando era nelle mani della famiglia Castiglioni, con cui collaborò per quasi tutto il resto della sua carriera. Sua è la Ducati 851, la prima moto italiana a vincere un mondiale Superbike, come anche la Ducati 916, che ha letteralmente dato inizio all'epoca delle moto sportive contemporanee. A lui si deve anche la rinascita della MV Agusta: moto come la F4 e la Brutale hanno aperto un nuovo capitolo della storia di quest'azienda e hanno dato una spinta alla crescita del marchio assieme a Claudio Castiglioni, anche lui scomparso di recente. Massimo Tamburini si è sempre distinto per l’innata capacità di unire passione, arte e tecnica: sapeva trasformare in realtà le moto che nascevano dai sogni, coniugando la bellezza oggettiva alle esigenze di produzione delle Case motociclistiche. “Tutti noi di Bimota riconosciamo a te, il genio, l’eccellenza, la ricerca della perfezione sin nel più piccolo dettaglio, l’essere un faro illuminante per generazioni di motociclisti”, così scrive lo staff della Casa riminese in una lettera aperta a Massimo Tamburini. “Hai scritto un pezzo importante nella storia del motociclismo italiano e mondiale e noi vogliamo che tu sappia che porteremo avanti il tuo sogno per continuare ad emozionare, come ogni tuo progetto ha fatto in tutti questi anni. Domenica prossima saremo in pista ad Aragona, in Spagna, perchè Bimota torna a correre. In fondo eri proprio tu a dire…’nata per correre’!” Nella sua livrea bianca e rossa, la Bimota BB3, infatti, è pronta per debuttare nel mondiale Superbike nella tappa di Aragon, in calendario il 13 aprile, con i piloti Ayrton Badovini e Christian Iddon, con un team belga guidato da Francois Batta. Di: Fiammetta La Guidara  
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