Il Campionato Italiano Prototipi ad Adria
MotoGp 2011 – Mugello, Qualifiche: Stoner prima della pioggia!
Presentata l'Audi R18

L'Audi ha svelato al mondo intero la sua R18, l'arma con cui proverà a difendere l'ultimo alloro conquistato alla 24 ore di Le Mans. L'R15 infatti, pur mostrandosi molto più affidabile della rivale di casa Peugeot, si è rivelata meno permormante.

Ecco allora una decisa evoluzione da parte della casa di Ingolstadt, che decide di seguire la linea degli avversari storici, realizzando una vettura coupè, dotata di tetto.

Questo perchè - sentendo anche le parole di Wolfgang Ullrich, capo di Audi Motorsport - le nuove regole hanno imposto questo cambiamento, non essendoci più il vantaggio del cambio-pilota con la vettura 'aperta'.

"Le regole dicono che hai bisogno di avere un tetto per essere competitivo. I cambi pilota sono sempre stati più facili in passato, ma con queste nuove regole è cambiato un pò tutto" ha detto Ullrich. "Inoltre la riduzione di cilindrata dei motori, passati da 5,5 litri a 3,7 per i turbodiesel, hanno reso molto importante l'efficienza aerodinamica".

A breve si comincerà con un ricco programma di test per portare avanti lo sviluppo della nuova arma Audi, il cui debutto avverrà durante la 1000 km di Spa, mentre la 12 Ore di Sebring sarà il canto del cigno per la vincente R15.

 

 

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? Il Tourist Trophy nella sua edizione 2011 serra i ranghi e continua i suoi preparativi. Sull'Isola di Man fervono i preparativi, per un'edizione che sarà tra le più entusiasmanti, visto i protagonisti che hanno aderito alla corsa. Ripercorriamo, in attesa del 30 Maggio, alcuni momenti salienti, per arrivare preparati a quella che, da molti appassionati a due ruote, è considerata come La Corsa, la sfida tra uomo e cronometro, che scorre tra le vie cittadine, le zone montuose, nebbia e pioggia. Il tutto ad una media oraria maggiore di 200 km/h. In quest'articolo, ecco gli anni '90, per molti i più affascinanti, che hanno visto affiancarsi piloti del calibro di Carl Fogarty, Joey Dunlop, Nick Jefferies.   TT 1990 La prima edizione del decennio reca con se una novità: le case motociclistiche decidono di non correre più con le proprie superbike da 1300 cc, considerate troppo potenti e pesanti per le 37,73 miglia del TT. Moto, in grado di correre ad una media vicina alle 120 miglia al giro. Il Senior TT fu dominato nel 1990 da un certo Carl Fogarty, in sella alla Honda RC30 allestita dalla filiale ufficiale inglese. Una vittoria netta, e perentoria, alla media di 118.35 mph. Dietro l'inglese, che ai più divenne famoso per i suoi titoli mondiali in Superbike, con la Yamaha del team Loctite, Nick Jefferies, seguito da Robert Dunlop, afflitto da problemi alla sua Norton. TT 1990: Risultati ufficiali     TT 1991 Il 1991 fu l'edizione di Steve Hislop nella Formula One. Il rider britannico, dopo la delusione dell'anno precedente, era determinato a rilanciarsi. In sella alla Honda 750, battè il record del circuito girando ad una media di 124.36 mph. Ancora meglio fece in gara, dove fin dal primo giro martellò ad una media di 122,83 mph. La volontà era quella di controllare fin da subito Carl Fogarty, suo team-mate, che niente potè, arrivando sul traguardo, al termine dei 6 giri con 16 secondi di ritardo su Hislop. Terzo Tervor Nation, successivamente escluso, per una tanica di benzina di troppo. TT 1991: Risultati ufficiali     TT 1995 L'edizione del 1995 fu una delle più combattute nella categoria Formula One. La lotta a due fu tra Phillip McCallen e Joey Dunlop, con il primo più veloce in qualifica. Il duello corse sul filo dei secondi per tutti e sei i giri in programma: alla fine del primo McCallen transita per primo con 3.9 secondi di vantaggio su Dunlop. Ma nel secondo giro, Joey piombò sul pilota dell'Ulster, sopravanzandolo per soli 7 decimi. Ma a metà gara, McCallen tornò in vetta con 23.3 secondi di margine. Era una battaglia anche sui nervi, che vide però sopravanzare McCallen per 18,1 secondi al termine della corsa. Un gran duello tra due grandi interpreti del TT. TT 1995: Risultati ufficiali     TT 1998 L'edizione del 1998 fu quella in cui Honda celebrò il suo quarantesimo annviersario di partecipazione al TT. Un'edizione decisamente bagnata, che costrinse gli organizzatori a spostare la TT Formula One del sabato, accorciando anche la durata della gara dai tradizionali 6 ai 4 giri. La faccenda era una cosa a due tra Michael Rutter e Ian Simpson, entrambi portacolori Honda, in sella alle RC45 della filiale inglese della casa dell'Ala Dorata. Nei primi tre giri, è Rutter a fare l'andatura, aumentando gradualmente il suo vantaggio. Ma, proprio quando sembrava fatta, ecco lì'incidente più curioso: Rutter accusa problemi ad una lente a contatto ed è costretto a gestire. Ian Simpson invece, sforna una prestazione eccezionale, girando ad una media di 123.38 mph nell'ultima tornata, sopravanzando Rutter per soli 2,2 secondi sul traguardo. TT 1998: Risultati ufficiali  
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Il prossimo fine settimana, 1 e 2 maggio, è in programma il terzo appuntamento della Targa Tricolore Porsche sul circuito di Le Castellet. Con 120 piloti al via, la “classica” trasferta d’oltralpe segna un ulteriore record confermando l’ottimo stato di salute della serie. L’appuntamento francese rappresenta una tappa importante del monomarca organizzato da Italia Motorsport-Porsche Club Italia in collaborazione con la Pirelli, perché potrebbe dare una svolta alle classifiche di campionato e rappresentare per alcuni piloti, che alla vigilia godevano dei favori del pronostico, l’ultimo appello per recuperare il gap di inizio stagione. Lotte sempre più incandescenti nella GT3 Cup dove sui podi delle prime tre gare sono saliti 6 piloti diversi. L’omogeneità delle forze in pista rende la serie altamente spettacolare con punte di agonismo invidiabili da qualsiasi altra serie monomarca. Leader del campionato, dopo le gare del Mugello e di Vallelunga è il canturino Ivan Costacurta (Ebimotors) con 3 punti di vantaggio su Ermes Lombardi (Bonaldi Motorsport), vincitore della gara di apertura del Mugello, e 4 lunghezze su Franco Greco (Petri Corse). Alle spalle dell’ipotetico podio di campionato, ci sono “Gioga” (Bellspead), secondo nella gara del Mugello, e Francesco Castellacci (Petri Corse) a pari merito. Gianpaolo Lastrucci (Nos Racing) insegue dalla sesta posizione dopo il podio di Vallelunga. Nella classe GT3 r2, riservata alla Gt3 Cup 996, il dominio di Alessandro Lovato (Bonaldi Motorsport) è confermato dall’en-plein centrato nei primi due appuntamenti. Il romano Claudio Terenzi (Star Cars), segua a 6 punti di distacco, rimanendo in agguato in attesa di una defezione per raccogliere lo scettro di classe. Molti i piloti oggetto di penalità: Fabio Villa, Ivan Costacurta e Alessandro Lovato dovranno sommare 1”20 al loro miglior tempo segnato nel corso delle prove ufficiali, presumibilmente retrocedendoli nella griglia di partenza. Francesco Castellacci, Claudio Terenzi e Istvan Minach 0”80. Gianpaolo Lastrucci e Stefano Barbieri 0”60. Federico Borret e Valentino Fornaroli 0”40, mentre Giorgio Venica ne sconterà 0”40.Nella GT Open Cup, dopo la doppia vittoria del Mugello e Vallelunga, Luigi Lucchini (BMS Scuderia Italia) sembra prendere il largo sulla coppia “Spidy-Rino Mastronardi (GDL Racing), secondi in classifica davanti a Giovanni Caligaris. In terra francese, la lotta si ripeterà con la possibilità di piazzamento anche per la coppia Marco Cassera e Stefano Pozzi (GDL Racing). Stefano Bianconi e Giacomo Scanzi (Ebimotors) hanno centrato la doppietta di vittorie nelle prime 2 gare di campionato allungando su un gruppo di quatrro piloti; Giorgio Venica-Giorgio Soravito (Wheels Competition) e Marco Magli e Renato Di Amato (Antonelli MotorSport). Una lotta sul filo di lana che in una gara della durata di 48’ più 1 giro, metterà a dura prova i piloti che sbarcheranno sul tecnologico circuito francese. La coppia Alberto Rodio e Giancarlo Tanzi (Starcars) pur risultando l’unico equipaggio iscritto di categoria, nella gara di Vallelunga si è imposta su altri tre equipaggi iscritti alla gara romana.Dopo la straordinaria doppia vittoria di Giacomo Scanzi (Ebimotors) nelle due gare di apertura del campionato, il capoclassifica sembra già imprendibile per gli avversari della Starcars Marco Macori e Marco Masutti. Il pilota bresciano vanta ben 15 punti su Macori e 21 sul giovane Masutti che, dopo il ritiro di Vallelunga per la rottura del radiatore, ha dovuto cedere la piazza d’onore al compagno di squadra. Quarto assoluto per Nicola Bravetti (RS Motorsport), apparso in difficoltà in questa prima parte della stagione. Nella Selection Cup, bellissimo testa a testa tra i due piloti che si sono spartiti le vittorie delle due gare fin’ora disputate. Gianluigi Piccioli (Ebimotors) e Vincenzo Donativi (Starcars) sono a pari merito in vetta alla classica con 35 punti, mentre il primo degli inseguitori, Massimo Tempestini (Nos Racing), ha inanellato due terzi posti che gli permettono di rimanere ancora a stretto contatto con la vetta della classifica accusando soltanto 7 punti di distacco. Il rientro in campionato di “Boga” (Bellspeed) soltanto dalla gara di Vallelunga, non lo vede nelle posizioni di vertice della classifica, ma sarà sicuramente protagonista dei prossimi appuntamenti, così come i debuttanti Fabrizio Ferrari (GDL Racing) e Antonio Montruccoli (Starcars). Gli handicap previsti dal regolamento, graveranno su Scanzi e Donativi, che dovranno sommare 1”2 al loro miglior crono nel corso delle prove ufficiali che determineranno le griglie di partenza dell’appuntamento francese. Macori e Piccioli sommeranno 0”80 centesimi, Bravetti e Tempestini 0”60, “Boga” 0”40, Montruccoli 0”20.Con un considerevole raggruppamento di vetture stradali, la Formula Club darà vita ad una ulteriore sfida per le vittorie di classe del terzo appuntamento.
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E' la Indy 500 2011. E' il più grande spettacolo delle corse, o meglio, "The greatest spectacle in Racing" come dicono oltreoceano. Ed è stata l'edizione del centenario. Indianapolis, come da tradizione, è la corsa più imprevedibile del palcoscenico americano. Non si può gridare vittoria fin sotto la bandiera a scacchi. Perchè nulla è scontato alla 500 miglia. E' una vecchia regola che da oggi, il giovane rookie JR Hildebrand, conoscerà alla perfezione. . Partiamo dalla fine: Well Done urlano in cuffia a Dan Wheldon. E' lui il vincitore della 500 miglia di Indianapolis, in uno di quei finali da cardiopalma. Ma per raccontarlo dobbiamo tornare indietro a 50 giri dal termine. Green flag dopo una caution e Dario Franchitti sembra avere la corsa in pugno. Il driver di Chip Ganassi sembra involato alla conquista della sua terza Indy500. In casa Penske sono oramai out, ed anche Alex Tagliani, PoleMan, è da poco andato a sbattere. Mancano una ventina di tornate, e tornano anche i Pit-Stop. Entrano quasi tutti, tranne Danica Patrick. L'America è in piedi. Davvero la ragazza del team Andretti può andare a vincere? Danica continua a marciare imperterrita, ma a sole 8 tornate dalla bandiera a scacchi è costretta a rientrare per uno splash. Torna Franchitti in vetta? Non proprio perchè la tattica di Ganassi è rischiosa, e l'italo-scozzese è costretto a rallentare vistosamente per non rimanere senza carburante. Cosi, è Baguette a prendere le redini della corsa. Ma anche lui, a soli 4 giri è costretto ad un re-fuel. E allora in vetta sale un rookie, Jr Hildebrand. La sua è una storia da favola: al primo anno ad Indianapolis, il giovane americano potrebbe centrare il successo più prestigioso. Oltretutto nell'edizione del centenario. E come sponsor, la Guardia Nazionale. Tutti sono in piedi ad esultare, pronti ad omaggiare il nuovo eroe americano che sta per portare le stelle e le strisce, la "Stars and Stripes" nella victory lane del BrickYard. Ultimo giro che scorre tranquillo: curva, uno, due, il rettilineo percorso in estrema scioltezza, poi la curva tre e l'imprevisto. Si chiama Charlie Kimball questo Jolly impazzito che altro non fa che...fare il suo mestiere. Hildebrand decide di passarlo esterno all'ultima curva, ma è solo mezzo metro fuori dalla linea ideale. Troppi, perchè Indy non perdona. I murbles, i trucioli di gomma, portano per la tangente la Dallara numero 4 che va a muro. Si, proprio all'ultima curva dell'ultimo giro. E' la dura legge del catino dell'Indiana che prima illude, poi toglie e fa precipitare all'inferno il giovane californiano. Dietro di lui c'è Wheldon, che capisce tutto, prende immediatamente la scia di Kimball - si, proprio lui, il Jolly - e si invola sotto la bandiera a scacchi. E' il trionfo più inatteso, che Indy offre ad un pilota di talento rimasto quest'anno a piedi, e che è riuscito a partecipare mettendo su in poco tempo un team ed una vettura grazie all'amico Bryan Herta. Wheldon, appiedato dal team Phanter lo scorso anno, che gli ha preferito proprio il giovane Hildebrand, va a conquistare la sua seconda 500 miglia di Indianapolis. Due storie che si intrecciano, quelle di Hildebrand e Wheldon. Il primo che succede al secondo, quasi destinato a vincere, che pecca di inesperienza. Non arroganza, nè tracotanza. Semplicemente inesperienza. Il secondo, che dall'inferno in cui si è ritrovato in questo 2011 - senza un sedile per partecipare al campionato - a dispetto delle risate di molti al suo annuncio di partecipare, arriva direttamente in paradiso. Alle lacrime del giovane Hildebrand ecco il bagno di latte di Wheldon. Questa - signori - è Indianapolis.   Di: Flavio Atzori 
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