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Indycar – Texas: torna al successo Briscoe
Sesta tappa del Campionato Italiano Prototipi

Domenica si è tenuta presso il circuito di Adria la sesta prova del Campionato Italiano Prototipi.

Fabio Francia ha vinto per la quinta volta consecutiva sulla sua Osella PA 21/P Honda.

Non era partito bene, ma è riuscito a rimontare in pochi giri. Una grande prova di agilità per la sua biposto.

Secondo Uboldi, svantaggiato dal tipo di pista, terzo Marco Maria Visconti, che nonostante la sua giovane età ha avuto pazienza e non è rimasto coinvolto nella bagarre della prima curva.

Segnaliamo in quarta posizione per Jacopo Faccioni con la sua Ligier JS 49 Honda, quinto Manuel Deodati e sesto Ranieri Randaccio per la prima volta in CN2 con la Lucchini con motore Honda 2000 cc.

Prossimo appuntamento in diretta su Nuvolari TV il 18 settembre dal circuito di Vallelunga.

 

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Al GP d'Australia Rossi vince una emozionante sfida con Lorenzo e approfitta della caduta di Marquez a 10 giri dal termine, conquistando una vittoria importantissima per la corsa al secondo posto. Bisogna dirlo: Rossi aveva dichiarato di aver messo nel mirino il secondo posto di questo Motomondiale e da allora ha lottato con grande coraggio rispolverando il suo indubbio valore. La caduta di Marquez è stata determinante per questo successo nel GP d'Australia, dato che lo spagnolo - già campione di questo 66° Motomondiale - continua ad essere irraggiungibile. Ma basta analizzare i piazzamenti di Rossi per rendersi conto che sta disputando un'ottima stagione con un secondo posto più che meritato: 2 vittorie, 4 secondi posti e 4 terzi posti sui 16 disputati finora. Quando mancano solo i GP di Malesia e Comunità Valenciana, Rossi può vantare un margine di 8 punti su Lorenzo e 25 su Pedrosa. L'unico pilota italiano in mezzo ai dominatori spagnoli. L'inizio di questo GP d'Australia è stato targato dal trio Marquez, Lorenzo e Rossi. Con Marquez al comando e Pedrosa ritiratosi per dei danni alla moto dopo l'incidente con Iannone, la scena era tutta per loro: Rossi e Lorenzo, Lorenzo e Rossi. A partire dal sorpasso dell'italiano ai danni dello spagnolo a 18 giri dal termine, abbiamo assistito ad una serie di sorpassi e controsorpassi. Esce vincente da questa sfida il Dottore che, a 10 giri dalla fine, passa in testa approfittando della caduta di Marquez. Lorenzo in calo a causa delle gomme si accontenta del secondo posto. [caption id="attachment_16180" align="aligncenter" width="622"] Marquez cade al GP d'Australia 2014[/caption] Col Marquez più "umano" visto negli ultimi tempi, che in Australia - a differenza di Misano - è caduto mentre era al comando in tutta tranquillità, verrebbe da chiedersi se il Motomondiale avrebbe preso una piega diversa qualora fosse iniziato di recente. Una cosa è certa, Valentino ha di nuovo fame e conquista un'altra vittoria, questa in Australia, arrivata al 250° GP della sua carriera e che rappresenta una crescita e un motivo di ottimismo per la prossima stagione.
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Torna a far discutere la sicurezza dei piloti di Formula 1 dopo l'incidente di Jules Bianchi, le cui condizioni sono ancora gravissime. AGGIORNAMENTO 19/11: Jules Bianchi è uscito dal coma artificiale indotto. Maggiori informazioni nel nostro articolo: Jules Bianchi Uscito dal coma artificiale indotto. AGGIORNAMENTO 21/10: Un gruppo di lavoro appositamente istituito da Jean Todt, presidente della FIA, esaminerà l'incidente di Bianchi da tutti i punti di vista per avere una comprensione a 360° della faccenda. Il gruppo, oltre a presentare il risultato degli accertamenti, potrà fare delle proposte - che Todt seguirà - per migliorare la sicurezza. Il tutto entro il 3 dicembre. Vediamo la composizione del gruppo: Peter Wright (presidente), Ross Brawn (ex Mercedes e Ferrari), Stefano Domenicali (ex Ferrari), Gerd Ennser, Emerson Fittipaldi, Eduardo de Freitas, Roger Peart, Antonio Rigozzi (avvocato e giudice), Gérard Saillant (commissione medica) e Alex Wurz. AGGIORNAMENTO 17/10: Nel frattempo che il silenzio sulle condizioni di Jules non fa certo ben pensare, anzi risulta inquietante, e che la mamma del pilota accusa i vertici della Federazione e gli addetti alla sicurezza di mancanza di responsabilizzazione, uno studio di specialisti tedeschi - basato sui dati registrati da un apposito sensore situato nelle cuffie dei piloti - ha rilevato una forza pari a 92G nel momento in cui la monoposto di Bianchi ha arrestato la sua corsa contro la gru. Si tratta di un valore sconvolgente: già una forza di 6G può causare svenimenti ed essere mal tollerata dal corpo umano. I più resistenti piloti dell'aviazione, quando riprendono un aereo in picchiata, possono superare i 10G e vengono considerati dei fenomeni. Un impatto con una decelerazione di 92G è al di fuori di ogni immaginazione e mai nessuno è sopravvissuto ad un incidente di tale portata: non possiamo che augurarci che Jules sigli un record e cominci a riprendersi al più presto. AGGIORNAMENTO 13/10: Arrivano le dichiarazioni di Charlie Whiting, sotto accusa per essere allo stesso tempo colui che conduce le indagini e l'indagato. "Bianchi ha effettivamente rallentato, si è trattato di un problema di aderenza su bagnato. Jules è uscito di pista a 212 km/h, mentre nel giro precedente era transitato a 215 km/h, quindi aveva rispettato l'avviso della bandiera gialla", ha spiegato Whiting. Secondo il direttore di gara, però, la Safety Car in pista non era necessaria poiché "la Sauber era già stata quasi completamente rimossa, stava per essere posizionata oltre le barriere". AGGIORNAMENTO 10/10: Sembra che le responsabilità dell'accaduto siano da attribuire sia all'organizzazione - per non aver usato la Safety Car e per aver esposto una bandiera verde nel punto dell'incidente, come visibile nel video -, sia al pilota che non avrebbe rallentato nonostante la doppia bandiera gialla di pericolo serio in pista, schiantandosi a circa 180 km/h contro la gru. Dai dati telemetrici sembra, infatti, che non siano stati riscontrati guasti meccanici o elettronici. Nel frattempo fa discutere che le indagini vengano condotte dall'indagato: Charlie Whiting è il responsabile della sicurezza dei Gran Premi e allo stesso tempo era il direttore di gara a Suzuka, cioè colui il quale avrebbe dovuto mandare la Safety Car in pista. AGGIORNAMENTO 10/10: Accanto al pilota della Marussia i tifosi e gli appassionati di tutto il mondo con i loro messaggi e la presenza dei genitori - Philippe e Christine - e i suoi fratelli - Tom e Mélanie - arrivati ieri in Giappone. Il papà di Jules Bianchi ha rilasciato poche struggenti parole al quotidiano di Nizza "Nice Matin": "Jules è abituato a combattere, ora come in gara. Non avrei mai immaginato tanta solidarietà da tutto il mondo: Jules se lo merita, è un ragazzo straordinario. Ringrazio anche Jean Eric Vergne (che ha realizzato un adesivo per Bianchi, ndr.) e tutti i piloti che indosseranno il suo adesivo a Sochi". AGGIORNAMENTO 09/10: La MotoGP va in Giappone e inevitabilmente si continua a parlare di sicurezza: il flag to flag e l'uso di erba sintetica sono argomenti centrali per le due ruote, ma l'incidente di Jules Bianchi è ciò che ha scosso maggiormente il mondo dei motori. Marquez - ad esempio - dichiara: "Mi auguro che Bianchi si riprenda e che si capisca l'errore fatto per evitarlo in futuro". E Rossi rincara: "La situazione di Jules è disperata; ha un gran talento, l'avevo conosciuto a Madonna di Campiglio. Come molti dicono Jules è stato sfortunato, ma non è possibile che una gara continui quando una gru blocca le vie di fuga: doveva entrare la Safety Car". AGGIORNAMENTO 07/10: La famiglia del pilota diffonde, tramite il sito della Marussia, la notizia di un danno diffuso agli assoni dei neuroni. Danni di questo tipo possono causare conseguenze irreversibili. La famiglia tiene a ringraziare le persone di tutto il mondo che continuano a mandare messaggi di sostegno e il professore Gerard Saillant, Presidente della Commissione medica FIA, e il professor Alessandro Frati, neurochirurgo dell'Università degli Studi di Roma "La Sapienza" inviato dalla Ferrari, giunti in Giappone per un consulto. Jules resta in terapia intensiva e le sue condizioni rimangono critiche. AGGIORNAMENTO 07/10: I genitori del giovane pilota, giunti in Giappone, hanno dichiarato che le sue condizioni sono "critiche ma stabili". AGGIORNAMENTO 07/10: Uno spettatore ha diffuso in rete un video che mostra la Marussia di Bianchi mentre arriva dritta contro le barriere, infilandosi sotto la gru, tra le ruote posteriori e il motore del mezzo. Per questo motivo Jules ha perso il controllo praticamente dove accaduto a Sutil, in curva 7, arrivando però frontalmente e a grande velocità proprio nel punto in cui si trovava la gru, passandovi sotto nella sua corsa verso le barriere. Guarda il video qui: Video dell'incidente L'accaduto La dinamica dell'incidente di Jules Bianchi inizialmente non era chiara. È iniziato tutto con una sbandata di Adrian Sutil al giro 42 che ha colpito le barriere della curva 7. Un impatto abbastanza forte da danneggiare l'auto ma ben ammortizzato dalle barriere. In quel momento si è deciso di non far intervenire la safety car in quanto l'auto si trovava in un punto non invasivo della pista e bastava spostarla di poco per metterla del tutto in sicurezza dietro al guardrail. I commissari hanno esposto una doppia bandiera gialla prima della curva 7 e una gru si è occupata dello spostamento. All'improvviso il personale che si stava occupando dello spostamento dell'auto di Sutil ha iniziato a lanciare segnali di emergenza: in un surreale clima di apprensione, in attesa di capire cosa stesse accadendo, sono entrati la safety car e il team medico che si è precipitato presso la curva 7. Mentre ancora non era chiaro il motivo di tanta agitazione è arrivata la bandiera rossa e la gara è stata sospesa. Dalle inquadrature si riusciva a malapena ad intravedere una vettura dietro la gru, oltre alla Sauber di Sutil che si trovava davanti alla gru rivolta verso la pista. Tutti coloro i quali assistevano in quel momento alla gara si chiedevano come fosse possibile che una vettura avesse impattato il retro della gru dal momento che la pista si trovava di fronte alla stessa gru. Come si spiega l'incidente [caption id="attachment_16017" align="aligncenter" width="590"] La pista di Suzuka del GP del Giappone: in curva 7 c'erano l'auto di Sutil e la gru contro cui si è schiantato Jules Bianchi[/caption] La vettura di Bianchi probabilmente era finita fuori pista intorno alla curva 16 e aveva percorso una via di fuga che metteva in collegamento la curva 16 con la curva 7, trovando il passaggio ostruito dalla gru. Risulta difficilmente spiegabile, infatti, l'ipotesi che Bianchi abbia perso il controllo della vettura in curva 7 similmente a quanto accaduto a Sutil. La dinamica, ad ogni modo, non è ancora nota e si tratta solo di supposizioni. AGGIORNAMENTO 07/10: Uno spettatore ha diffuso in rete un video che mostra la Marussia di Bianchi mentre arriva dritta contro le barriere, infilandosi sotto la gru, tra le ruote posteriori e il motore del mezzo. Per questo motivo Jules ha perso il controllo praticamente dove accaduto a Sutil, in curva 7, arrivando però frontalmente e a grande velocità proprio nel punto in cui si trovava la gru, passandovi sotto nella sua corsa verso le barriere. Guarda il video qui: Video dell'incidente Le condizioni di Jules Il pilota è stato estratto dalla vettura e portato immediatamente al centro medico, per poi essere trasferito in ambulanza al Mie General Hospital in condizioni gravi. Jules aveva riportato un grave trauma cranico ed è stato sottoposto ad intervento chirurgico per rimuovere l'ematoma. Dopo l'intervento il pilota è stato trasferito in terapia intensiva per essere monitorato. L'ospedale rilascerà un bollettino medico non appena in grado di fornire informazioni, soltanto dopo l'arrivo dei suoi parenti in Giappone che hanno preso il primo volo disponibile con scalo a Dubai. Smentite due notizie che erano circolate ieri: non è mai stato effettuato il secondo intervento chirurgico e non ha ancora ripreso a respirare autonomamente. AGGIORNAMENTO 07/10: I genitori del giovane pilota hanno dichiarato che le sue condizioni sono "critiche ma stabili". Informazioni su Jules Bianchi Jules Bianchi ha 25 anni ed è un pilota della Marussia. Ha origini milanesi e passaporto francese, essendo nato a Nizza. Ha iniziato la sua carriera in Formula Renault prima di entrare nel vivaio Ferrari e diventare una promessa della Formula 1 nella quale esordisce nel 2013 con la Marussia. Nonostante l'auto poco competitiva, dimostra le sue qualità e rimane osservato dalla Ferrari che lo ha arruolato per testare gli pneumatici per il 2014. Quest'anno era riuscito addirittura a conquistare, a Monaco, i primi punti in F1 per lui e per la Marussia grazie ad un nono piazzamento. Nel 1969 un membro della famiglia di Bianchi perdeva la vita: Lucien Bianchi, prozio di Jules, morì in un incidente durante dei test della gara di Le Mans schiantandosi con la sua Alfa Romeo un anno dopo aver vinto la prestigiosa gara endurance.
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Suzuka (Giappone), 3 ottobre 2014 - Dalle Alpi alle Piramidi, dalla Spagna al Giappone la F1 è targata Mercedes. Anche col tifone. Dominio Mercedes Nelle prove libere, la sfida è stata solo tra loro: Rosberg e Hamilton, con il tedesco leader del mattino e l’inglese del pomeriggio. Hamilton ha fatto registrare un tempo di 1’35”078, appena 240 millesimi meno del compagno di scuderia. Un margine molto più ampio quello su Bottas, terzo, dietro di oltre un secondo. Seguono Button, Vettel, Raikkonen e Alonso. Decimo Ricciardo, preceduto da Magnussen e Kvyat, a causa di un incidente. In mattinata era stato Alonso il migliore degli inseguitori (con le Mercedes davvero inarrivabili), purtroppo nel pomeriggio ha peggiorato il suo tempo ottenendo solo il settimo posto. Tifone sul GP del Giappone [caption id="attachment_16008" align="aligncenter" width="597"] Phanfone è il tifone che potrebbe compromettere il Gran Premio del Giappone di Formula 1 2014[/caption] Incombe un tifone sul GP del Giappone, il suo nome è Phanfone. Che lo si dica in rima o in prosa resta un'emergenza di questo Gran Premio del Giappone 2014: la penisola è famosa per gli eventi naturali avversi e si prevede che Phanfone si abbatterà sul circuito proprio domenica. Il tifone sta attraversando il Pacifico e si stanno studiando delle possibili soluzioni: per evitare problemi seri o l'annullamento della gara, si potrebbe decidere addirittura di anticiparla al sabato. Tutto dipenderà dalle proiezioni meteorologiche: l'allarme potrebbe rientrare o amplificarsi nelle prossime ore. Se si decidesse di correre domenica si rischierebbe di non terminare la gara e potrebbero essere assegnati solo metà dei punti in palio. Verstappen da record Max Verstappen, dodicesimo con +2”696 su Hamilton, ha debuttato a bordo della Red Bull diventando il pilota più giovane del Mondiale a 17 anni e tre giorni (nato il 30 settembre 1997). Un grosso in bocca al lupo al giovane pilota olandese, figlio di Jos Verstappen (Formula 1) e Sophie Kumpen (kart), nonché nipote di Paul Kampen (GT Endurance) e di Anthoni Kumpen (FIA GT e 24 ore di Le Mans). Altri record sul circuito sono quelli di Michael Schumacher: 8 pole, 6 vittorie, 9 podi, 4 volte il giro più veloce. Appartiene a Mark Webber su Red Bull-Renault il miglior tempo: 1:34.587.
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