Motogp – Assen, gara
Formula 1 – Kamui Kobayashi firma per la Sauber
Valentino Rossi si rilassa in Ferrari

Domenica insolita per Valentino Rossi.

Dopo il brutto weekend in MotoGP, dove ancora una volta non ha trovato il giusto feeling con la sua Ducati e il susseguirsi di polemiche e chiacchiere, Valentino Rossi si è dato alle quattro ruote.In occasione della "Blancpain GT Endurance Series" Valentino ha gareggiato con una Ferrari 458 Italia della Kessel Racing.

Ma la giornata è cominciata con una bella sopresa per il pilota, che al suo arrivo ha ricevuto in dono un Tapiro d'oro nuovo di zecca dallo staff di "Striscia la notizia". Rossi non si è sottratto alla consegna del famoso trofeo, anzi ha affermato di meritarselo tutto. 

Riguardo al suo rapporto con la Ducati, Valentino non molla e sta lavorando con la Ducati per mettere a punto la sua GP12 perchè l'obiettivo è ancora quello di vincere.

Con la Ferrari è andata "così così". Complice anche la pioggia insistente, Rossi alla fine si è classificato diciottesimo. Una passeggiata domenicale, ma ora è tempo di rimettersi al lavoro.

Forza Valentino!

Aggiungi ai preferiti
Stampa
PDF
Articoli Correlati

Auto

Il direttore generale della Motorizzazione civile chiarisce l'interpretazione da dare alla nuova legge sulla trascrizione del nome di chi guida l'auto sul libretto di circolazione. Come ormai noto, dal 3 novembre diventa obbligatoria la trascrizione sul libretto di circolazione per prestare l'auto a terzi. Si tratta di una legge emanata già alcuni anni fa, ma che non era entrata in vigore perché la motorizzazione aveva bisogno di tempi tecnici per la sua attuazione. La notizia - come prevedibile - ha creato un grosso scalpore e sulla nostra pagina Facebook si è scatenato il panico. Arriva così una risposta di Maurizio Vitelli, direttore generale della Motorizzazione civile, su "il Fatto Quotidiano" che inquadra la norma e prova a tranquillizzare i cittadini. Prestare l'auto sarà ancora possibile Vitelli chiarisce la ragion d'essere di questo provvedimento che deve essere visto come un'opportunità piuttosto che un appesantimento burocratico: "sull'intestazione temporanea della carta di circolazione si è fatto tanto allarmismo per niente: la norma riguarda soprattutto quelli che prendono un'auto in affitto da società di noleggio, con un contratto che spesso è annuale". Dei 250 mila veicoli interessati, saranno pochissimi quelli dei privati: raramente si presta l'auto a un amico o un conoscente per oltre 30 giorni mentre i conviventi possono comunque usarla senza dover aggiornare il libretto. "La norma non intende contrastare il prestito dell'auto, ma l'uso prolungato e illegittimo di certi comodati", puntualizza il Direttore. Si tratta di una norma ben studiata che ha necessitato di un lungo iter per arrivare alla sua versione definitiva - e applicabile dal 3 novembre 2014 - e pensata per contrastare un certo numero di problemi: "la questione fu posta a seguito dell'individuazione di un'anziana nullatenente che disponeva di centinaia di veicoli guidati da svariati soggetti non identificati e non sempre idonei alla guida; nel 2010, si pensò a questa norma con lo scopo generale di conoscere il responsabile della circolazione dei veicoli" - precisa Vitelli -. Una piccola parentesi sui vantaggi per i cittadini - oltre che per le casse dello stato -: "con questa legge, il noleggio di una vettura non richiederà più le doppie notifiche - con i relativi costi - perché le infrazioni verranno contestate direttamente a chi le compie".
CONDIVIDI

Auto

Ferrari esce da Fca e sbarca in borsa, a Wall Street e in Europa, entro il 2015. Una ventata di liquidità che Fca userà per il suo piano industriale e per rilanciare Alfa Romeo. Marchionne resterà presidente. Da quando Marchionne ha sostituito Montezemolo alla guida della Ferrari, molti appassionati del Cavallino hanno storto il naso. Così, in occasione del primo CdA a Londra (nuova sede fiscale del gruppo), arriva l'annuncio a sorpresa dello scorporo della Ferrari da Fca. Per Elkann il CdA a St. James Street "dà la possibilità a Fca di rafforzarsi e a Ferrari - ed Exor - di iniziare una nuova fase della sua grande storia, dandole maggiore autonomia per il miglior futuro industriale e sportivo". Sergio Marchionne manterrà la carica di presidente anche dopo la scissione: il divorzio Fiat - Ferrari riguarderà sostanzialmente solo la quotazione in borsa. Il 10% di Ferrari, infatti, sarà quotato negli States durante il 2015 e in un altro mercato europeo (probabilmente Italia, Gran Bretagna o Olanda). Le restanti quote di Ferrari saranno divise tra gli azionisti di Fiat Chrysler Automobiles (gli Agnelli sono i soci di maggioranza), mentre il 10% resterà a Piero Landi Ferrari, figlio di Enzo Ferrari. Exor avrà, alla fine di questa operazione, circa il 24% del Cavallino. L'annuncio ha immediatamente spinto in alto il titolo in Borsa di FCA con un +11,63% a Wall Street e un +12,79% a Milano. Si prevede che l'operazione di quotazione di Ferrari potrebbe fruttare 4-5 miliardi di euro di liquidità che serviranno per finanziare il rilancio del marchio Alfa Romeo illustrato nel piano industriale che lo scorso maggio Sergio Marchionne ha presentato a Detroit. Grazie a questa arguta operazione Marchionne rispetterà la promessa di non snaturare l'italianità di Ferrari, dandole la protezione di Exor e regalando, allo stesso tempo, preziosa liquidità a Fca per rispettare il piano industriale; d'altronde la Ferrari lasciata in eredità da Montezemolo gode di ottima salute e può permettersi di "regalare" i soldi della sua quotazione in borsa ad Fca. "È un'operazione che dà vantaggi da tutti i punti di vista. Quanto frutterà? Sarà il mercato a darne una valutazione, ma sono molto ottimista. È una grandissima opportunità anche per preservare l’italianità dell’azienda e la sua immagine di produttore di auto di lusso", dice Marchionne. Il CdA di Londra stabilisce anche un prestito obbligazionario da 2,5 miliardi di dollari rivolto a investitori istituzionali statunitensi e internazionali. Sicuramente si tratta di iniziative importanti, destinate ad incidere nei marchi Ferrari, Fiat e soprattutto Alfa Romeo: mentre molte persone, sulla pagina Facebook di NuvolariTV, reagivano con sdegno al passaggio di consegne di Montezemolo a Marchionne, ora la casa di Modena sembra poter intraprendere una strada più autonoma (pur finanziando, di fatto, Fca), magari in grado di restituirle il rispetto che merita anche in campo sportivo dopo le delusioni degli ultimi anni. La speranza, comunque, è che questa operazione che vuole - a detta di Marchionne - preservare l'italianità del marchio non implichi che Fiat, Alfa e Lancia siano condannate ad una perdita di italianità, nel design ma anche nell'ingegneristica. Un paradosso se pensiamo al glorioso passato italiano sia in termini di innovazione che di stile.
CONDIVIDI

Auto

Anche alcuni modelli di Audi richiamati per airbag difettosi. Si tratta del problema degli airbag Takata che coinvolge circa 850 mila Audi. Il richiamo dei veicoli per la sostituzione di componenti danneggiati o difettosi è diventata una consuetudine che le Case automobilistiche, ormai, sfruttano per un ritorno d'immagine: una situazione che a prima vista può danneggiare la reputazione del marchio ma che spesso finisce per rinforzarla grazie alla trasparenza e alla vicinanza che il cliente sente. Insomma, un'ulteriore garanzia di sicurezza e di controllo costante. Anche Audi, marchio tedesco diventato sempre più sinonimo di qualità ed affidabilità tedesca, richiama 850.000 veicoli in tutto il mondo per gli airbag difettosi costruiti dalla giapponese Takata. Si tratta di un problema noto da tempo, per cui il richiamo delle Audi, forse, è anche un po' tardivo. Tuttavia, pare che a differenza del problema precedente, qui si tratti solo di un problema al firmware che regola il funzionamento dell'airbag, per cui basterebbe un semplice upgrade. Quali Audi sono state richiamate per airbag difettosi [caption id="attachment_16290" align="alignnone" width="622"] Anche alcune Audi richiamate per airbag difettosi della Takata[/caption] Vediamo quali sono le vetture Audi richiamate per airbag difettosi. Come detto, si tratta di circa 850 mila veicoli: sono tutti A4 berlina. Gli airbag difettosi Takata si trovano sui modelli Limousine, Avant e Allroads costruiti dalla fine del 2011 a metà ottobre del 2014. Lo ha reso noto la Casa tedesca dalla centrale di Ingolstadt. Anche nel caso delle Audi, il problema è negli airbag Takata, il cui sistema elettronico talvolta non funziona. La Casa tedesca afferma che "sono state effettuate una serie di ricerche per individuare il problema: il richiamo riguarda alcuni modelli per i quali bisognerà effettuare una messa a punto del sistema elettronico". Attualmente non risultano incidenti in cui abbiano inciso gli airbag difettosi, ma sono in corso delle indagini per appurarlo. Ad ogni modo è impressionante che nei primi 6 mesi del 2014 ci siano stati 31,4 milioni di richiami nei soli Stati Uniti: gli airbag della Takata sarebbero presenti anche su BMW, Chrysler, Ford, Honda, Mazda, Nissan e Toyota.
CONDIVIDI
Segui Nuvolari su:

Via Tiburtina 924, 00156 Roma tel. +39 06.43224.1 fax +39 06.43224.777 - Via Boccaccio 4, 20123 Milano tel. +39 02 55410.829 fax +39 02.55410.734

www.ltmultimedia.tv - corporate@ltmultimedia.tv