E' stata un oggetto misterioso per anni e anni, con schiere di appassionati Aprilia in attesa di conoscere e vedere l'erede di quella RSV-Mille che tante soddisfazioni aveva regalato, sia in ambito sportivo, che nelle vendite. Dopo tante indiscrezioni, tante foto e, soprattutto tanta attesa, sul circuito di Misano Adriatico, la casa di Noale ha ufficialmente presentato la RSV4, la maxi-sportiva del leone che punta a divenire il riferimento per la categoria delle Superbike, sopratutto dopo la grande stagione di Max Biaggi in SBK
Compatta Fin dal primo sguardo ci si accorge subito di una cosa: l'Aprilia RSV4 non ha le dimensioni di una 1000cc, ma ricorda molto una sportiva di media cilindrata, se non addirittura una 250cc. D'altronde, non a caso la casa di Noale e' leader incontrastata nel Campionato del mondo della 'Quarto di litro' da diversi anni. Il merito di questa centralizzazione delle masse e quindi di questa compattezza estrema, e' da ricondursi al telaio, realizzato con elementi fusi e stampati in alluminio, e che si attesta su un peso di soli 10 kg, ma soprattutto al motore, quel 4 cilindri a V di 65 gradi, vera rivoluzione tra le supersportive moderne. Queste soluzioni hanno permesso inoltre, cosa da non sottovalutare, l'utilizzo di un forcellone più lungo per una trazione migliore
Motore esclusivo Il propulsore e' un 4 cilindri a V da 999,6 cc, con 4 valvole per cilindro, ed un contralbero per smorzare le vibrazioni. Sviluppato interamente dall'ing. Claudio Lombardi con la supervisione del reparto Ricerca e Sviluppo Aprilia, questo propulsore e' stato un motore che aveva fatto parlare molto di se' per la sua natura,e su cui molti, tra esperti e non, avevano sollevato qualche dubbio. Ma il V4 da 65 gradi ha sorpreso tutti per compatezza e potenza. Il risultato ha portato infatti ad ottenere un motore in grado di spingere ai massimi livelli il rapporto tra alesaggio e corsa, utilizzando alesaggi elevati, e conseguentemente valvole piu' grandi. Cio' ha permesso una 'respirazione' migliore e,soprattutto, la possibilita' di arrivare fino a 14.000 g/m.
Come va Ma per capire fino in fondo una moto non basta analizzarla. Serve provarla. E' quando si sale in sella che un test puo' dirsi del tutto probante. Partiamo proprio da questo quindi, dalla posizione, non troppo caricata in avanti rispetto alle dirette concorrenti da 1000 cc, per la soddisfazione dei polsi. Fin dai primi giri comunque ci si accorge che le impressioni da fermi erano del tutto fondate. La RSV4 e' una moto agile, snella e leggera. Il suo mondo, a livello telaistico, si trova proprio sul misto stretto. E' una moto che ricorda molto da vicino le 250 GP per la sua velocita' fulminea di inserimento in curva. L'avantreno inoltre, fornisce assoluta confidenza, risultando preciso in inserimento, ma anche molto stabile. Cio' che impressiona pero' e' senza ombra di dubbio il motore, dotato di 'Ride by Wire', di due iniettori per cilindro, e di cornetti ad alterzza variabile, gestiti elettronicamente. Non e' tanto la potenza massima, piuttosto e' la progressione a meravigliare, corposa e lineare fin dai primissimi giri, per poi scatenare la bestia che ha in se attorno ai 9.000 g/m fino addirittura ai 14.000 g/m. Niente male considerando che stiamo comunque parlando di una moto di serie. E non e' finita qui perche', a gas chiuso, e' possibile azionare tre differenti mappature del motore: R (Road), S (Sport) e T (Track). A conti fatti una moto che unisce la leggerezza e l'immediatezza del telaio con la progressione fin dai bassi regimi del motore.
Componenti di qualità Naturalmente sia all'anteriore che al posteriore, la RSV4 monta Ohlins, con la forcella Upside-down da 43mm, ed il mono posteriore regolabile in precarico, compressione, estensione e lunghezza. L'impianto frenante monta invece le pinze Brembo radiali monoblocco con doppio disco flottante d'acciaio da 320mm.
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