di Mauro Coppini
La road map che ci condurrà all’auto del futuro è ormai tracciata. E sono note anche le tappe che segneranno il percorso. Dapprima sarà l’auto ibrida ad assicurarsi una popolarità crescente: A Toyota e Honda che da una decina di anni si sono avviate a questa strada con la Prius e la Insight si affiancheranno a breve tutti gli altri costruttori. Dalle city car, come la Smart alle grandi berline come la Mercedes classe E e i Suv come la Porche Cayenne mentre si diffonderanno sempre più gli ibridi 'plug in' , come quello già presentato dalla Volvo, in grado di procedere solo con la motorizzazione elettrica all’interno dei centri urbani. Piu' avanti toccherà all’auto elettrica a batteria e solo a partire dal 2020 arrivera' a maturazione l’auto elettrica abbinata a batterie fuell cell. Una lunga fase di transizione all’interno della quale il ruolo delle batterie è destinato a diventare strategico. Non quelle al piombo, naturalmente, ma quelle al litio che dai settori della telefonia mobile e dei computer si sono rapidamente estese all’auto. Il litio è un metallo leggero fino ad ora usato solo in piccole dosi in farmaci e prodotti industriali ma destinato a diventare un materiale strategico.
Il problema è che il 50% del litio presente sulla terra si trova tutto concentrato sotto uno strato di sale di appena un metro nel deserto di Salar di Uyuni in Bolivia. Remoto e difficilmente accessibile perché si trova ad oltre 3700 metri di altezza. Un tesoro che il governo boliviano non intende farsi scappare di mano, sicuro che quel deserto di sale potrebbe diventare quello che il petrolio rappresenta per gli emirati arabi. Il momento della svolta – affermano - coinciderà con il lancio della Volt della General Motors, previsto per il 2011 quando l’auto elettrica potrebbe approdare alla grande serie. Se davvero avrà successo allora il prezzo del litio potrebbe decollare. Per questo il presidente della Bolivia Morales gioca d’anticipo. Per il 2011, infatti, la prima fabbrica destinata all’estrazione del prezioso materiale sarà una realtà mentre il processo di nazionalizzazione dei giacimenti dovrà venire a patti con la disponibilità di tecnologie in continua evoluzione in possesso delle grandi multinazionali.
E tu? Cosa ne pensi? inviaci la tua mail all'indirizzo nuvolari@nuvolari.tv. E per saperne di piu' non perdere l'appuntamento quotidiano su Nuvolari TV con Magazine






