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Ayrton Senna - In ricordo di una Leggenda
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'Il mio nome e' Ayrton e faccio il pilota, e corro veloce per la mia strada'. Comincia cosi' il tributo che un artista come Lucio Dalla ha voluto offrire all'ultima leggenda che la Formula 1 ha mostrato al mondo: Ayrton Senna. Brasiliano, classe 1960, con quegli occhi profondi, seri, malinconici, che celavano timidezza ed allo stesso tempo determinazione, professionalita' e voglia di migliorarsi sempre. Questo era l'Ayrton Senna che traspariva. Umile e pacato nei modi fuori pista quanto forte, spietato e dotato di un talento cristallino.

1984: IL MONDO CONOSCE SENNA- La vetrina e' di quelle importanti: il Gran Premio di Montecarlo del 1984. E' in quell'occasione che un giovanissimo Senna mostra al mondo la sua classe sotto la pioggia. Il brasiliano, a bordo di una Toleman-Hart, e' autore di una rimonta grandiosa nei confronti di Alain Prost. Sembrava il preludio ad una vittoria ormai annunciata, con il francese che girava con un ritmo peggiore di ben sei secondi, ma l'interruzione della corsa per l'eccessivo quantitativo di acqua in pista negarono il trionfo a Senna. Il gp di Montecarlo 1984 fu un piccolo anticipo di una rivalita' storica: Senna contro Prost.

LA PARENTESI LOTUS- Chi mette gli occhi addosso al talento brasiliano e' la Lotus, che ingaggia Senna per il 1985. Bastano due gare, e Senna porta la vettura del team inglese alla vittoria. L'occasione e' il gp di Portogallo, disputatosi anch'esso sotto una pioggia torrenziale. Non ci sono piu' dubbi: Senna e' un talento, e la sua classe, in condizioni quantomeno estreme, riesce sempre ad uscire fuori. Le vittorie sotto la pioggia, cosi' come la grande sensibilita' e velocita' in prova diventeranno il suo marchio di fabbrica negli anni a venire. Purtroppo la Lotus non e' all'altezza del talento del brasiliano: Senna puo' lottare per dei piazzamenti, qualche vittoria, e per le Pole Position (7 nel solo 1985), ma la vettura e' fragile e spesse volte lo lascia a piedi.

IRIDATO CON McLAREN- L'anno e' il 1988 e Senna raggiunge in McLaren quello che diverra' il suo piu' acerrimo nemico: Alain Prost. La stagione e' marchiata dal duello tra i due piloti McLaren: la MP4/4 e' una vettura fantastica, una spanna sopra a tutte le altre, tanto che conquista 15 dei 16 gran premi della stagione. A Suzuka, penultima prova del campionato del Mondo, Senna puo' gia' laurearsi Campione. Nonostante la Pole Postion conquistata, il brasiliano parte male, rimane invischiato a centro-gruppo, ma non si perde d'animo ed inizia una furiosa rimonta. Prost dal canto suo non puo' nulla e subisce al 28esimo passaggio il sorpasso di Senna che si invola verso il suo primo titolo iridato.

IL PALCOSCENICO DI SUZUKA- L'anno seguente il duello tra Prost e Senna si rese ben piu' aspro. La McLaren MP4/5 era ancora la vettura piu' veloce del lotto, ma evidenziava qualche problema di affidabilita'. Senna fu costretto a qualche ritiro di troppo. Si arriva a Suzuka, sul tracciato di proprieta' Honda, 12 mesi dopo l'alloro del brasiliano. Questa volta e' Prost in vantaggio in classifica, ma tutto e' ancora in gioco. Al via, Prost scatta davanti al suo rivale. Il duello dura per quasi tutta la gara, fino a cinque tornate al termine, quando alla Chicane prima del traguardo, il brasiliano si infila all'interno. Prost, in esterno di traiettoria ma ancora avanti, sterza bruscamente anticipando la traiettoria e, di fatto, andando ad urtare il suo team-mate. Per il francese gara conclusa, mentre Senna, aiutato dai commissari, rientra in pista tagliando la chicane. Mancano quattro giri, la rimonta a quel punto su Alessandro Nannini e' furiosa. Senna riesce nell'impresa, taglia il traguardo per primo riaprendo la lotta per il titolo iridato ad una corsa dal termine. Almeno cosi sembrerebbe, perche' sul gradino piu' alto del podio sale Nannini. Senna infatti viene squalificato per il taglio di chicane (a cui pero' era stato autorizzato da un commissario di pista) e per violazione del regolamento. Prost era campione del Mondo.
Un episiodio questo, che inaspri' fortemente il rapporto tra i due piloti McLaren. Senna si sentiva tradito, frustrato. Gli occhi malinconici del brasiliano gridavano vendetta. Vendetta contro Prost, e contro la federazione retta dal transalpino Jean Marie Balestre.

LA VENDETTA SI SERVE SU PIATTO FREDDO- Un anno dopo ancora Senna contro Prost, ma con quest'ultimo passato in Ferrari. Ancora una volta il destino decide che il Sol Levante deve decidere le sorti del campionato del Mondo 1990. Senna medita vendetta. Nei suoi occhi c'e' ancora quella vittoria secondo lui rubata un anno prima. Il brasiliano e' in vantaggio in classifica, ma il francese nelle ultime gare aveva ridotto il gap. Al via Prost si invola in testa seguito da Senna. I due pero' non percorreranno nemmeno la prima curva; Senna ritarda apposta la frenata: Ferrari #1 e McLaren #27 nella polvere. Il brasiliano vince il campionato per la seconda volta: 'A volte le gare finiscono a sei giri dal termine, a volte alla prima curva'.

GLI ULTIMI ANNI IN McLAREN- Il 1991 porta il terzo alloro per il paulista. Una vittoria non piu' basata sul confronto con Prost, afflitto da problemi in Ferrari, ma con Mansell ed una Williams sempre piu' in crescendo. La scuderia guidata da Sir Frank, sara' protagonista nel 1992 con Mansell e nel 1993 con Prost.
Senna e' frustrato: la McLaren e' in netto ritardo tecnico, ed infatti i confronti con l'inglese e con il francese lo vedranno uscire sconfitto. Quello che pero' le statistiche non raccontano e' la vittoria epica di Donington Park nel 1993. Una dimostrazione di dominio, di superiorita' imbarazzante, sotto un diluvio di proporzioni gigantesche. Nel corso del primo giro sovrasta letteralmente i suoi avversari con quattro sorpassi uno piu' bello dell'altro, e terminando la corsa con un minuto e mezzo di vantaggio su Demon Hill, ed un giro su quello che sarebbe stato il campione del Mondo, Alain Prost.

IL PASSAGGIO ALLA WILLIAMS- Senna vuole vincere. A tutti i costi. E' per questo che prende il posto del ritirato Prost nel 1994 alla guida della Williams. Sembra un Mondiale gia' assegnato: il miglior pilota con la vettura migliore. Ma qualcosa sembra non andare. Senna e' contratto, malinconico. Sbaglia alla prima gara ad Interlagos lasciando la vittoria ad un giovanissimo Schumacher. Sbaglia al gp del Pacifico, invischiato in un incidente alla prima curva.
Si arriva ad Imola. il week-end e' coperto dal velo della tragedia fin dal venerdi: Barrichello alla variante bassa rischia la vita, ma se la cava con alcune ferite. Il sabato alla Villeneuve la Simtek di Ratzenberger esce andando a sbattere violentemente. Per il povero austriaco sopraggiungera' la morte in ambulanza. La domenica si corre nonostante tutto. L'atmosfera e' strana, malinconica. L'odore della benzina, dei motori, si infange con la consapevolezza della fragilita' umana. Al via un incidente tra Lheto e Lamy provoca il ferimento di alcuni spettatori. La Safety car entra in pista con Senna primo seguito da Schumacher.
Ore 14.17. Senna transita sul traguardo in quello che e' il secondo giro di gara dal re-start. In quello che sara' l'ultimo. E' un attimo, un lampo, un flash. La telecamera segue la Williams #2 fino alla fine del rettilineo. L'inquadratura cambia: al Tamburello Senna affronta la curva in pieno. Ogni spettatore, ogni tifoso, ogni appassionato a quel punto ha avuto lo stesso, medesimo, velocissimo impulso: 'Perche' non gira?'; e' un attimo, perche' la risposta arriva cruda, dura, immediata. 'e ho capito che Dio mi aveva dato il potere di far tornare indietro il mondo rimbalzando nella curva insieme a me mi ha detto, chiudi gli occhi e riposa, e io ho chiuso gli occhi.
Il mio nome è Ayrton e faccio il pilota
(Lucio Dalla - Ayrton)

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