Un campione si dimostra tale quando, nel momento in cui capisce i propri sbagli, li ammette e chiede scusa. Ma questo non significa essere solo campioni in pista, quanto campioni anche nella vita.
La gogna mediatica - lo ammettiamo - negli ultimi giorni aveva un pò crocefisso Max Biaggi dopo il brutto gesto nei confronti di Marco Melandri. A ragione o torto, le mani addosso non si mettono mai in un confronto. E' una regola vecchia come il mondo, che comporta un punto fondamentale: il rispetto. E Biaggi, da campione qual è, l'ha capito. L'ha ammesso. E ha chiesto scusa.
"Sono stato un pollo. Un campione del mondo non deve cedere a provocazioni più o meno forti. Mi dispiace perché ci sono caduto". Il pilota romano, pur con alcune riserve, ha tenuto comunque a scusarsi.
"Mi dispiace perché non avrei dovuto fare quel gesto - ha proseguito, riferendosi ai due schiaffi assestati sulla guancia di Marco in pit-lane - Tutti possono sbagliare, sono fatto di carne e ossa e l'importante è riconoscere l'errore. Io sono molto astuto in alcune cose, ma davvero un pollo in altre. Spero di fare tesoro di questo fatto e di riaprire il campionato perchè abbiamo perso molti punti, ma siamo solo alla seconda gara e il campionato è molto lungo"
In precedenza, lo stesso Melandri, aveva stemperato l'accaduto, ammettendo anche di averlo un pò provocato: "Io mi sono affiancato (dopo l'episodio del rallentamento ndr), gli ho fatto i complimenti ed un paio di sorpassi, neanche duri, solo per avvertirlo che deve stare un pò in occhio. Se ci fossimo trovati sul podio la mano gliel'avrei anche data. Di sicuro non l'avrei invitato a cena".
Discorso chiuso quindi, con entrambi i piloti che hanno dimostrato buon senso, nella speranza che sia solo la pista a parlare.






