F1 2011 - Barcellona: cosa sta succedendo in Ferrari?
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F1 2011 from Barcellona. La domanda è una sola: cosa sta succedendo in Ferrari? Com'è possibile che la Scuderia abbia potuto subire l'onta di un doppiaggio dopo essere stata in vetta per 18 giri?

Secondo la teoria del Butterfly effect, da qualche parte del mondo si stà per scatenare un uragano di proporzioni apocalittiche, generato dalle presumibili urla del presidente Montezemolo. 

Ok, il 2011 non è partito secondo le aspettative. La 150° Italia è nata male. Va bene, nel passo di gara la vettura di Maranello è ben più veloce che in qualifica. E ci sta pure che purtroppo la galleria del vento abbia fornito dati sbagliati. Ci può stare tutto, ma per una scuderia normale, non per la Scuderia. Inammissibile essere doppiati. E inammissibile continuare nelle solite parole di circostanza.

La 150° Italia è nata male, e a poco servono gli aggiornamenti e gli sviluppi. La vettura non ha carico aerodinamico, e adotta soluzioni scartate da altri team. 

E' lo stesso Fernando Alonso che analizza la questione e senza troppi peli sulla lingua: "Ci manca carico aerodinamico: qui non avevamo un’ala adatta a questo tracciato. Dobbiamo analizzare bene il comportamento di tutte le modifiche che abbiamo portato per questo Gran Premio e capire perché in quindici giorni abbiamo perso terreno nei confronti di Red Bull e McLaren."

 

Manca Downforce, manca carico. E manca anche peso politico. Quanto accaduto nella notte del venerdi, fino a pochi anni fa non sarebbe stato nemmeno considerato. Maranello porta una nuova ala posteriore, con un'appendice. Un'interpretazione del regolamento considerata "intelligente" da Charlie Whiting. Un'interpretazione intelligente che però viene bocciata. 

La vettura - dicevamo - è palesemente inferiore. Soluzioni che dovevano garantire vantaggi nell'ordine di 5-6 decimi si son rivelate fallimentari. Un esempio su tutti, lo schema sospensivo push rod, che avrebbe permesso uno sfruttamento più delicato delle coperture Pirelli. Per carità, le morbide in assetto da gara vengono sfruttate bene. Peccato che le Prime, le dure, al Montmelò semplicemente non hanno funzionato. Vedere Alonso beccarsi 2-3 secondi al giro è stato avvilente. 

La Ferrari quindi delude. Ma illude anche. Ed è questo quello che fa più male. Promesse, volontà, analisi e quant'altro. E intanto Red Bull e McLaren scappano. "La verità è che noi abbiamo fatto un passo avanti, ma Red Bull e McLaren ne hanno fatti due" ha chiosato Alonso. 

E vien da pensare che a Maranello abbiano fatto benissimo a prolungare il contratto di Alonso. Perchè le prestazioni della 150° Italia vengono rispecchiate da quanto sta facendo Felipe Massa in questo 2011: naviga a centro gruppo, lotta, arranca, e con le Prime si fa passare dal rookie Sergio Perez (passato e futuro di Maranello?).

L'asturiano ieri ha compiuto un vero e proprio miracolo: partenza eccezionale, e prima posizione mantenuta per ben 18 giri. Poi il nulla, il crollo. E non ci si può affidare a "piste in cui non ci saranno le dure, ma morbide ed extra-morbide". Sarebbe come tornare indietro agli anni bui in cui in Ferrari attendevano la pioggia per qualche exploit. 

A conti fatti, in Ferrari non hanno mantenuto le promesse all'indomani di Abu Dhabi 2010: dettare il ritmo, ritrovarsi all'avanguardia. A Maranello anzi, hanno pericolosamente sbandato in questo vortice di novità regolamentari, tra il divieto del doppio diffusore, il Drug Reducing System e - sopratutto - le gomme Pirelli. Troppe variabili per una stagione "atipica" che rischia di concludersi dopo nemmeno 5-6 gare. 

E, parlando di "atipico", tra nemmeno una settimana si scende in pista tra i muretti di Montecarlo, dove sarà fondamentale il grip più che l'aerodinamica. Che possa essere uno dei pochi exploit di una stagione - per il momento - fallimentare? 

 

Di: Flavio Atzori




articolo del: 23/05/2011


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