A riflettori abbassati - Felipe Massa ed il dramma sfiorato
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E' a riflettori abbassati, come il titolo propone, che vogliamo analizzare la drammatica vicenda di Felipe Massa. Perchè tutta questa storia ha suscitato, come è normale che sia, un forte clamore mediatico, con notizie sempre più incalzanti, e talvolta, anche allarmistiche. Nuvolari ha preferito attendere ed approfondire. Capire, e cercare di mostrare la vicenda umana e professionale che gira intorno ad una 'semplice' molla; a pochi centimetri che, in questo caso, hanno fatto la differenza; agli incubi di ricordi passati; alla speranza. Felipe Massa ha ricevuto un miracolo dal cielo. Oppure è stato il destino, il fato, il caso. Decidete voi.

Vicenda Umana
Quando la telecamera della regia internazionale è andata di corsa ad inquadrare la Ferrari F60 numero 3 incastrata dentro gli 'Air-fence', molti, tra addetti ai lavori e non, avevano intuito che non si era trattato di un semplice incidente. No, era accaduto qualcosa di diverso, di non previsto. Troppo piegato in avanti il casco Shubert da 1350 grammi con l'effige del Brasile, della terra Natale di Felipe. La mimica dei commissari ne era una ulteriore conferma. E quegli attimi lunghi e brevi, interminabili per molti, venivano colmati da vari replay dove si cercava di capire cosa fosse accaduto. Perchè la Ferrari di Felipe Massa è arrivata dritta verso le protezioni, tagliando di netto una curva? Cosa era successo?

Le immagini, le foto spesse volte raccontano più di qualsiasi parola. Ed ecco allora lo sguardo pietrificato e shockato del pilota estratto dalla monoposto, e prima ancora la maschera di quiete che a malapena Rob Smedley, capomeccanico di Felipe, riusciva a tenere, celando una evidente apprensione. L'operazione, i timori, la paura per la carriera del pilota, con quell'occhio lacerato. Le notizie frammentarie e, talvolta, contraddittorie poi, non aiutavano di certo ad offrire conforto a chiunque volesse sapere della sua sorte.
Ora lo possiamo affermare: Felipe Massa sta bene e, con ogni probabilità potrà tornare a correre nel 2010. Lo attende un tranquillo recupero nella sua casa in Brasile.

Il fattore sicurezza e la Fatalità
Una domanda, nell'analizzare questa vicenda, a questo punto è d'obbligo. Qual è il confine tra margine di sicurezza e fatalità? Fino a che punto la tecnologia ha fatto questi tanto decantati passi da gigante? La domanda, è una provocazione bella e buona, ma fino ad un certo punto. Da una parte è certamente vero che se Felipe Massa oggi è vivo lo si deve a tutti gli standard di sicurezza aumentati a 360 gradi da Mosley dopo il tragico 1994: la struttura del casco in carbonio, le vie di fuga aumentate nei circuiti, la scocca della monoposto e, non da ultimo, il collarino Hans.
E' anche vero però, che è...'bastata' una molla, un semplice pezzo d'acciaio del peso di 700 grammi, per far capire come, talvolta, la differenza tra la vita e la morte, è una mera questione di centimetri. Felipe Massa in quel giro stava rientrando ai box e quindi procedeva ad un'andatura ben inferiore rispetto a quanto quel tratto rettilineo prevedesse; probabilmente, questo gli ha salvato la vita. Cosa non accaduta appena una settimana prima al giovanissimo Henry Surtess in Formula 2. In quell'occasione, a Brands Hatch, una gomma aveva colpito la testa del giovane driver, uccidendolo sul colpo. Eppure, gli standard di sicurezza della Formula 2, prevedevano ganci alle ruote. Una mera questione di centimentri e di fortuna. O di destino, di fato, di caso, decidete voi.
E allora qual è il punto nodale della vicenda, al di là del lato umano? Il punto è che la fatalità esisterà sempre. Sono le corse; il rischio è insito nel dna delle gare e degli sport motorisitici in generale. Questo non vuol dire che la ricerca sulla sicurezza sia una battaglia persa in partenza, anzi.

Sono passati i tempi in cui il filo tra vita e morte nelle corse era molto sottile e, non smetteremo mai di ripeterlo, se oggi Felipe Massa è vivo e vegeto, lo deve a tutto il progresso sul tema della sicurezza. L'importante è non dimenticarsi che la sicurezza assoluta probabilmente non ci sarà mai. 'Penso spesso alla morte, sperando che lei non pensi a me, diceva Patrick Tambay nel suo grande realismo. In questo caso è stata una questione di centimetri. O di un Miracolo. O di destino, di fato, di caso. Decidete voi.


articolo del: 03/08/2009


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