Honda CBR 1000RR - Nata per le corse
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La filosofia di casa Honda e' stata da sempre quella della 'moto per tutti', di un veicolo che chiunque, teoricamente, potesse guidare. Da questa volonta' negli ultimi anni erano nate le CBR 1000 in grado di vincere anche il Mondiale Superbike con James Toseland nel 2007. Per l'utente medio pero', la CBR era sinonimo di moto senza un'anima forte. Equilibrata, senza difetti di sorta, ma un po' troppo morbida per chi avesse voluto correre in pista.
CAMBIO DI PASSO- Dalle parti di Tokio pero' devono aver cambiato idea, visto che l'ultima versione della CBR1000 ha cambiato decisamente passo. Niente piu' compromessi, ma una moto compatta ed estrema, nata per le esigenze delle curve tra i cordoli. La parola d'ordine quindi e' stata quella di centralizzare le masse, per rendere la CBR una moto il piu' possibile reattiva e pronta ai cambiamenti di carico. Questo ha portato a nuove quote con piastre forcella piu' strette, un canotto ora inclinato di 23°18' ed un interasso ora piu' lungo di 5mm. La fonte di ispirazione? Ovviamente la RC212V del Mondiale MotoGP.
SORELLA MINORE- Fin dai primi sguardi si percepisce immediatamente come in Honda si siano ispirati al prototipo di MotoGP per la nuova Fireblade: un frontale pronunciato ma funzionale, con le bocche di aspirazione poste sotto i fari, mentre il posteriore si presenta con un codino rastremato al massimo. Anche lo scarico minuscolo, non piu' sotto la sella, ma posto accanto al forcellone, puo' essere visto, oltre che come soluzione tecnica interessante, anche come ulteriore elemento di stile di questa 1000.
COMPONENTI AL TOP- Il motore e' stato completamente rivoluzionato dal modello precedente: la cilindrata e' arrivata a 999,8cc, con una perdita di peso di 2,5 Kg, ma con un incremento prestazionale che porta il porpulsore a sprigionare 177Cv a 12.000 g/m ed una coppia massima di 113.8 Nm a 8500 g/m. Merito dei pistoni forgiati maggiorati di un millimetro, dei cilindri trattati con un rivestimento detto JCP, e delle valvole di aspirazione in titanio. Ultime chicche per gli appassionati, l'ammortizzatore di sterzo elettronico piu' compatto e montato sulla piastra di sterzo, ma soprattutto la frizione antisaltellamento montata di serie.
CAMBIO DI PASSO- Dalle parti di Tokio pero' devono aver cambiato idea, visto che l'ultima versione della CBR1000 ha cambiato decisamente passo. Niente piu' compromessi, ma una moto compatta ed estrema, nata per le esigenze delle curve tra i cordoli. La parola d'ordine quindi e' stata quella di centralizzare le masse, per rendere la CBR una moto il piu' possibile reattiva e pronta ai cambiamenti di carico. Questo ha portato a nuove quote con piastre forcella piu' strette, un canotto ora inclinato di 23°18' ed un interasso ora piu' lungo di 5mm. La fonte di ispirazione? Ovviamente la RC212V del Mondiale MotoGP.
SORELLA MINORE- Fin dai primi sguardi si percepisce immediatamente come in Honda si siano ispirati al prototipo di MotoGP per la nuova Fireblade: un frontale pronunciato ma funzionale, con le bocche di aspirazione poste sotto i fari, mentre il posteriore si presenta con un codino rastremato al massimo. Anche lo scarico minuscolo, non piu' sotto la sella, ma posto accanto al forcellone, puo' essere visto, oltre che come soluzione tecnica interessante, anche come ulteriore elemento di stile di questa 1000.
COMPONENTI AL TOP- Il motore e' stato completamente rivoluzionato dal modello precedente: la cilindrata e' arrivata a 999,8cc, con una perdita di peso di 2,5 Kg, ma con un incremento prestazionale che porta il porpulsore a sprigionare 177Cv a 12.000 g/m ed una coppia massima di 113.8 Nm a 8500 g/m. Merito dei pistoni forgiati maggiorati di un millimetro, dei cilindri trattati con un rivestimento detto JCP, e delle valvole di aspirazione in titanio. Ultime chicche per gli appassionati, l'ammortizzatore di sterzo elettronico piu' compatto e montato sulla piastra di sterzo, ma soprattutto la frizione antisaltellamento montata di serie.
articolo del: 18/04/2009
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