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'Quando i morti risorgono e tornano a combattere allora la battaglia è persa'. La guerra che oppone la Federazione Internazionale dell’automobile alla associazione dei costruttori assomiglia ad un sequel di un classico film dell’horror. Come nella notte dei morti viventi , infatti, i caduti sul campo risorgono per continuare le ostilità. E così nel momento stesso in cui la Fota annuncia trionfante di aver sgominato l’odiato presidente della Fia, Max Mosley riappare sulla scena per ribadire il suo ruolo e la sua determinazione nel continuare a rimanere al vertice dello sport automobilistico mondiale. Per la verità l’annuncio di Montezemolo era sembrato un pò fuori luogo, almeno nei toni.

Alla fine non è che la Fota avesse ottenuto granché al termine di un crescendo di minacce culminate nell’annuncio del varo di un campionato alternativo. Il regolamento della FIA è stato accettato in pieno e infatti l’eliminazione del budget cup era già stata ottenuta senza colpo ferire. Così come quelle del Kers che, bisogna pur ricordarlo, era stata accolta con entusiasmo proprio da quelle squadre che oggi lo contestano. E d’altra parte in quello che avrebbe dovuto essere lo scontro finale non c’era più traccia di quella animosità che lo aveva preceduto.

Ecclestone aveva ottenuto il via libera per governare la parte commerciale della formula fino al 2012 e Mosley, in cambio aveva confermato la sua intenzione di non ricandidarsi alla presidenza alla scadenza del suo mandato prevista per il prossimo mese di ottobre come già annunciato da almeno un anno.

Difficile a quel punto discernere tra vincitori e vinti. Forse per questo il presidente della Fota ha preferito prendere l’iniziativa e , almeno sul piano mediatico, quello che appariva a tutti gli effetti un armistizio frutto della debolezza di tutte e due le parti, in una vittoria senza se e senza ma. Una mossa azzardata perché non ha fatto altro che rimettere in gioco Max Mosley questa volta nella veste di difensore di una Fia umiliata ed offesa. Ma intanto il tempo passa e qualcuno comincia ad accorgersi che, alla faccia della riduzione dei costi, per partecipare con qualche possibilità di successo al mondiale 2010 bisognerà varare investimenti senza precedenti. L’eliminazione delle soste per il rifornimento, infatti, rende necessario riprogettare daccapo le monoposto di formula 1. Nessuna componente, neppure la più marginale uscirà indenne da questo processo di rivisitazione. Un serbatoio del carburante capace di 200 litri di carburante trasformerà radicalmente l’aspetto delle monoposto ed il loro bilanciamento. Ci si troverà di fronte ad un sistema a massa variabile che nell’arco della gara porterà la vettura a perdere più 20% del suo peso anche nel caso di una riduzione del chilometraggio dei Gran Premi.

Ed anche i motori e le trasmissioni dovranno essere rivisitati alla ricerca di una maggiore efficienza in funzione della riduzione dei consumi e quindi del peso del carburante imbarcato. Per non parlare delle implicazioni tutt’altro che trascurabili sul piano della sicurezza. Uno scenario all’interno del quale il ruolo del pilota collaudatore diventerebbe essenziale. Ed infatti la Ferrari ha già aperto la campagna acquisti che, secondo una vecchia tradizione, si basa su anticipazioni stampa per le quali sono Massa e Raikkonen i veri punti deboli di una F60 in disarmante difficoltà.Una situazione di transizione che porta acqua al mulino di un Max Mosley che ritiene necessaria più che mai la presenza di una Fia vigile e determinata. E se non sarà Mosley a guidarla è già pronta la candidatura, caldeggiata proprio da Mosley e vista con una certa ostilità dalla Ferrari ,di uno Jean Todt che appare fin d’ora ben poco disponibile al compromesso. Specie se questo tende a identificare il controllore con il controllato.

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articolo del: 30/06/2009


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