MotoGP - Valencia, Gara: Sei (sette) personaggi in cerca d'autore
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Valencia. Sei personaggi in cerca d'autore, anzi sette. Sei (sette) attori che vogliono recitare ognuno la propria parte. In un palcoscenico, l'ultimo del campionato, dove ognuno vuole recitare la parte del capocomico, senza esclusione di colpi. Casey Stoner, Jorge Lorenzo, Valentino Rossi, Marco Simoncelli, Daniel Pedrosa, Ben Spies, Andrea Dovizioso. Tutti al cospetto del regista motociclistico.
Ognuno aveva una storia da portare dietro, una storia da scrivere e raccontare. Stoner per salutare la Ducati con una vittoria, cosi come Rossi. Lorenzo per mostrare ancora una volta che il titolo è meritato fino in fondo. Il giovane emergente Simoncelli, che vuol mostrare il suo talento, Spies per far capire che la Yamaha ha fatto bene a puntare su di lui. Daniel Pedrosa per dimostrare che il dolore si batte con la passione, e Dovizioso, per dimostrare di avere diritto di essere un rider HRC. Sette personaggi, sette storie.
Una guerra quella messa in mostra, fin dai primi giri. Nicky Hayden comparsa di lusso esce al secondo giro. Staccata dopo il rettilineo di partenza, anteriore che chiude e sipario abbassato.
Jorge Lorenzo e Marco Simoncelli subito ai ferri corti. E' un duello di sciabola più che di fioretto, fatto di colpi duri ma leali. Sorpassi e controsorpassi, con Lorenzo prim'attore consumato che non ci sta a lasciar la luce al giovane e arrembante Simoncelli. Tanto che si arriva al contatto all'ultima curva. Il maiorchino è in piedi per miracolo, perde posizioni, scuote la testa, e si mette in testa la meravigliosa idea di andare a recuperare posizioni su posizioni.
Nel frattempo, c'è Rossi che attacca Simoncelli. Staccata all'esterno e sorpasso da manuale alla seconda curva. Stoner invece è autore di un monologo fatto di virgole e traversi. La dura posteriore gli permette comunque di stare davanti, ma il passo non è quello del week end
Pedrosa intanto comincia a perdere sempre più terreno. La spalla fa male, e il braccio si intorpidisce sempre più. Rossi capisce che il momento è cruciale e passa lo spagnolo. E cosi fà Lorenzo. E' un terzetto al comando a dettare le leggi del palcoscenico. Dietro, Simoncelli, Dovizioso e Spies recuperano su Pedrosa. Son duelli paralleli, per la vittoria da una parte, per la supremazia pura e semplice dall'altra.
Stoner non ne ha, Lorenzo attacca a otto giri dal termine e si invola solitario, anzi solista, fin sotto alla bandiera a scacchi. Rossi ha già mollato da tempo, e transita a quasi 9 secondi. Dietro, Spies fa la parte del leone, rimonta e conclude quarto, nonostante la caviglia malconcia, davanti a Dovizioso, Simoncelli e Pedrosa, stoico a concludere.
Si chiude il sipario della Motogp, appuntamento ai prossimi test, dove ogni attore sarà un nuovo personaggio: Rossi su Ducati, Stoner su Honda, Spies sulla Yamaha ufficiale. Per questo 2010 la luce dei riflettori si è poggiata su Lorenzo. Ma le luci della ribalta ora devono essere protette. La caccia alla corona 2011 è ufficialmente aperta.
Di: Flavio Atzori
Ognuno aveva una storia da portare dietro, una storia da scrivere e raccontare. Stoner per salutare la Ducati con una vittoria, cosi come Rossi. Lorenzo per mostrare ancora una volta che il titolo è meritato fino in fondo. Il giovane emergente Simoncelli, che vuol mostrare il suo talento, Spies per far capire che la Yamaha ha fatto bene a puntare su di lui. Daniel Pedrosa per dimostrare che il dolore si batte con la passione, e Dovizioso, per dimostrare di avere diritto di essere un rider HRC. Sette personaggi, sette storie.
Una guerra quella messa in mostra, fin dai primi giri. Nicky Hayden comparsa di lusso esce al secondo giro. Staccata dopo il rettilineo di partenza, anteriore che chiude e sipario abbassato.
Jorge Lorenzo e Marco Simoncelli subito ai ferri corti. E' un duello di sciabola più che di fioretto, fatto di colpi duri ma leali. Sorpassi e controsorpassi, con Lorenzo prim'attore consumato che non ci sta a lasciar la luce al giovane e arrembante Simoncelli. Tanto che si arriva al contatto all'ultima curva. Il maiorchino è in piedi per miracolo, perde posizioni, scuote la testa, e si mette in testa la meravigliosa idea di andare a recuperare posizioni su posizioni.
Nel frattempo, c'è Rossi che attacca Simoncelli. Staccata all'esterno e sorpasso da manuale alla seconda curva. Stoner invece è autore di un monologo fatto di virgole e traversi. La dura posteriore gli permette comunque di stare davanti, ma il passo non è quello del week end
Pedrosa intanto comincia a perdere sempre più terreno. La spalla fa male, e il braccio si intorpidisce sempre più. Rossi capisce che il momento è cruciale e passa lo spagnolo. E cosi fà Lorenzo. E' un terzetto al comando a dettare le leggi del palcoscenico. Dietro, Simoncelli, Dovizioso e Spies recuperano su Pedrosa. Son duelli paralleli, per la vittoria da una parte, per la supremazia pura e semplice dall'altra.
Stoner non ne ha, Lorenzo attacca a otto giri dal termine e si invola solitario, anzi solista, fin sotto alla bandiera a scacchi. Rossi ha già mollato da tempo, e transita a quasi 9 secondi. Dietro, Spies fa la parte del leone, rimonta e conclude quarto, nonostante la caviglia malconcia, davanti a Dovizioso, Simoncelli e Pedrosa, stoico a concludere.
Si chiude il sipario della Motogp, appuntamento ai prossimi test, dove ogni attore sarà un nuovo personaggio: Rossi su Ducati, Stoner su Honda, Spies sulla Yamaha ufficiale. Per questo 2010 la luce dei riflettori si è poggiata su Lorenzo. Ma le luci della ribalta ora devono essere protette. La caccia alla corona 2011 è ufficialmente aperta.
Di: Flavio Atzori
articolo del: 07/11/2010
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