Motogp 2011 dal Sachsenring. Daniel Pedrosa - Jorge Lorenzo, è grande Spagna. Il fantino di Sabadel domina e conquista la sua prima vittoria dopo il rientro alle corse post-Le Mans, mentre Jorge Lorenzo mostra tutto il suo carattere, andando a conquistare una seconda posizione ai danni di Casey Stoner, frutto di grinta, passione, tecnica e cuore.
Il Sachsenring ha mostrato le carte in tavola di tutti i protagonisti di questo mondiale edizione 2011. Daniel Pedrosa ha un passo insostenibile per tutti quando decide di andare in testa e involarsi fin sotto la bandiera a scacchi. Il rider HRC è fatto così: quando la moto è a posto e anche lui non risente dei numerosi infortuni, può veramente fare la differenza, anche se la concorrenza quest'anno è spietata.
Jorge Lorenzo mostra sempre di più che il suo numero uno sulla carena non è frutto del caso, ma anzi, è conquistato in maniera perentoria, e sarà difficile scucirglielo. Perchè quando accusi un dolore all'avanbraccio tanto da non sentire più la sensibilità, e arrivi comunque secondo con una manovra da antologia all'ultima curva su Casey Stoner, significa che la stoffa del campione di razza è ben evidente.
Casey Stoner invece ha probabilmente accusato questo terzo posto finale. Partendo dal presupposto che "pressione psicologica" non è un termine che si addice molto al canguro australiano, è indubbio che la manovra subita da Jorge Lorenzo abbia lasciato l'amaro in bocca al leader del campionato.
Questi i tre gradini del podio, ma ai piedi c'è stata una bella lotta tra Dovizioso, Simoncelli e Spies, con il forlivese che ha avuto la meglio sull'americano e sul rider del team Gresini che, ancora una volta, non è riuscito a concretizzare in gara quanto di buono espresso a livello velocistico nelle prove.
E' crisi nera invece in Ducati. E' crisi nera per Rossi. Già, perchè se Hayden ha mostrato prestazioni in linea con la sua stagione - da non considerarsi però del tutto soddisfacenti visto la progressione dello scorso anno - Valentino Rossi ha toccato il fondo nelle qualifiche del Sachsenring. Ultimo - perchè ovviamente Guintoli non può essere considerato - in griglia, è stato capace di risalire la china in gara fino alla settima piazza, per poi retrocedere in nona a causa di noie al cambio che tenevano la moto impennata nel passaggio da seconda a terza marcia.
E' indubbio che Rossi non può essere diventato tutto d'un tratto un brocco. E il pensiero va subito allo scorso anno quando, con stampelle, una gamba ed una spalla non in condizione, riusciva a girare tranquillamente sul passo dell'1.22, passo che gli avrebbe consentito quest'anno di stare con i primi. E allora? E allora è la solita storia del 2011. La Desmosedici non si sposa con Rossi, così come non si sposava con nessun pilota che non si chiamasse Casey Stoner.
Il problema è il solito: l'anteriore. Perchè la Desmosedici GP11.1 ha risolto i problemi di trazione al posteriore con un nuovo pivot del forcellone, ma davanti rimane sempre insicuro. E per cercare di risolvere questo feeling non trovato, si vanno a settacciare strade che portano a perdere anche grip al posteriore. E il risultato è semplicemente quello di non arrivare da nessuna parte. La situazione è in alto mare, ed è un peccato vedere un campione come Rossi remare nelle ultime posizioni.






