Motogp - Misano Adriatico, Gara
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Gli bruciava troppo quell'errore. Una caduta banale, una ferita profonda, e quindi la voglia di rivincita. Valentino Rossi da Tavullia, non si tiene dentro di se i propri stati d'animo. Anzi, li esterna e li sfrutta. E' la sua catarsi. Così, dopo Indianapolis, Rossi si è presentato con un casco un pò particolare: con un asino sulla calotta. Ma l'asino, ha dato una lezione di guida a tutti gli avversari nella sua Misano Adriatico.
Incidente al via
Allo start, subito la destra - sinistra che provoca il primo incidente della gara. De Angelis (come cadidamente ammesso) sbaglia arrivando troppo sotto a Colin Edwards, abbattendo l'americano, che si porta dietro anche l'incolpevole Hayden, mentre Lorenzo si salva per un soffio.
Davanti, sono Pedrosa ed Elias che cercano di dettare il ritmo, con Rossi e Lorenzo ad inseguire. A quel punto, la difficoltà per il duo Yamaha (palesemente più veloce) era quella di liberarsi di Toni Elias che, con il passare dei giri, fa sempre più da tappo. E' bravo Rossi a liberarsene subito, meno Lorenzo.
Guerra sul filo dell'1.34
La storia quindi si ripete: Rossi preme Pedrosa che alla seconda del Rio arriva lungo e si fa infilare. Lorenzo, come per Elias, ci mette molto di più a passare lo spagnolo di casa Honda. A quel punto, è stato una guerra (sportiva) sui tempi: Rossi e Lorenzo spingono al massimo, con il pilota di Tavullia capace di girare sul ritmo del minuto e 34 alto. Lorenzo non riesce a controbattere, e sarà così fin sotto la bandiera a scacchi. Dietro un solitario Pedrosa chiude il podio.
La gara degli umani
Dietro i primi tre, si è svolta la corsa degli umani. Già, perchè quando la differenza è addirittura di due secondi al giro non si può non utilizzare tali parole. Dovizioso, dopo un avvio arrembante, arranca, e alla fine lotta con un redidivo Capirossi per la quarta piazza. Male la Ducati, con Hayden fuori, Kallio solamente settimo. In questo week-end nero per Borgo Panigale, fa piacere notare l'11esima piazza di Espargaro alla seconda gara sulla Desmosedici. Benino anche Marco Melandri, ottavo sotto la bandiera a scacchi.
Incidente al via
Allo start, subito la destra - sinistra che provoca il primo incidente della gara. De Angelis (come cadidamente ammesso) sbaglia arrivando troppo sotto a Colin Edwards, abbattendo l'americano, che si porta dietro anche l'incolpevole Hayden, mentre Lorenzo si salva per un soffio.
Davanti, sono Pedrosa ed Elias che cercano di dettare il ritmo, con Rossi e Lorenzo ad inseguire. A quel punto, la difficoltà per il duo Yamaha (palesemente più veloce) era quella di liberarsi di Toni Elias che, con il passare dei giri, fa sempre più da tappo. E' bravo Rossi a liberarsene subito, meno Lorenzo.
Guerra sul filo dell'1.34
La storia quindi si ripete: Rossi preme Pedrosa che alla seconda del Rio arriva lungo e si fa infilare. Lorenzo, come per Elias, ci mette molto di più a passare lo spagnolo di casa Honda. A quel punto, è stato una guerra (sportiva) sui tempi: Rossi e Lorenzo spingono al massimo, con il pilota di Tavullia capace di girare sul ritmo del minuto e 34 alto. Lorenzo non riesce a controbattere, e sarà così fin sotto la bandiera a scacchi. Dietro un solitario Pedrosa chiude il podio.
La gara degli umani
Dietro i primi tre, si è svolta la corsa degli umani. Già, perchè quando la differenza è addirittura di due secondi al giro non si può non utilizzare tali parole. Dovizioso, dopo un avvio arrembante, arranca, e alla fine lotta con un redidivo Capirossi per la quarta piazza. Male la Ducati, con Hayden fuori, Kallio solamente settimo. In questo week-end nero per Borgo Panigale, fa piacere notare l'11esima piazza di Espargaro alla seconda gara sulla Desmosedici. Benino anche Marco Melandri, ottavo sotto la bandiera a scacchi.
articolo del: 06/09/2009
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