MotoGP - Sepang: Rossi ne fa 9
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Gli bastava un semplice quarto posto in caso di vittoria di Lorenzo. Così non è stato. Perchè Valentino Rossi non si è accontentato, anzi. Ha rischiato, a perso in partenza, ha reuperato e si è preso un bel podio. Non la vittoria. Quella è andata ad un Casey Stoner che definire invincibile oggi non è sbagliato: l'australiano con la pioggia o con l'asciutto sta mostrando una forza che raramente si è vista. E sorprende in positivo anche il secondo posto di Daniel Pedrosa, finalmente convinvente anche sul bagnato. Solo quarto invece Lorenzo, costretto a partire dal fondo per un problema alla sua moto.

Parola d'ordine: equilibrio
A Sepang dunque l'atto conlusivo di questa stagione 2009 (formalmente manca ancora Valencia, ma il titolo è assegnato, dettata sostanzialmente da un fattore: l'equilibrio. E' stato un campionato incerto come non mai, dove Rossi, il più anziano dei fantastici quattro (non a caso la sua gag faceva riferimento alla gallina vecchia che fa buon brodo) ha vinto grazie anche ad una forza mentale che i suoi tre avversari - per un motivo o per l'altro - non hanno avuto: Casey Stoner con i suoi problemi (fisici o mentali non si è ancora capito del tutto) che lo hanno portato ad uno stop di tre gare; Jorge Lorenzo con l'esuberanza degna di un 22enne che si gioca il titolo, ha gettato dei risultati acquisiti, e probabilmente il titolo. Basti pensare alle scivolate di Jerez, Brno o Phillip Island; infine Dani Pedrosa, con i suoi malanni fisici ed una RCV non all'altezza della situazione.

Momenti cruciali
Di momenti fondamentali, questo campionato ne ha visti diversi. A partire dalla prima corsa in Qatar, rinviata per la pioggia al giorno seguente, passando per la sconfitta di Rossi al Mugello. Poi il riscatto a Barcellona, il crocevia di di Brno, il rimescolamento delle carte ad Indianapolis, fino all'uscita di Lorenzo a Phillip Island e la corsa di Sepang. Dove Rossi ha mostrato ancora una volta la sua lucidità in situazioni potenzialmente estreme. Ed ora, la nuova sfida per il 2010, con uno Stoner ancora più forte, un Lorenzo convinto delle proprie possibilità, ed una Honda che vorrà riscattare l'ennesimo mondiale in sordina.


articolo del: 26/10/2009


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