Pagani Huayra: è arrivata la nuova dea delle Ande
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Il vento è sempre stato uno dei motivi principe che ha ispirato il genio di Horacio Pagani. Dopo il vento delle Ande, la Zonda, è il turno di una nuova creatura uscita dall'Atelier di San Cesario sul Panaro, 12 anni dopo la sua progenitrice: la Huayra.

 

Il suo nome, deriva da "Aymara Huayra Tata", una divinità andina del vento. Nome e carattere che riprende le redini della Zonda, ma da cui si distacca con differenze sostanziali.

 

Nuovo l'anteriore, con una propensione maggiore alla rotondità, grazie anche al profilo della bocca anteriore. Linee che vengono ripetute anche nello specchio di coda. L'idea, come specificato dallo stesso Horacio Pagani, è sempre stata quella di dar forma al vento, ed il concetto che si (ri)propone nella Huayra è quello dell'ala rovesciata, con prese e sfoghi per l'aria posizionati in punti nevralgici. Dalla Zonda R derivano invece i fari bi-xeno e le luci diurne. Il tutto in 4.605 mm di lunghezza, 2036 di larghezza e 1.169 di altezza.

 

Le novità in questa nuova Huayra, si percepiscono non appena si vuole salire a bordo: ali di gabbiano che integrano buona parte del tetto. La scocca poi, è in carbonio e titanio, con dettagli in alluminio ed in materiali ultraleggeri. Peso totale? 1350 kg.

 

Per quanto concerne il lato-propulsore, si tratta del V12 Biturbo Mercedes da 5980 cc, sviluppato appositamente da AMG per arrivare a potenze di più di 700 Cv ed una coppia di oltre 1000 Nm. Lubrificato a carter secco, il nuovo motore, denominato M158, risponde anche alle normative Euro 5.

 

Cambio Xtrac automatico-sequenziale a 7 rapporti per questa Huayra, e ammortizzatori regolabili Ohlins. Per le gomme, Pagani si è affidato ai Pirelli P Zero.

 

Velocità massima? 370 km/h.

 

 

 




articolo del: 15/03/2011


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