I più famosi piloti del Tourist Trophy, ospiti di Mondocorse, hanno emozionato il pubblico raccontando le loro esperienze nella conferenza stampa all’EICMA, grazie all'impegno di Paul Phillips, rappresentante del Ministero del Turismo dell’Isola di Man e Simon Crellin, responsabile Ufficio Stampa del Tourist Trophy.
La parola è andata a Mario Donnini, Il giornalista e scrittore Mario Donnini ha intevistato i piloti del TT.
Ian Hutchinson, Michael Rutter, Gary Johnson, Conor Cummins, Stefano Bonetti hanno così intrattenuto e divertito i presenti con aneddoti e ricordi dei loro momenti più emozionanti, ma anche più spaventosi, delle varie edizioni del TT a cui hanno partecipato.
Tutti hanno sottolineato la grande importanza che il TT riveste nella loro vita, e anche la grande difficoltà nell’affrontare uno dei circuiti su strada più impegnativi al mondo. Rutter ha confermato l’importanza che il TT ha da sempre per tutta la sua famiglia: “Anche mio padre infatti è stato 8 volte campione al TT e per questo il TT è un evento speciale per la mia carriera”. Gary Johnson e Stefano Bonetti hanno dichiarato che il TT è la gara più importante dell’anno e che per loro significa tutto; “finita una manifestazione, penso già a quella dell’anno successivo, a come impegnarmi per fare meglio e correggere i miei errori” ha affermato Bonetti.
Cummins, l’unico tra i presenti originario dell’Isola di Man, definito da Donnini come “il più grande cuore tra tutti coloro che hanno disputato il TT” ha emozionato tutti con il racconto della sua terribile esperienza dopo l’incidente del 2010, quando ha dichiarato che “il primo giro di prova che ho effettuato quest’anno al TT, è senza dubbio il mio miglior ricordo in assoluto di questa gara, oltre al giro di esordio, naturalmente”.
Il miglior ricordo di Hutchinson invece, non è come molti si aspettavano, l’edizione del 2010 nella quale ha vinto ben 5 gare in una settimana, ma “l’edizione del 2009 in cui mi sono aggiudicato due gare nello stesso giorno una al mattino e una al pomeriggio”, ha confessato.
Alla domanda su quale fosse la loro parte preferita del tracciato, i piloti hanno avuto qualche difficoltà a rispondere, trovandosi d’accordo sul fatto che le sezioni tra le case e i muri sono senz’altro le più emozionanti perché “grazie ai punti di riferimento visivi ti rendi conto della velocità alla quale stai correndo” ha dichiarato Johnson. Proprio per questo motivo Bonetti e lo stesso Johnson non amano la parte della montagna, priva di riferimenti. Per Cummins invece l’emozione più grande è passare dalle stradine di Ramsey, il suo villaggio di origine, da cui da bambino vedeva sfrecciare i grandi campioni, tra i quali lo stesso Rutter, sognando un giorno di diventare uno di loro.
Tutti i 5 piloti hanno confermato la loro presenza all’edizione del TT 2012. Bonetti gareggerà anche al prossimo Campionato Italiano di velocità in salita, Johnson ha dichiarato il suo desiderio di vincere nella Superstock e Rutter ha prospettato una stagione ricca di impegni tra la 24ore e il campionato britannico, oltre al TT e alle corse su strada. Per Hutchinson invece l’unica cosa che conta per il futuro è “vincere sempre. Perché una volta che sei salito sul primo gradino del podio, non vuol far altro che tornarci”.
I cinque piloti hanno regalato uno spaccato di vita originale, ma semplice, che ha confermato la loro grande passione per questo sport rischioso, ma molto affascinante, dal quale non riescono a stare lontani, perché per loro rappresenta tutto. Cinque persone dal cuore grande, dal coraggio infinito, ci hanno fatto capire perché il Tourist Trophy rappresenta al meglio il vero spirito del motociclismo.






