Puntuali arrivarono le polemiche. Ducati Desmosedici GP11.1 sul banco degli imputati in questo processo mediatico e rusticano. Si perchè trattasi di "cavalleria rusticana" il polverone che in meno di 24 ore si è sollevato.
L'accusa: Ducati bara sul regolamento.
La difesa: rileggetevi il regolamento.
Questo in due semplici battute ciò che è accaduto alla vigilia del gp di Assen, che si correrà Sabato 25 giugno. Riepiloghiamo velocemente la vicenda. La Ducati dichiara di portare in pista sostanzialmente una nuova moto. Non più singole evoluzioni di telaio, ciclistica, motore e quant'altro. No, qua si parla di Desmosedici GP11.1. Riprendiamo le parole utilizzate per l'apposito articolo: "Prendete il motore della 800 e inseritelo nella ciclistica sviluppata dal pilota di Tavullia per la GP12".
Questo è quanto avvenuto. La ciclistica della moto del 2012 sviluppata da Rossi è stata adattata per il motore (portante, quindi parte stressata e fondamentale) da 800cc.
Ci siamo? Bene, continuiamo. I primi a scagliarsi sono stati immediatamente dei colleghi della stampa spagnola e inglese parlando senza mezzi termini di un'azione volta a "barare" da parte di Ducati.
Piccolo intermezzo per rendervi ancor più chiara la fruizione di questo articolo: su cosa avrebbe barato Borgo Panigale? Il regolamento della Motogp prevede il divieto assoluto per i piloti titolari Motogp di provare e testare i mezzi dell'anno in corso; solamente in deroga permette alle case di avere otto giorni di test con i prototipi 1000cc del 2012. In parole più semplici. Valentino Rossi e Nicky Hayden sulla Desmosedici GP11 posso salire solo durante i week-end di gara.
Ed è qui che l'accusa punta il dito ma, conseguentemente, crolla nel suo castello di carte: Valentino Rossi nei test del Mugello ha utilizzato e sviluppato la Desmosedici GP12, mentre il collaudatore Battaini ha sviluppato la moto di quest'anno, la GP11. Che poi, la quasi totalità delle soluzioni provate per la prossima stagione hanno portato alla decisione di trasferirle direttamente nella GP11, tanto da crearne una seconda moto, questo il regolamento non lo vieta.
A testimonianza della "buona fede regolamentare" da parte degli uomini in rosso, c'è la testimonianza da parte di un delegato di Mike Webb - direttore tecnico Motogp - invitato durante i test. E che Rossi abbia testato la GP12 (e non la GP11.1) al Mugello non vi è ombra di dubbio, visto che la moto testata dal pilota di Tavullia ha leveraggi, dimensioni e..rumore differenti.
La Ducati quindi ha barato? No, assolutamente. E' stata furba? Questo si, perchè ha interpretato al meglio il regolamento. Ma è una pratica che nel motorsport è all'ordine del giorno. Chi non si ricorda il doppio diffusore della BrawnGP del 2009, installato sfruttando un cavillo regolamentare?
Ma a questo punto, visto che la pulce nell'orecchio è stata inserita, chi ci dice che alcune soluzioni vincenti della nuova 1000 HRC non siano state trasferite in corso d'opera nella 800? Il prototipo a piena cilindrata provato da Stoner è molto simile a quello che corre in questo 2011. E se anche fosse, non ci sarebbe alcun illecito regolamentare. Proprio come per Ducati. Per buona pace di chi ha voluto sollevare una polemica sterile.
Di: Flavio Atzori






