F1 - Valencia:La Csai chiedera' chiarimenti alla FIA?
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Non tendono a spegnersi le polemiche intorno al Gran Premio di Valencia di Formula 1, vinto da Sebastian Vettel. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando ricordiamo brevemente la vicenda che ha scatenato così tanto putiferio da arrivare a sentir parlare di 'corsa falsata' e 'vergogna'.
Giro 9, Mark Webber decolla letteralmente dopo aver centrato la Lotus di Heikki Kovalainen. Grande paura ma nulla più fortunatamente. A quel punto, obbligatoriamente esce la Safety Car. Il regolamento impone di accodarsi dietro la vettura di sicurezza e procedere in regime di 'caution'. Vettel passa davanti la safety in quanto transitato effettivamente davanti al momento dell'uscita di quest'ultima dalla corsia box. Hamilton invece, trovandosi subito dietro, pensa bene di superarla per trarne guadagno: così facendo, ha potuto infatti percorrere il giro a velocità ben più sostenuta ed entrare ai box prima. Chi ci rimette in tutto ciò è la Ferrari che, rispettando le regole, rimane dietro la Safety.
Ma c'è di più, ed è questo che ha mandato su tutte le furie gli uomini del Cavallino. Hamilton è stato penalizzato ben 25 giri dopo la sua 'furbata', rendendo di fatto ininfluente tale penalizzazione. Inoltre, a 9 piloti che avevano percorso il giro in regime di safety con tempi da qualifica per poter entrare più velocemente, è stata comminata una - permetteteci il termine - stupida penalizzazione di 5 secondi a fine gara.
Insomma, la polemica è aperta. Dichiarazioni infuocate di Alonso e Luca di Montezemolo, risposta per le rime di Hamilton, la FIA che non chiarisce nulla al riguardo e allora? E allora si arriva al punto che la Csai ha deciso di sostenere la Ferrari per capire cosa sia successo domenica al gp di Valencia, perchè il pericolo si 'soggettività della pena' e, sopratutto, la creazione di un precedente che crei situazioni in cui i piloti pensino ad infrangere le regole per trarne un guadagno è reale. A muoversi in tale direzione è stato Angelo Sticchi Damiani, capo della Commissione Sportiva Automobilitica Italiana (Gelpi, presidente ACI, è anche vice-presidente FIA, e non sarebbe stato il massimo una sua richiesta di chiarimenti) che si è messo in contatto con Piero Ferrari.
La Ferrari ha la licenza Csai – dichiara Sticchi Damiani – e va protetta: l'intervento non vuole essere polemico, ma costruttivo. Vorremmo un chiarimento sulle penalizzazioni date durante il Gp d'Europa a Valencia e con quali criteri sono state attribuite. A stupire è stata un certa soggettività dei provvedimenti. Sentirò in giornata i vertici di Maranello per definire i corretti termini dell'azione”.
Giro 9, Mark Webber decolla letteralmente dopo aver centrato la Lotus di Heikki Kovalainen. Grande paura ma nulla più fortunatamente. A quel punto, obbligatoriamente esce la Safety Car. Il regolamento impone di accodarsi dietro la vettura di sicurezza e procedere in regime di 'caution'. Vettel passa davanti la safety in quanto transitato effettivamente davanti al momento dell'uscita di quest'ultima dalla corsia box. Hamilton invece, trovandosi subito dietro, pensa bene di superarla per trarne guadagno: così facendo, ha potuto infatti percorrere il giro a velocità ben più sostenuta ed entrare ai box prima. Chi ci rimette in tutto ciò è la Ferrari che, rispettando le regole, rimane dietro la Safety.
Ma c'è di più, ed è questo che ha mandato su tutte le furie gli uomini del Cavallino. Hamilton è stato penalizzato ben 25 giri dopo la sua 'furbata', rendendo di fatto ininfluente tale penalizzazione. Inoltre, a 9 piloti che avevano percorso il giro in regime di safety con tempi da qualifica per poter entrare più velocemente, è stata comminata una - permetteteci il termine - stupida penalizzazione di 5 secondi a fine gara.
Insomma, la polemica è aperta. Dichiarazioni infuocate di Alonso e Luca di Montezemolo, risposta per le rime di Hamilton, la FIA che non chiarisce nulla al riguardo e allora? E allora si arriva al punto che la Csai ha deciso di sostenere la Ferrari per capire cosa sia successo domenica al gp di Valencia, perchè il pericolo si 'soggettività della pena' e, sopratutto, la creazione di un precedente che crei situazioni in cui i piloti pensino ad infrangere le regole per trarne un guadagno è reale. A muoversi in tale direzione è stato Angelo Sticchi Damiani, capo della Commissione Sportiva Automobilitica Italiana (Gelpi, presidente ACI, è anche vice-presidente FIA, e non sarebbe stato il massimo una sua richiesta di chiarimenti) che si è messo in contatto con Piero Ferrari.
La Ferrari ha la licenza Csai – dichiara Sticchi Damiani – e va protetta: l'intervento non vuole essere polemico, ma costruttivo. Vorremmo un chiarimento sulle penalizzazioni date durante il Gp d'Europa a Valencia e con quali criteri sono state attribuite. A stupire è stata un certa soggettività dei provvedimenti. Sentirò in giornata i vertici di Maranello per definire i corretti termini dell'azione”.
articolo del: 30/06/2010
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