Regis Laconi - Il dramma e la Speranza
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Regis Laconi - Il dramma e la Speranza


Il mestiere del pilota si sa', e' pericoloso. Il limite, quello stesso limite che si ricerca per poter stare li' davanti a tutti, puo' essere un amico cosi' come un nemico. E' una medaglia dalle due facce, i cui due volti possono rappresentare gloria oppure dolore. Questo i piloti lo sanno bene: sono le regole del gioco.

Eppure, quando capita un incidente come quello accorso a Regis Laconi, chiunque, dai piloti ai team manager fino ai semplici appassionati rimane quasi spiazzato. E' evidente come la sicurezza abbia compiuto passi da gigante negli ultimi anni, ed incidenti come quello accaduto a Monza alla prima variante avrebbe comportato conseguenze ben peggiori solo qualche anno fa. Ma talvolta ci si mette di mezzo il caso, il destino, che talvolta toglie e talvolta restituisce in altri modi. E' la stessa medaglia, con le due facce differenti.

Era il primo giro delle prove libere del Gp di Sud-Africa quando Regis Laconi e' entrato alla curva 11 di Kiyalami ad una velocita' piu' elevata di 20 km/h rispetto al solito. Le cause a dirla tutta non sono importanti. L'impatto, non del tutto chiaro, ha portato alla rottura di 5 vertebre cervicali. Un dramma. Per molte ore si e' temuto per la vita stessa del povero pilota transalpino. Portato all'ospedale di Johannesburg, e' stato infatti sedato nell'attesa di poter capire quando e come intervenire. Ore di angoscia e di cautela, come sottolineato dal dottor Corbascio, dove tutto il mondo delle due ruote si e' stretto intorno al pilota DFX.

Ma come detto prima, a volte il destino toglie, a volte concede: visto il continuo miglioramento di una situazione comunque grave, i medici hanno parzialmente svegliato nella notte tra sabato e domenica un Laconi non piu' in pericolo di vita per verificare la mobilita' degli arti: il dramma ora sarebbe stato quello di una possibile paralisi. Ed invece, con grande sollievo di tutti, Laconi ha mosso tutti e quattro gli arti. A conferma della grande scorza e tempra del rider transalpino, la sua voglia di scherzare nel breve periodo di lucidita'. Ora si attende l'operazione che sistemera' le vertebre C5 e C6.

Il cammino sicuramente sara' lunghissimo, con momenti di euforia e momenti di sconforto. Ma il mix di emozioni causato da una situazione apparsa inizialmente disperata, poi grave ma in miglioramento, ha mostrato al mondo di che pasta sono fatti i piloti. Di che pasta e' fatto Regis Laconi.


articolo del: 18/05/2009


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