Robert Kubica: Parla il dottor Lanza, che operò il pilota polacco
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Il dottor Francesco Lanza, direttore di Ortopedia dell’Ospedale Santa Corona di Pietra Ligure, che ha eseguito le quattro operazioni su Robert Kubica, ha spiegato ai microfoni di 422race.com la decisione di dimettere il pilota polacco dal nosocomio.

 

 

Prof. Lanza, innanzitutto la domanda che si pongono tutti i
tifosi: come sta Robert?
"Direi che sta decisamente bene, in linea di massima la situazione è molto soddisfacente."

 

E dal punto di vista dell'umore?
"Anche dell'umore. Oltretutto, per come l'ho conosciuto io, è una persona di grande carattere e grande grinta. Direi che senz'altro l'umore è molto alto."

 

Quali sono stati gli elementi che vi hanno fatto propendere per la dimissione?
"La dimissione era già in programma, perchè non è che si può rimanere per sei-sette mesi in un ospedale. Quindi, dopo due mesi e mezzo, c'era da aspettarselo. Anche lui aveva bisogno di riprendere la sua vita quotidiana. Poi, avendo potuto riprendere la sua autonomia deambulatoria, questo gli permetteva anche di gestirsi più facilmente dal punto di vista ambulatoriale, non necessariamente in ospedale. Credo che nessuno voglia restare in ospedale. E'
una decisione concordata, ma un'ipotesi che da tempo era stata messa in cantiere, nell'attesa che si desse l'autonomia deambulatoria, che era limitata da alcune fratture che non poteva caricare e dall'altra parte la spalla che non gli permetteva di usare presidi come bastoni o stampelle. Sciolta la riserva del carico, ha guadagnato l'autonomia, quindi era chiaro che venisse richiesta la volontà di andare a casa."

 

Quindi, possiamo dire che anche la riabilitazione si sta svolgendo secondo i tempi previsti?
"Direi senz'altro. E' andato tutto abbastanza liscio, per fortuna."

 

Quali sono i programmi dei prossimi mesi?
"Nei prossimi mesi dovrà fare ancora dei controlli seriati per monitorare la guarigione delle fratture, mentre la fisioterapia la proseguirà in siti ambulatoriali più consoni alla sua sede. Poi farà dei controlli da noi per vedere l'evoluzione."

 

Con quale frequenza?
"Più o meno mensile. Poi, per la riabilitazione della mano, ad esempio, è ancora agganciato con alcuni fisioterapisti che l'avevano in cura. Con noi, la riabilitazione è meno specifica e in parte è già stata
fatta: quella della spalla, ad esempio. Il resto, la riabilitazione meno specifica, verrà fatta anche da altri, come il suo medico, che ha un centro di riabilitazione dedicato per le sue particolari attività agonistiche (il dott. Ceccarelli, ndr)."

 

Per quanto riguarda la possibilità del ritorno in macchina, qual è il suo parere al momento?
"Non si possono fare previsioni di questo tipo, nè in un senso nè nell'altro. Direi che le prospettive sono senz'altro molto migliori di quelle da cui siamo partiti e questo è molto importante. Non ci si può sbilanciare, però non possiamo escludere nulla. La ripresa funzionale di quest'uomo ha sorpreso anche tutti noi: poi, quanto questo gli permetterà di svolgere un'attività molto specifica come quella dell'automobilismo di Formula 1, ancora adesso è difficile da dire. Però i presupposti ci sono, anche al di sopra delle nostre aspettative. Possiamo sinceramente dire di essere ottimisti che questo ragazzo possa riprendere una buona funzione dell'arto. Con la volontà e la grinta che ha dimostrato, questo può non precludere nulla."

 

Vi siete dati una scadenza, insieme al team e ai suoi medici, per prendere una decisione in merito?
"Tenga conto che il grosso delle lesioni sono quelle nervose, che hanno dei tempi lunghi: richiedono almeno sei mesi. Però ci sono già dei segni di risposta incoraggianti. Credo che un primo punto della situazione vada fatto ai sei mesi dall'incidente, a seconda delle varie criticità da affrontare."

 

Quindi in estate?
"."

 

Immagino che su questo recupero sorprendente, come l'ha definito, abbia inciso il fatto che si trattava di un fisico allenato.
"Di un fisico allenato e di una forma mentis che ha molta grinta. Anche dal punto di vista psichico, lui è molto motivato. Forse per la sua professione, è una persona abituata ad avere grinta sul lavoro e la dimostra anche in tutti gli aspetti della vita."

 




articolo del: 28/04/2011


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