Rossi gira a Misano: il trionfo della passione
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Mercoledi 7 luglio 2010, autodromo di Misano Adriatico. Per i tifosi di Valentino Rossi un giorno storico. Il dottore infatti, è salito in sella alla Yamaha R1 SBK di James Toseland (in procinto di essere imballata per Brno), per una sessione di test. Bisognava verificare infatti la tenuta della gamba infortunata al Mugello, ma anche della spalla, vero cruccio di questa stagione 2010.

Tempi interessanti

Il pesarese ha effettuato un primo Run di 11 giri, intorno alle ore 18,29, stampando, come miglior riferimento (totalmente inutile se non ai fini della cronaca) un 1'41; alle 19.45 poi, ecco una seconda serie da 15 giri con miglior crono pari a 1'38''2.

Rossi a fine giornata ha mostrato di saper guidare ancora decisamente bene, pur non conoscendo la Yamaha R1 del team Yamaha Motor, accusando solo qualche dolore (fisiologico) a spalla e gamba.

Una settimana per decidere

'Abbiamo fatto questo test per capire come dobbiamo lavorare e per vedere come riesco a guidare la moto - ha detto il campione del mondo in carica - il test è stato positivo, però disputare una gara di MotoGP è molto più impegnativo di un test come questo. Ho avuto qualche dolore alla caviglia, al ginocchio e alla spalla, ma soprattutto mi mancava la forza nella spalla e un po' di movimento alla caviglia. Mi piacerebbe davvero tornare al Sachsenring, ma è ancora troppo presto per dirlo. Abbiamo ancora dodici giorni di tempo e dobbiamo aspettare di vedere quanto può migliorare la mia condizione nei prossimi giorni. Devo dire che la Superbike è stata molto divertente da guidare! Mi piacerebbe davvero andare al Sachsenring, ma dobbiamo aspettare un'altra settimana prima di prendere una decisione".


Perchè questo test?

Ma perchè questo test per Valentino Rossi? In fondo, non si era detto che il recupero sarebbe avvenuto senza alcuna fretta, senza affrettare tempi e modalità di recupero? E invece, 32 giorni dopo la frattura del Mugello, Rossi è in sella ad una moto, aiutato dai meccanici che gli tengono le stampelle per salire e scendere dalla Yamaha. I maligni potrebbero pensare ad una pressione da parte della Dorna e di Ezpeleta per un ritorno dell'unico vero personaggio di una Motogp in cerca d'autore. Già perchè Jorge Lorenzo è un campione vero, un ottimo personaggio, ma non ha al momento antagonisti mediatici (oltre che in pista, dando un'occhiata ai risultati) in grado di creare un dualismo che entusiasmi le folle.
Chi pensa questo però non fa i conti con due variabili fondamentali. La prima: Valentino Rossi non può essere in qualche modo 'spinto' da nessuno. Il pesarese ha dato tantissimo al circus, e spingerlo ad un ritorno affrettato solo per dare slancio alla categoria sarebbe - perdonateci - pura deficenza mentale. Mettere a repentaglio ancora di più una gamba che ha subito una frattura del genere non è infatti uno scherzo. Ma qui si arriva al secondo punto. Appurato ciò, cosa spinge Rossi a tornare così presto in sella se non l'incommensurabile voglia di ritornare in pista, a sentire certe emozioni che solo in sella puoi assaporare? Perchè di questo si tratta, non di altro. Non c'entrano i soldi, non c'entra la classifica di campionato (ormai andata in favore di Lorenzo), non c'entra nemmeno il voler dimostrare qualcosa, perchè fino a prova contraria, al momento il campione del mondo è ancora lui e Valentino Rossi non ha nulla da dimostrare al giorno d'oggi. Specie sapendo che, con un rientro anticipato, le chance di vincere sarebbero piuttosto basse. E allora? E allora tutto questo ha un solo nome signori miei: si chiama Passione.




articolo del: 08/07/2010


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