SBK - Portimao: Spies, veni vidi vici
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Un duello come quello visto in questo 2009 non si vedeva da veramente tanti anni. Molto probabilmente un finale così incerto lo si è potuto apprezzare solo in 2 occasioni: nel 1998 con la vittoria finale di Carl Fogarty, e nel 2002 con l'emozionante duello tra Bayliss ed Edwards. Quest'anno però, i valori in campo non erano assolutamente definiti, con il cambio in vetta alla classifica ad ogni manche. Per questo si era arrivati sul circuito di Portimao in un clima di assoluta incertezza.

Gara 1
La prima manche dell'ultimo round è stata quella che, a conti fatti, si è rivelata risolutiva dell'intera stagione. Anzi, a dirla tutta, molto probabilmente è stata la stessa Superpole, con Haga relegato in nona posizione. In una situazione del genere, e con un Ben Spies in fuga fin da subito, il nipponico ha forzato un pò troppo, trovandosi in una staccata con l'anteriore che lo ha abbandonato. Scivolata, zero punti e 15 punti di distacco da un Ben Spies che conquista la vittoria davanti a Jonathan Rea e a Max Biaggi, autori di un bel duello insieme al privato Shane Byrne, particolarmente ispirato nel catino portoghese.
Per l'americano ora il compito è relativamente facile: gestire i 15 punti di vantaggio in gara 2.

Gara 2
In gara 2, si nota subito un Ben Spies più guardingo. Ok controllare, ma certi errori di traiettoria non sono da lui. E' ovvio che anche l'americano di ghiaccio senta la pressione. Davanti intanto, si alternano alla vetta Johnny Rea, Shane Byrne ed un arrembante Michel Fabrizio che, una volta instauratosi davanti, cerca di far risalire anche il suo team-mate Haga. Spesse volte infatti il romano, all'uscita delle curve si volta a controllare la posizione del compagno di squadra. Spies nel frattempo scavalca un Biaggi in affanno fisico (un braccio martoriato da una brutta caduta del week-end), e controlla in quinta posizione. Nel frattempo Fabrizio in vetta, tiene la posizione, Rea sbaglia all'ultimo e lascia la piazza d'onore ad Haga. E' la doppietta più amara per Ducati (ma anche la vittoria di Haga non avrebbe sortito effetti). Spies è campione del Mondo con 6 punti di vantaggio, grazie ad una condotta di gara accorta. E sotto al traguardo, il terrore texano si lascia finalmente andare ad un pianto liberatorio. Il ragazzo nato a Memphis, pluricampione AMA, e arrivato in SBK nell'incertezza generale sulla propria forza, vince da rookie il titolo, motrando oltretutto di essere stato ancora più forte delle sfortune, dei ritiri, e di uno squadrone come quello Ducati. Ora per lui si aprono le porte dell'olimpo del mondo dei motori. Ma a sfida agli dei del motocilismo è appena cominciata. E l'anno prossimo si chiamerà Motogp.


articolo del: 26/10/2009


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