Ducati Diavel - Il test
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E' stata la regina dell'ultimo Salone del ciclo e motociclo. La sua anima è divisa tra un chopper ed una Monster. Si, stiamo parlando della Diavel, che fin dal nome mostra tutto il suo carattere.

Punto nodale della diavel, il vistoso serbatoio, che crea e plasma la linea, essendo di fatto una Naked. Il traliccio in tubi è un ulteriore punto chiave della linea, oltre che - ovviamente - telaio della Ducati.

Insomma: in due parole, la Ducati Diavel rompe gli schemi, in toto, anche considerando il codino, praticamente inesistente, basato solo sulla sella passeggero.

Stile Ducati dicevamo, che si nota dal telaio, ma anche dal forcellone monobraccio da 635 millimetri. L'interasse è lungo 1590mm.

I più avranno da riferire quindi, che quest'ultima, è una misura più vicina ad una custom che ad una "classica" moto di Borgo Panigale.

Ma la cosa "sconvolgente" è che la Diavel si mostra estremamente maneggevole, ma anche stabile. Merito del pneumatico posteriore con dimensioni quasi da automobile: 240/45 x 17''.

Ed infine il motore, il testastretta evoluzione adattato dalla Multistrada 1200, rivisto nelle mappe e nell'impianto di scarico.




articolo del: 29/03/2011


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