F1 2010 - Valencia: Vince Vettel la corsa dello scandalo
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E' Sebastian Vettel il vincitore di uno dei più controversi gp degli ultimi anni, corso sul cirucito di Valencia. Perchè se la vittoria del giovane tedesco, la sua seconda dopo quella in Malesia, non è da mettere in dubbio, tutto quello che è successo dietro la Red Bull numero 5 è da libretto nero della storia delle corse. Uno spettacolo falsato a cui la FIA dovrà rendere spiegazioni.
Causa scatenante di tutto il patatrack tra leggi, leggine, legislazioni, tempi burocratici e 'prese in giro' velate da penalizzazioni, è stato lo spettacolare incidente tra la Red Bull di Mark Webber e la Lotus di Heikki Kovalainen, avvenuto durante il nono giro. L'incidente, che vi riproponiamo subito sotto, è stato frutto di un'incomprensione tra l'austrliano, arrivato lungo in staccata, ed il finalndese che difendeva la propria posizione, pur avendo una vettura, la Lotus, decisamente più lenta. Tanta paura per Webber ma nulla più fortunatamente, considerando l'incredibile piroetta della RB-6.
Ad incidente avvenuto, era inevitabile l'ingresso della Safety Car, entrata con colpevole ritardo. Ma c'è di più, ed è questo il punto cruciale. La vettura di sicurezza entra in pista tra Vettel ed Hamilton, ma l'inglese, accostato, non rallenta e si accoda, ma accellera e supera la Safety. Alonso, subito dietro Hamilton, rispetta invece il regolamento e si accoda. Il risultato in termini cronometrici risulta alquanto evidente. E sà ancora più di beffa poi la penalizzazione inflitta all'inglese dopo tanti (troppi) giri e su richiesta Ferrari. Hamilton infatti, nel frattempo, era riucito ad accumulare un vantaggio tale da poter scontare la penalità e rientrare davanti al sorprendente Kobayashi. E alla fine ciò che descrive meglio il tutto sono proprio le parole dell'asturiano: 'Io ero ad un metro da Hamilton, lui è arrivato secondo e io nono. È chiaro che c'è qualcosa che non quadra. Il risultato è alterato: le Ferrari erano da podio e invece c'è stata una gara manipolata'.
E suona ancora di più da presa in giro i 5 (sottolieiamo cinque) secondi dati a tutti i piloti (nove per l'esattezza) per aver percorso il giro di rientro ai box troppo velocemente quando in realtà si era in regime di caution.
Insomma, una corsa che apre uno scenario aluquanto inquietante: che a rispettare le regole ci si rimetta? Ah, giusto per la cronaca, dietro a Vettel ed Hamilton, in terza piazza ha concluso Button, seguito dal trio Barrichello, Kubica Kobayashi e poi, appunto da Fernando Alonso. Non un esordio come ci si attendeva per la F10 B.
Causa scatenante di tutto il patatrack tra leggi, leggine, legislazioni, tempi burocratici e 'prese in giro' velate da penalizzazioni, è stato lo spettacolare incidente tra la Red Bull di Mark Webber e la Lotus di Heikki Kovalainen, avvenuto durante il nono giro. L'incidente, che vi riproponiamo subito sotto, è stato frutto di un'incomprensione tra l'austrliano, arrivato lungo in staccata, ed il finalndese che difendeva la propria posizione, pur avendo una vettura, la Lotus, decisamente più lenta. Tanta paura per Webber ma nulla più fortunatamente, considerando l'incredibile piroetta della RB-6.
Ad incidente avvenuto, era inevitabile l'ingresso della Safety Car, entrata con colpevole ritardo. Ma c'è di più, ed è questo il punto cruciale. La vettura di sicurezza entra in pista tra Vettel ed Hamilton, ma l'inglese, accostato, non rallenta e si accoda, ma accellera e supera la Safety. Alonso, subito dietro Hamilton, rispetta invece il regolamento e si accoda. Il risultato in termini cronometrici risulta alquanto evidente. E sà ancora più di beffa poi la penalizzazione inflitta all'inglese dopo tanti (troppi) giri e su richiesta Ferrari. Hamilton infatti, nel frattempo, era riucito ad accumulare un vantaggio tale da poter scontare la penalità e rientrare davanti al sorprendente Kobayashi. E alla fine ciò che descrive meglio il tutto sono proprio le parole dell'asturiano: 'Io ero ad un metro da Hamilton, lui è arrivato secondo e io nono. È chiaro che c'è qualcosa che non quadra. Il risultato è alterato: le Ferrari erano da podio e invece c'è stata una gara manipolata'.
E suona ancora di più da presa in giro i 5 (sottolieiamo cinque) secondi dati a tutti i piloti (nove per l'esattezza) per aver percorso il giro di rientro ai box troppo velocemente quando in realtà si era in regime di caution.
Insomma, una corsa che apre uno scenario aluquanto inquietante: che a rispettare le regole ci si rimetta? Ah, giusto per la cronaca, dietro a Vettel ed Hamilton, in terza piazza ha concluso Button, seguito dal trio Barrichello, Kubica Kobayashi e poi, appunto da Fernando Alonso. Non un esordio come ci si attendeva per la F10 B.
articolo del: 28/06/2010
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