Yamaha R6: potenza a 16.000 giri
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La sigla R in casa Yamaha ha sempre contraddistinto la serie che più di ogni altra ha portato il fascino e la natura di una moto che, fin dalla sua prima accensione, conosce il suo obiettivo: correre tra i cordoli di una pista. Come la sorella maggiore YZF R1 la Yamaha R6 ha subito negli anni un'evoluzione sempre maggiore, arrivando al top della categoria delle 600cc da corsa.
Evoluzione della specie
Il propulsore da 599cc, è un 4 cilindri in linea con DOHC e 4 valvole per cilindro, ha ricevuto nella sua ultima versione una profonda evoluzione dal punto di vista dei condotti di aspirazione, definiti YCC-I (Yamaha Chip-Controlled Intake), a lunghezza variabile. Tale sistema, è costituito da 4 condotti, ognuno dei quali diviso in 2 sezioni che formano un condotto unico durante il normae utilizzo. Quando però la centralina rileva che il motore supera un certo numero di giri, le due sezioni si separano; in questo modo, solamente la parte inferiore (più corta) funziona da condotto di aspirazione. Un sistema questo, amalgamato al massimo con la YCC-T (Yamaha Chip-Controlled Throttle).
Look unico
Il design dell'ultima verisione della R6 ha sicuramente rivoluzionato tale concetto nel mondo delle 600. Linee spiegolose al massimo e spesse volte ridotte al minimo. Un concetto molto aggressivo e, sopratutto, in grado di offrire un'idea di compattezza intrinseca. Lo scarico ad esempio, posto subito sotto la plancia, o il codino, stretto ed appuntito, rendono riconoscibile fin da subito la media di Iwata.
Ancorata all'anteriore
L'ultima versione della Yamaha R6, è stata studiata per offrire il massimo feeling e la massima stabilità con l'anteriore, sia in frenata che in percorrenza di curva. Per questo, è stata dotata di un telaietto in lega di magnesio, in grado di offrire un rapporto peso-resistenza eccezionale, permettendo quindi una concentrazione delle masse superiore, non andando ad influire sul peso complessivo, anzi! Oltre a ciò, si è intervenuti sulla distribuzine dei pesi, ora al 52,5% sull'avantreno, e sulla stessa posizione in sella del pilota, accenutata sull'anteriore: la seduta è stata infatti alzata di 5 mm, così come il manubrio, spostato più avanti e più in basso di 5 mm.
FastBike
Non perdtevi ora la pillola-video di Fastbike.Giovanni Di Pillo e Piergiorgio Bontempi hanno analizzato e provato per voi la YZF R6. Buona visione!
Evoluzione della specie
Il propulsore da 599cc, è un 4 cilindri in linea con DOHC e 4 valvole per cilindro, ha ricevuto nella sua ultima versione una profonda evoluzione dal punto di vista dei condotti di aspirazione, definiti YCC-I (Yamaha Chip-Controlled Intake), a lunghezza variabile. Tale sistema, è costituito da 4 condotti, ognuno dei quali diviso in 2 sezioni che formano un condotto unico durante il normae utilizzo. Quando però la centralina rileva che il motore supera un certo numero di giri, le due sezioni si separano; in questo modo, solamente la parte inferiore (più corta) funziona da condotto di aspirazione. Un sistema questo, amalgamato al massimo con la YCC-T (Yamaha Chip-Controlled Throttle).
Look unico
Il design dell'ultima verisione della R6 ha sicuramente rivoluzionato tale concetto nel mondo delle 600. Linee spiegolose al massimo e spesse volte ridotte al minimo. Un concetto molto aggressivo e, sopratutto, in grado di offrire un'idea di compattezza intrinseca. Lo scarico ad esempio, posto subito sotto la plancia, o il codino, stretto ed appuntito, rendono riconoscibile fin da subito la media di Iwata.
Ancorata all'anteriore
L'ultima versione della Yamaha R6, è stata studiata per offrire il massimo feeling e la massima stabilità con l'anteriore, sia in frenata che in percorrenza di curva. Per questo, è stata dotata di un telaietto in lega di magnesio, in grado di offrire un rapporto peso-resistenza eccezionale, permettendo quindi una concentrazione delle masse superiore, non andando ad influire sul peso complessivo, anzi! Oltre a ciò, si è intervenuti sulla distribuzine dei pesi, ora al 52,5% sull'avantreno, e sulla stessa posizione in sella del pilota, accenutata sull'anteriore: la seduta è stata infatti alzata di 5 mm, così come il manubrio, spostato più avanti e più in basso di 5 mm.
FastBike
Non perdtevi ora la pillola-video di Fastbike.Giovanni Di Pillo e Piergiorgio Bontempi hanno analizzato e provato per voi la YZF R6. Buona visione!
articolo del: 30/10/2009
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