F1 2010 - Barcellona: Webber e Red Bull imprendibili
Mark Webber domina il gp di Barcellona. Secondo Fernando Alonso, terzo Vettel. Fuori Hamilton
Descrizione
Spesse volte si dice che il mondiale - quello vero - cominci in Europa, subito dopo la lunga trasferta asiatica iniziale. Questo perchè molte squadre portano i primi veri aggiornamenti, alle vetture. I valori in campo quindi, vengono stabiliti a partire da Barcellona (oltretutto test-track per i team in inverno), in occasione dl primo Gran premio nel vecchio continente. Mai come quest'anno poi tale 'ipotesi' assume tinte concrete, considerando i fattori metereologici che hanno influenzato i gp di Australia, Malesia e Cina.
E se un verdetto dobbiamo comuinicare, allora possiamo dire fin da subito che la Red Bull motorizzata Renault, è sicuamente un passo avanti a tutta la concorrenza. Niente F-duct come Ferrari e McLaren, così come lo scorso anno niente Kers, ma una incredibile velocità ed un grip eccezionale. La vettura di Adrian Newey sembrerebbe la f1 perfetta, se non fosse per la sua fragilità.
E con una vettura del genere, Mark Webber ha svolto al meglio il proprio lavoro: Pole position il sabato, partenza perfetta e vittoria perentoria la domenica. L'australiano, considerato comunque il meno pericoloso nel lotto dei 'papabili al titolo', conscio anche delle voci che lo vogliono scaricato dal team il prossimo anno in favore di Kimi Raikkonen o di Felipe Massa, ha sfruttato appieno una vettura in grado di rifilare quasi un secondo a tutte le altre in qualifica.
Lo stesso invece, non si può dire di Sebastian Vettel. Il giovane tedesco ha subito, per la prima volta quest'anno, il suo team-mate. Il problema - per Vettel - non è stato tanto in qualifica (dove fu già battuto in Malesia, salvo poi vincere la corsa), quanto in gara, sia nella velocità che nella gestione. Se poi ci si mette di mezzo un inconveniente al freno anteriore sinistro, ecco completata la 'domenica terribile' di Sebastian Vettel. E fortuna ha voluto che Lewis Hamilton si sia ritirato a 2 giri dalla fine.
Parliamo quindi dell'inglese. In Spagna ha disputato una corsa fenomenale, essendo stato l'unico (insieme ad Alonso) a ceracre di tenere il passo delle Red Bull. Anzi, per il campione del mondo 2008, c'è stato anche il sorpasso ai danni di Vettel, con una manovra bella e decisa. Sarebbe stato un risultato eccezionale per il giovane Lewis. Peccato che la sospensione anteriore sinistra a 2 tornate dall'obiettivo lo abbia mollato di netto, facendolo schiantare contro le gomme. Ancora una volta quindi, un imprevisto ha bloccato il #2 di casa McLaren.
E veniamo al protagonista più atteso di Barcellona: Fernando Alonso. L'asturiano ha confermato ancora una volta che il pilota, quando vuole, può fare la differenza. La Ferrari a Barcellona ha sofferto, inutile negarlo. L'F-duct ha dato qualche vantaggio, ma la vettura è sembrata inferiore alla Red Bull e più o meno allo stesso livello della McLaren. E allora la differenza, quel quid in più, ce l'ha messo Alonso, riuscendo a portare la F10 in seconda fila (con Massa nono) e guidando sempre al limite in gara. Un quarto posto era alla sua portata tranquilla poi, complici le disavventure di Vettel e Hamilton, è arrivato un eccezionale secondo posto. Bene cosi per la Ferrari e il #8, che ha dato veramente l'impressione di metterci l'anima con una Ferrari - lo ripetiamo - senza grip (Felipe Massa ha parlato di 'macchina da rally' nelle curve lente).
E chiudiamo dando uno sguardo in casa Mercedes. Michael Schumacher, grazie anche ad una Mercedes GP profondamente mutata ne passo (e con la presa d'aria sdoppiata) è sembrato molto più a suo agio, riuscendo a contenere gli attacchi di Button e concludendo quarto,seppur staccatissimo dalla vetta. Male invece Nico Rosberg che con le nuove soluzioni proprio non si trova. Segnale inequivocabile che Ross Brawn punti più sul Kaiser che sul giovane Nico? Probabile. Nel frattempo arriva Montecarlo. Occhi puntati su questo incerto mondiale 2010, tra cordoli e muretti! Stay tuned!
E se un verdetto dobbiamo comuinicare, allora possiamo dire fin da subito che la Red Bull motorizzata Renault, è sicuamente un passo avanti a tutta la concorrenza. Niente F-duct come Ferrari e McLaren, così come lo scorso anno niente Kers, ma una incredibile velocità ed un grip eccezionale. La vettura di Adrian Newey sembrerebbe la f1 perfetta, se non fosse per la sua fragilità.
E con una vettura del genere, Mark Webber ha svolto al meglio il proprio lavoro: Pole position il sabato, partenza perfetta e vittoria perentoria la domenica. L'australiano, considerato comunque il meno pericoloso nel lotto dei 'papabili al titolo', conscio anche delle voci che lo vogliono scaricato dal team il prossimo anno in favore di Kimi Raikkonen o di Felipe Massa, ha sfruttato appieno una vettura in grado di rifilare quasi un secondo a tutte le altre in qualifica.
Lo stesso invece, non si può dire di Sebastian Vettel. Il giovane tedesco ha subito, per la prima volta quest'anno, il suo team-mate. Il problema - per Vettel - non è stato tanto in qualifica (dove fu già battuto in Malesia, salvo poi vincere la corsa), quanto in gara, sia nella velocità che nella gestione. Se poi ci si mette di mezzo un inconveniente al freno anteriore sinistro, ecco completata la 'domenica terribile' di Sebastian Vettel. E fortuna ha voluto che Lewis Hamilton si sia ritirato a 2 giri dalla fine.
Parliamo quindi dell'inglese. In Spagna ha disputato una corsa fenomenale, essendo stato l'unico (insieme ad Alonso) a ceracre di tenere il passo delle Red Bull. Anzi, per il campione del mondo 2008, c'è stato anche il sorpasso ai danni di Vettel, con una manovra bella e decisa. Sarebbe stato un risultato eccezionale per il giovane Lewis. Peccato che la sospensione anteriore sinistra a 2 tornate dall'obiettivo lo abbia mollato di netto, facendolo schiantare contro le gomme. Ancora una volta quindi, un imprevisto ha bloccato il #2 di casa McLaren.
E veniamo al protagonista più atteso di Barcellona: Fernando Alonso. L'asturiano ha confermato ancora una volta che il pilota, quando vuole, può fare la differenza. La Ferrari a Barcellona ha sofferto, inutile negarlo. L'F-duct ha dato qualche vantaggio, ma la vettura è sembrata inferiore alla Red Bull e più o meno allo stesso livello della McLaren. E allora la differenza, quel quid in più, ce l'ha messo Alonso, riuscendo a portare la F10 in seconda fila (con Massa nono) e guidando sempre al limite in gara. Un quarto posto era alla sua portata tranquilla poi, complici le disavventure di Vettel e Hamilton, è arrivato un eccezionale secondo posto. Bene cosi per la Ferrari e il #8, che ha dato veramente l'impressione di metterci l'anima con una Ferrari - lo ripetiamo - senza grip (Felipe Massa ha parlato di 'macchina da rally' nelle curve lente).
E chiudiamo dando uno sguardo in casa Mercedes. Michael Schumacher, grazie anche ad una Mercedes GP profondamente mutata ne passo (e con la presa d'aria sdoppiata) è sembrato molto più a suo agio, riuscendo a contenere gli attacchi di Button e concludendo quarto,seppur staccatissimo dalla vetta. Male invece Nico Rosberg che con le nuove soluzioni proprio non si trova. Segnale inequivocabile che Ross Brawn punti più sul Kaiser che sul giovane Nico? Probabile. Nel frattempo arriva Montecarlo. Occhi puntati su questo incerto mondiale 2010, tra cordoli e muretti! Stay tuned!
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