Benzina e gasolio addio?
Fonti energetiche alternative: la barbabietola
Descrizione
Non c’è nulla da fare, i prezzi di benzina e diesel continuano ad aumentare. Tranne poche eccezioni, si parla di 1,810 euro per la benzina e 1,749 per il diesel. Viene voglia di andare a piedi.
Per fortuna c’è ancora chi si impegna per cercare delle alternative che siano non solo più economiche, ma anche con scarso impatto sull’ambiente.
In Italia la riforma del 2006 per il settore zucchero ha determinato la chiusura della gran parte degli zuccherifici. Si è passati da 19 a soli 4. Inutile dire che, terminati i sostegni nazionali ed europei, i bieticoltori si sono rimboccati le maniche per non peggiorare ancora di più la situazione del loro settore.
E’ così che tremila bieticoltori associati hanno deciso di deviare la loro produzione verso il settore energia. La barbabietola diventa così non solo la principale fonte di zucchero in Italia, ma anche una valida fonte di energia. Coltivando 10-15mila ettari di barbabietole, ricavano dalle 90 alle 140mila tonnellate di polpe surpressate, pari a circa 60-80 MW di potenza elettrica e di potenza termica.
Una scelta vincente questa del biogas, confermata anche da Michele Distefano, Direttore Generale dell’ANB (Associazione Nazionale Bieticoltori). Gli studi fatti mostrano che la polpa di barbabietola è idonea alla gestione anaerobica.
Dettaglio non da poco è che questo comporterebbe una rinascita del settore. Al momento i bieticoltori percepiscono 1,6 euro/ bietola per rinunciare alla produzione, mentre se impiegassero le barbabietole per produrre biogas, il compenso sarebbe di 5,9 euro/bietola.
Con questi dati così positivi, l’ANB ha deciso di costruire otto impianti di biogas, ciascuno da 1 MW di potenza in Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, che saranno pronti entro la fine dell’anno.
Non va poi sottovalutato che le polpe non rappresentano una coltura dedicata alla filiera energetica, ma solamente il sottoprodotto della produzione dello zucchero andrebbe ad essere usato a questo scopo; ciò significa che non verrebbero sottratte superfici agricole utili alla produzione alimentare.
Intanto è partita tra Beta (Società italiana per la ricerca e la sperimentazione in agricoltura) e l’ANB una sperimentazione per l’utilizzo della barbabietola integrale. Se tutto andrà come previsto, questo progetto sarà una interessante opportunità per coloro che non producono barbabietole per la filiera bieticola-saccarifera.
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