Ducati Multistrada - Il test di Giò Di Pillo, parte 1
Ducati Multistrada 1200. Giovanni Di Pillo l'ha provata e recensita per voi. Ecco la prima parte del servizio
Descrizione
Ducati Multistrada 1200. Ve l'avevamo presentata poco tempo fa ed ora vi mostriamo - in due parti - la recensione che Giovanni Di Pillo ha fatto della particolare moto della casa di Borgo Panigale nello splendido scenario di Lanzarote.
Una moto evoluta, un concentrato di tecnologia e passione made in Italy, sopratutto in un periodo in cui dal Sol Levante di novità se ne vedono ben poche. Certamente non è una semplice enduro anzi, ma è decisamente coraggiosa e particolare nelle sue linee. Inoltre, la dotazione tecnica di tutto rispetto, più vicino alla 'cugina' da Superbike, rendono la Multistrada come uno strumento di puro divertimento in (quasi) tutte le condizioni.
Stiamo parlando ovviamente delle sospensioni, le Ohlins TTX nella versione S, derivanti dalle Ducati di Michel Fabrizio e Noriyuki Haga (anche se, a dirla tutta, furono sviluppate dal team Yamaha World Superbike), ma non solo. La Multistrada offre un'elettronica sofisticatissima, sempre pronta ad aiutare chi guida. Si tratta dei Riding Mode, 4 mappature che cambiano il carattere del bicilndrico da 150 cavalli della Multistrada:
- Sport: per chi vuole le sensazioni più forti. Dura, cattiva, nel pieno stile Borgo Panigale
- Touring: mantenimento sempre della potenza piena, ma con una risposta all'acceleratore più dolce, andando a lavorare sulle 'spigolature' tipiche del bicilindrico di Borgo Panigale.
- Urban: questa mappatura offre 'solo' 100 cavalli. La mappatura infatti si dimostra ben più invasiva per offrire un maggior grado di sicurezza e 'tranquillità' al conducente che deve affrontare il ciclo urbano.
- Enduro: ultima mappatura riguarda l'off-road. Ovviamente il livello di potenza rimane simile al ciclo Urban. la differenza però si trova nel controllo della trazione che, se nell'Urban arriva a 6/8, in questa mappa scende fino a 2/8, per permettere un maggior controllo 'manuale' su un fondo con poco grip quale è l'off-road.
Una moto evoluta, un concentrato di tecnologia e passione made in Italy, sopratutto in un periodo in cui dal Sol Levante di novità se ne vedono ben poche. Certamente non è una semplice enduro anzi, ma è decisamente coraggiosa e particolare nelle sue linee. Inoltre, la dotazione tecnica di tutto rispetto, più vicino alla 'cugina' da Superbike, rendono la Multistrada come uno strumento di puro divertimento in (quasi) tutte le condizioni.
Stiamo parlando ovviamente delle sospensioni, le Ohlins TTX nella versione S, derivanti dalle Ducati di Michel Fabrizio e Noriyuki Haga (anche se, a dirla tutta, furono sviluppate dal team Yamaha World Superbike), ma non solo. La Multistrada offre un'elettronica sofisticatissima, sempre pronta ad aiutare chi guida. Si tratta dei Riding Mode, 4 mappature che cambiano il carattere del bicilndrico da 150 cavalli della Multistrada:
- Sport: per chi vuole le sensazioni più forti. Dura, cattiva, nel pieno stile Borgo Panigale
- Touring: mantenimento sempre della potenza piena, ma con una risposta all'acceleratore più dolce, andando a lavorare sulle 'spigolature' tipiche del bicilindrico di Borgo Panigale.
- Urban: questa mappatura offre 'solo' 100 cavalli. La mappatura infatti si dimostra ben più invasiva per offrire un maggior grado di sicurezza e 'tranquillità' al conducente che deve affrontare il ciclo urbano.
- Enduro: ultima mappatura riguarda l'off-road. Ovviamente il livello di potenza rimane simile al ciclo Urban. la differenza però si trova nel controllo della trazione che, se nell'Urban arriva a 6/8, in questa mappa scende fino a 2/8, per permettere un maggior controllo 'manuale' su un fondo con poco grip quale è l'off-road.
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