Nuova Vespa Sprint
Auto blu in vendita su eBay
Opel Adam VR46 firmata da Valentino Rossi

Dopo la Opel Adam personalizzata andata all'asta su eBay, Valentino Rossi ci riprova con la nuova Opel Adam VR46.

Opel Adam VR46 è una edizione limitata nella quale Valentino Rossi ha potuto sbizzarrirsi con la sua creatività.

9 volte campione del mondo nel MotoGP, Valentino Rossi non disdegna le auto ed è un vero appassionato di rally.

La VR46 ha come base la Adam Slam alla quale si aggiungono le personalizzazioni ideate da Valentino Rossi: le rifiniture del tetto, a scelta in nero opaco, nero carbon e grigio e le colorazioni dell'esterno, disponibili in nero metallizzato, rosso, giallo e bianco.

Ciliegina sulla torta il logo VR46 in giallo fluo, il colore di Valentino Rossi, presente sui montanti e sul battitacco.

 

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Auto

Venerdì 18 luglio si è svolta la Coppa d'Oro delle Dolomiti 2014, dove il pubblico ha potuto ammirare Jarno Trulli su una Porsche 356 Speedster del 1954, una Alfa 2000 Sportiva del 1954, un’Alfa 2500 Coloniale del 1939 dell’Esercito, una Jaguar XK 120, Giuliano Canè su Lancia Aprilia del 1938, Giordano Mozzi su Triumph TR2 del 1955 e tanti altri. La Coppa d'Oro 2014 nel dettaglio Ha preso il via da Corso Italia nel cuore di Cortina l’edizione 2014 della Coppa d’Oro delle Dolomiti: il nuovo corso di una delle rievocazioni storiche per auto d’epoca più amate è dunque in versione “estiva”, affrontando con coraggio lo spostamento di una data che tradizionalmente la vedeva inserita da anni negli eventi del primo week end di settembre. “Si tratta di un ritorno alle origini che segna un altro passo nella crescita della gara all’insegna della tradizione e dell’innovazione” - spiega il Presidente del Comitato Organizzatore Alessandro Casali. “Il nostro obiettivo è quello di far sì che Coppa d’Oro possa essere il fiore all’occhiello delle gare automobilistiche classiche nel mondo per l’esclusività delle auto e per la bellezza dei quattordici passi dolomitici attraversati”. Omaggio alla tradizione è anche il passaggio a Belluno, città dove la Coppa D’Oro nacque nel 1947 grazie all’idea del Presidente dell’Automobile Club Belluno Ferruccio Gidoni di organizzare sulle Dolomiti una competizione di grande richiamo internazionale; e da allora nell’albo d’oro della Coppa vennero iscritti nomi quali Giovanni Bracco, Piero Dusio, Clemente Biondetti, Olivier Gendebien, Eugenio Castellotti, Giulio Cabianca e gli indimenticabili fratelli Marzotto. Lo svolgimento della Coppa d’Oro 2014 I 50 equipaggi sono partiti venerdì 18 luglio alle 8.30 per percorrere i 515 km scanditi in due tappe: dopo le soste di Belluno e Bolzano il finale della prima tappa è a Merano alle 18.30, con ripartenza sabato 19 luglio alla volta di Corvara per rientrare alle 17.30 in Corso Italia a Cortina. “Sarà una gara impegnativa da tutti i punti di vista - ammette il patron Alessandro Casali - perché Coppa d’Oro delle Dolomiti è sì una corsa di regolarità nei luoghi più belli delle Dolomiti patrimonio dell’Umanità Unesco, ma è anche una gara molto tecnica e faticosa per vetture e piloti”. La sfida automobilistica sulle Dolomiti A sfidarsi sui 14 passi dolomitici con 58 prove cronometrate, 4 di media e 8 controlli orari, sono auto costruite tra il 1919 e il 1961, con una categoria speciale e classifica a parte riservata ad un massimo di 30 vetture realizzate tra il 1962 e il 1965 di particolare interesse storico. Madrina di questa edizione l’attrice Isabelle Adriani, per aggiungere quel tocco di glamour che ben si addice alla gara simbolo della Perla delle Dolomiti; e nell’elenco partenti scorgiamo Jarno Trulli su una Porsche 356 Speedster del 1954, una Alfa 2000 Sportiva del 1954 del Museo Alfa Romeo di Arese con a bordo l’equipaggio Gamberini - Lanfranchi, un’Alfa 2500 Coloniale del 1939 dell’Esercito e una delle cinque Jaguar XK 120 che partecipò alla 24 ore di Le Mans classificandosi undicesima nel 1951. Fra i Top Driver, atteso il testa a testa al centesimo di secondo fra il pluricampione Giuliano Canè in gara su Lancia Aprilia del 1938 e il vincitore della Mille Miglia 2014 Giordano Mozzi su Triumph TR2 del 1955.  
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Auto storiche inglesi come Bentley, MG, Aston Martin, Rover arrivano ad Asolo (Treviso) per la terza edizione del raduno di auto storiche "Le Inglesi ad Asolo 2014 - Primo Trofeo Banca Mediolanum" che avrà luogo domenica 7 settembre 2014. Il percorso partirà alle porte di Venezia domenica 7 settembre 2014 e ricalcherà il percorso che la Regina Cornaro fu costretta a seguire, su pressione della Repubblica di Venezia, quando dovette abbandonare il Regno di Cipro: un viaggio eccezionale attraverso pianure, colline, gradevoli saliscendi, con tappa anche al Parco Archeologico Livelet e presso il suggestivo Castelbrando a Cison di Valmarino (Treviso). Il percorso de "Le Inglesi ad Asolo 2014"  La partenza è prevista da Villa Ducale, a Dolo (Venezia), alle 10.00 ma gli equipaggi dovranno trovarsi in loco già dalle 8.30 per i preparativi; alle 13.00 il carosello di mezzi d'epoca arriverà a Castelbrando, a Cison di Valmarino, mentre per le 16.00 è previsto una sosta alla sontuosa Villa Cornér della Regina, a Vedelago (Treviso). Per le 18.30 è previsto l'arrivo ad Asolo. Le premiazioni si svolgeranno all'Albergo al Sole. A seguire cena di gala presso Hotel Villa Cipriani e Albergo al Sole Riproporre un successo Le Inglesi ad Asolo rappresenta, sulla scia delle scorse edizioni, un vero e proprio viaggio tra la cultura, i sapori e la storia; il tutto avvolto dal più classico English Style. “Il successo ottenuto l’anno scorso – spiega Gianfranco Giovine, Presidente del Club Motori del '900, organizzatore dell'evento - ci ha spinto ad organizzare anche l’edizione 2014”. L'edizione dello scorso anno fu vinta dalla splendida Bentley 3Litre del 1925. Edizione dedicata a Caterina Cornaro Come anticipato, il percorso ripercorrerà la storia della Regina Cornaro. Nell'ottobre del 1488, Venezia decise di richiamare Caterina costringendola ad abdicare a favore della Repubblica. A seguito del suo rifiuto, fu minacciata di venir spogliata di tutti i privilegi e di essere trattata come ribelle, in caso di rifiuto. Così, il 26 febbraio 1489, avvenne l’atto ufficiale dell’abdicazione di Caterina in favore della Repubblica Veneta. Il 18 marzo, vestita di nero, la regina lasciò per sempre l’isola di Cipro. Venezia accolse la sua figlia in maniera trionfale. Arrivata a San Nicolò al Lido, fu nominata il 6 giugno 1489 domina Aceli (signora di Asolo): Caterina aveva gli stessi poteri del doge con i soli limiti di non poter far subire ai sudditi nessun onere o angheria e non poter ospitare chi non fosse gradito al Doge. Nel 1509, all’avanzare delle truppe imperiali di Massimiliano I d’Asburgo, si rifugiò a Venezia. Ritornata nel suo castello e tra gli asolani che tanto l’amavano, fuggì di nuovo quando le truppe tedesche si riaffacciarono alle porte di Altivole. Morì a Venezia il 10 luglio 1510 e venne tumulata nella Chiesa dei Santi Apostoli. Tale fu la folla che volle partecipare al rito funebre che i Provveditori fecero costruire un ponte di barche da Rialto a Santa Sofi a per permettere un migliore deflusso. La salma rimase solo pochi anni nella chiesa dei Santi Apostoli perché nel 1584 venne trasferita nella Chiesa di San Salvador, nella grande tomba voluta per lei dal fratello Giorgio, dove tuttora riposa. Parco Livelet e Castelbrando Le Inglesi ad Asolo 2014 farà tappa anche a Parco Livelet e a Castelbrando. Il Parco Archeologico Didattico del Livelet, inaugurato il 12 maggio 2007, è una ricostruzione fedele basata su studi degli insediamenti riscontrati in siti archeologici di ambiente umido coevi dell’Italia Settentrionale, e su studi etnografici condotti sulle popolazioni che tuttora vivono in ambienti simili. La scelta delle materie prime è ricaduta su legnami compatibili con l’ambiente e i ritrovamenti archeologici dell’area come castagno, quercia, nocciolo e corniolo, mentre le strutture lignee portanti o destinate a rimanere immerse nell’acqua sono state realizzate in larice, essenza scelta per la sua resistenza e durata, ma non presente a questa altitudine. Le pareti delle palafitte sono realizzate con fasci incrociati di canne palustri rivestiti da un intonaco isolante ma naturale, ottenuto mescolando argilla, paglia e sabbia. I tetti sono infi ne realizzati con fasci di canne sovrapposti e fi ssati ad una struttura lignea e hanno uno spessore medio di 30 cm, che garantisce protezione dalle intemperie. Castelbrando ha origini assai antiche e il primo nucleo dovrebbe risalire all’epoca delle invasioni barbariche. Il castello fu però recuperato dai Longobardi, la cui presenza era qui molto forte vista l’istituzione del Ducato di Ceneda. Tuttavia, essi ne fecero ben presto dono, con tutta la Valmareno, ai vescovi locali (forse per iniziativa della regina Teodolinda) che la tennero anche sotto i Franchi e, successivamente, il Sacro Romano Impero. La dominazione veneziana portò un lungo periodo di pace e Castelbrando, cessate le funzioni militari, fu adattato tra il XVI e il XVIII secolo alle esigenze dei Brandolini che lo trasformarono in un palazzo signorile applicandovi lo stile delle ville venete e creando un interessante nonché innovativo per l’epoca sistema di “riscaldamento”. I conti tennero il castello sino al 1959, quando lo vendettero ai Salesiani che lo utilizzarono come seminario e luogo di ritiro. Rivenduto da questi nel 1997 all’imprenditore Massimo Colomban, è stato restaurato di recente e ospita oggi un albergo. Un'opera d'arte per Le Inglesi ad Asolo 2014 Protagonista de Le Inglesi ad Asolo 2014 sarà l'arte: non solo quella portata dalle magnifiche vetture storiche inglesi, ma anche per la scelta di una preziosa scultura denominata il “VERONESE” come simbolo dell'evento. L’opera fu concepita dall’intuito del celebre Prof. Vittorio Zecchin nel 1921. Ispirato all'ampolla dipinta nel 1580 da “Paolo Veronese” ne “L’Annunciazione della Vergine”. L’opera contemporanea è stata plasmata dalle abili mani del Maestro Vetraio Mini Stefano. Come si evince, ancora una volta “Le Inglesi ad Asolo” intende promuovere il territorio, la sua cultura, le eccellenze enogastronomiche e l’alto artigianato riconosciuto in tutto il mondo.  
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Cos'è il T-Red e come funziona  T-Red è il sistema digitale tramite il quale vengono identificati gli automobilisti che passano il semaforo con il rosso. Come l'Autovelox, la telecamera semaforica funziona tramite la lettura della targa e può vantare una percentuale di successo del 100%. La presenza del "rosso" nel nome non è dovuta soltanto al rosso del semaforo ma anche alla tecnologia ad infrarossi: T-Red utilizza due telecamere, una a colori che monitora e registra l'incrocio quando il semaforo è rosso, l'altra con tecnologia ad infrarossi che identifica la targa leggendola 50 volte al secondo. Prodotto dalla Kria, il sistema è integrato da un'unità centrale in grado di gestire un numero illimitato di sistemi T-Red. [caption id="attachment_15390" align="aligncenter" width="300"] Ecco come funziona il T-Red, la telecamera che fa le multe a chi passa il semaforo col rosso.[/caption] Multe T-Red: a quanto ammontano le sanzioni col semaforo rosso nel 2014 Dopo varie modifiche, le ultime nel 2013, l'art. 146 del codice della strada prevede che: "il conducente del veicolo che prosegue la marcia, nonostante che le segnalazioni del semaforo o dell'agente del traffico vietino la marcia stessa, è soggetto alla sanzione amministrativa del pagamento di una somma da euro 162 a euro 646". Viene specificato in seguito che se si tratta della terza violazione in due anni si incorre anche nella sospensione della patente da uno a tre mesi. La legge prevede inoltre che "il trasgressore è ammesso a pagare, entro sessanta giorni dalla contestazione o dalla notificazione, una somma pari al minimo fissato dalle singole norme. Tale somma è ridotta del 30% se il pagamento è effettuato entro cinque giorni dalla contestazione o dalla notificazione." Quindi la multa minima per aver superato l'incrocio con semaforo rosso è di euro 113,4 se pagata entro cinque giorni, euro 162 entro 60 giorni ed euro 324 a partire dal 61° giorno (l'importo raddoppia se non pagata entro 60 giorni). Le somme non tengono conto di eventuali aggravanti della violazione: ad esempio è previsto l'aumento del 33% dell'importo se la violazione è commessa di notte, dopo le ore 22 e prima delle ore 7. La violazione costa inoltre 6 punti (12 per i neopatentati) della patente al conducente del veicolo, il quale va dichiarato dall'intestatario del mezzo. Ricorsi T-Red: tante polemiche e presunte irregolarità Molte diatribe hanno riguardato i semafori con T-Red con numerosi ricorsi e richieste di rimborso. A scatenare le polemiche sono la taratura del sistema - che sembrerebbe scattare già prima che la luce rossa del semaforo si accenda - e la durata del giallo, che dovrebbe dare il tempo di liberare l'incrocio ai veicoli in transito; durata che sarebbe stata addirittura ridotta, in particolare lungo la Cassanese, con lo scopo di aumentare il volume delle infrazioni. Altri automobilisti e autisti di mezzi pesanti accusano le amministrazioni di aver studiato i punti in cui installare i T-Rex per ottenere più contravvenzioni possibile. Nel Comune di Sarzana, ad esempio, circa 300 automobilisti (tra cui 12 autisti di pullman) hanno combattuto contro la multa di 131,50 euro e i 6 punti in meno alla patente inflitti a causa di un semaforo in cui il colore giallo persiste per soli 5 secondi a fronte dei 49" del verde e dei 30" del rosso. Anche i sindacati si sono schierati a favore di automobilisti e autisti: la Cgil ad esempio li ha ribattezzati come "semafori fuorilegge". A Perugia 12 T-Red hanno colpito i guidatori dal luglio 2006 all’agosto 2008. Altre questioni inerenti ai T-Red sono quelle a Segrate, dove i secondi per il passaggio dal giallo al rosso sono addirittura 4: in questo caso si aggiungevano presunte gare d’appalto pilotate per l'installazione dei "semafori intelligenti". Nonostante due condanne relative agli appalti e nonostante non ci fosse quel decimo di secondo previsto per iniziare la rilevazione con le telecamere del T-Red dell'infrazione dopo l'accensione del rosso semaforico, i giudici - in una sentenza attesa da 7 anni - ritennero che non ci fossero i presupposti per il risarcimento degli automobilisti multati dato che "i T-red in questione sono semafori regolari e omologati dal competente ufficio del ministero dei Trasporti". Qualche curiosità: sulla Cassanese i segnalatori fruttarono al Comune 2,4 milioni di euro prima di essere sostituiti dalle rotatorie; in appena sei mesi del 2006 circa 40 mila automobilisti furono individuati dal T-Red per non aver superato l'incrocio in tempo. [caption id="attachment_15391" align="aligncenter" width="300"] Telecamera T-Red ai semafori di Legnano (corso Sempione, all'incrocio con via S. Francesco d'Assisi)[/caption] Cosa prevede il codice della strada su incroci e semafori L'articolo 41 del Codice della Strada disciplina i segnali luminosi e prevede, riguardo ai semafori, le seguenti definizioni: Durante il periodo di accensione della luce verde, i veicoli possono procedere verso tutte le direzioni consentite dalla segnaletica verticale ed orizzontale; in ogni caso i veicoli non possono impegnare l'area di intersezione se i conducenti non hanno la certezza di poterla sgombrare prima dell'accensione della luce rossa; i conducenti devono dare sempre la precedenza ai pedoni ed ai ciclisti ai quali sia data contemporaneamente via libera; i conducenti in svolta devono, altresì, dare la precedenza ai veicoli provenienti da destra ed ai veicoli della corrente di traffico nella quale vanno ad immettersi. Durante il periodo di accensione della luce gialla, i veicoli non possono oltrepassare gli stessi punti stabiliti per l'arresto [cioè la striscia di arresto dove fermarsi con semaforo rosso, ndr) a meno che vi si trovino così prossimi, al momento dell'accensione della luce gialla, che non possano più arrestarsi in condizioni di sufficiente sicurezza; in tal caso essi devono sgombrare sollecitamente l'area di intersezione con opportuna prudenza. Durante il periodo di accensione della luce rossa, i veicoli non devono superare la striscia di arresto; in mancanza di tale striscia i veicoli non devono impegnare l'area di intersezione, né l'attraversamento pedonale, né oltrepassare il segnale, in modo da poterne osservare le indicazioni. Prevede inoltre che: Tutti i segnali e dispositivi luminosi previsti dal presente articolo sono soggetti ad omologazione da parte del Ministero dei lavori pubblici, previo accertamento del grado di protezione e delle caratteristiche geometriche, fotometriche, cromatiche e di idoneità indicati dal regolamento e da specifiche normative. Come per gli altri segnali, la segnaletica deve essere, quindi, correttamente predisposta e mantenuta efficiente. Poiché i semafori sono disposti per disciplinare gli incroci, è da considerarsi valida anche la regola primaria di "diminuire la velocità in prossimità di un incrocio". Anche i giudici di Milano sottolineano che al giallo è già necessario fermarsi e che si può attraversare "solo nel caso eccezionale in cui l'arresto possa costituire pericolo". Ciò considerato, perdono consistenza le accuse secondo le quali la "colpa" di tante contravvenzioni sia dell'insufficiente durata del giallo. Molti mettono comunque in discussione la liceità del sistema: ipotizzando un tempo di reazione di circa un secondo e uno spazio di frenata variabile (a seconda di velocità, peso del veicolo, stato dei freni e numerosi altri fattori) qualche dubbio sul fatto che 4 secondi di luce gialla siano sufficienti può sorgere. Quando presentare ricorso Effettuare le verifiche necessarie a stabilire se le apparecchiature funzionano in modo indebito o meno, naturalmente, è compito della Magistratura. Vediamo quindi in quali casi è possibile proporre ricorso per evitare la sanzione da semaforo rosso con telecamera T-Red: Apparecchiatura T-Red non omologata, sprovvista di certificato di taratura e/o delle certificazioni previste dalla legge Veicolo che non poteva arrestarsi in condizione di sufficiente sicurezza all'accensione della luce gialla Autoveicolo che ha superato il semaforo con luce rossa a causa di ragioni (documentate e certificate al giudice, ndr) inerenti alla sicurezza della circolazione e del traffico Assenza della prova della rilevazione Apparecchiatura priva della diretta gestione dell’organo di polizia stradale Verbale privo della motivazione per la quale non si è proceduto alla contestazione immediata dell’infrazione Apparecchiatura non correttamente posizionata e pertanto impossibilitata a una corretta visione e rilevazione dell’infrazione Veicolo fermo e/o rallentato a causa di un ingorgo In tutti questi casi il verbale e la relativa multa non andavano irrorati e possono essere annullati dal giudice: fare ricorso contro il T-Red in questi casi può essere conveniente.
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