Troy Bayliss - il carrozziere piu' veloce del Mondo
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Troy Bayliss - il carrozziere piu' veloce del Mondo




Una carena con i suoi colori, quelli della natia Australia, per celebrare la sua ultima gara della sua Carriera. Il circuito, l'Algarve di Portimao, sede dell'ultima prova del mondiale Superbike 2008, un anfiteatro naturale per la conculsione di una stagione impegnativa e soddisfacente. Sotto la bandiera a scacchi solo le lacrime ed i ringraziamenti per un mondo che gli ha dato onore e gloria, ma a cui lui stesso ha dato tanto. E pensare che da giovane faceva il carrozziere. Si, stiamo parlando di Troy Bayliss.

GLI INIZI- Troy Bayliss nasce il 30 Marzo 1969 a Taree in australia. fin dall'eta' di 10 anni si cimenta con il motocross ed il dirt-track, disputando anche alcune gare. Una passione che dovra' tenere soffocata per la cronica mancaza di soldi, e che lo vedra' dover ripiegare su un lavoro comune quale quello di carrozziere specializzato in verniciatura spray. Ma evidentemente il destino aveva scelto una vita diversa per lui, e fu cosi' che in poco tempo, ritorna al mondo delle corse, partecipando prima al campionato 250SP, e poi al campionato australiano 600ss con una Kawasaki privata ed un piccolo furgone. Il giovane Bayliss si dimostra fin da subito veloce, ma ha la propensione a cadere troppo facilmente. Chiude il suo primo anno in 600 al sesto posto, e nel 1995 si classifica quarto. Un risultato questo, che lo proietta in sella al team ufficiale australiano Kawasaki Superbike.

LA PRIMA VETRINA MONDIALE- E' il 1997 l'anno della sua prima grande svolta: passato dopo solo un anno in verde sotto l'effige della Suzuki Australia, partecipa in qualita' di wild-card alla tappa locale del Campionato Mondiale Superbike, sul circuito di Phillip Island. Qui, lo sconosciuto Bayliss si classifica quinto in entrambe le manche, lottando alla pari con piloti gia' affermati quali Slight, Edwards e Fogarty. Ma le sorprese non finiscono qui perche' a fine anno viene scelto dal Team Suzuki 250 per partecipare al Gp d'Australia, gara poi conclusa al sesto posto.

LO SBARCO IN INGHILTERRA- I risultati ottenuti come wild-card lo proiettano all'attenzione del vecchio continente. Bayliss viene ingaggiato dal team Ducati GSE, e vince al suo secondo anno il British Superbike, con un ruolino di marcia impressionante: 6 vittorie e 14 podi.

L'AVVENTURA MONDIALE- Ai vertici Ducati non sfugge l'impressionante ruolino di marcia del 31enne Bayliss, e cosi' l'australiano viene promosso nel campionato AMA Superbike in sella al team Vance & Hines. L'obiettivo a Borgo Panigale e' chiaro: tornare a vincere alla 200 Miglia di Daytona, e Bayliss sembra essere l'uomo giusto. L'avventura riesce a meta': Bayliss conquista la pole ma in gara e' costretto al ritiro. Nel frattempo pero', proprio nella sua Australia, Carl Fogarty cade rovinosamente dovo aver centrato il privato Ulm e,infortunandosi, mette 'de facto' fine alla sua carriera. In Ducati decidono di avvalersi di Bayliss come sostituto, ma l'inizio, sul tracciato di Sugo, non e' dei migliori, anzi. In due gare non percorre nemmeno 300 metri. A Donington quindi, il team si avvale di un disastroso Cadalora. Si arriva a Monza, e Paolo Ciabatti decide di dare una seconda chance a Bayliss. L'australiano sfodera in brianza due prestazioni superlative, condite da un sorpasso alla prima variante che rimarra' negli annali. A fine anno per Bayliss un sesto posto assoluto con 2 vittorie e 9 podi.

ANNI D'ORO- Il 2001 e' l'anno della consacrazione definitiva, con la conquista dell'alloro iridato. Un dominio netto segnato da 15 podi. Unico neo la caduta di Imola, a mondiale gia' conquistato, con conseguente frattura alla clavicola. Il 2002 sembra una replica dell'anno precedente. Bayliss domina la prima parte di campionato, fino alla seconda manche di Laguna Seca dove torna alla ribalta Colin Edwards e la sua Honda VTR SP-2, dotata degli aggiornamenti derivanti dal giappone dopo la 8 ore di Suzuka. La svolta della stagione arriva ad Imola. Di fronte a 120.000 tifosi Bayliss ed Edwards danno vita a quello che e' stato definito 'il duello del secolo'. Alla fine la spunta il texano di casa Honda, ma in questo caso non si puo' parlare di vincitori e sconfitti. I due hanno dato vita ad una pagina di storia motociclistica.

L'AVVENTO IN MOTOGP- COn l'avvento delle quattro tempi e lo sbarco di Ducati in MotoGP, Troy Bayliss passa dall'altra parte della barricata. Nella sua prima stagione mostra di che pasta e' fatto con 3 podi, prestazioni maiuscole ed un titolo di rookie sfiorato. Discorso differente nelle altre due stagioni: il 2004 doveva essere l'anno delle conferme, ma la Demosedici GP4 e' una moto nata male, troppo scorbutica. Per Bayliss solo un podio nell'ultima gara dell'anno. Il 2005 è per Bayliss un 'annus horribilis'. Passato al team di Sito Pons con la Honda, non trova mai il feeling con la RC211V, chiudendo anzitempo la stagione per una frattura multipla al polso occorsagli in allenamento.

IL RITORNO- Quella che poteva sembrare come l'avvisaglia di un ritorno, per Bayliss e' solo uno stimolo in piu' per dimosttrare di non essere finito. Torna nel Mondiale Superbike con la 999 e vince il suo secondo titolo. Non contento, partecipa all'ultima gara del Mondiale MotoGP al posto dell'infortunato Sete Gibernau. Quello che doveva essere solo un premio, lo proietta nella storia delle corse: Bayliss infatti arriva a Valencia carico e desideroso di far vedere a quel mondo che l'ha rinnegato di che pasta e' fatto. Senza conoscere la Ducati GP6 e senza aver mai corso con le Bridgestone, l'australiano domina la gara andando a vincere.

LA 1098- Il 2007 e' una stagione corsa in difesa. La 999 non e' al livello delle 4 cilindri e Bayliss fa quel che puo'. Vince sei manche ma una caduta a Donington gli pregiudica il cammino in campionato. Poco importa perche' a Borgo Panigale hanno lavorato per portare al debutto al meglio la 1098. E' un anno, il 2008 che non concede appelli. Bayliss annuncia che questo sara' la sua ultima stagione. E la fa alla grande, vincendo all'esordio a Losail. Il cammino di Bayliss e' trionfale e nemmeno le battute di arresto a Monza e a Miller lo fermano. Il resto e' storia recente, con il terzo titolo mondiale conquistato a Magny Course, oltretutto con 3 generazioni diverse di Ducati, e la cavalcata trionfale di Portimao. Con quella carena dipinda dei suoi colori. Quelli della natia Australia.


articolo del: 24/04/2009


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